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title: Non coscienti
description: Singolare Paese, il nostro. C’è un capo dello Stato in scadenza di mandato che, in quanto presidente del Consiglio superiore...
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date: 2021-11-26
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/evidenza/non-coscienti/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [giustizia, politica]
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# Non coscienti

![Non coscienti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-23.png)

La richiesta di Mattarella ai magistrati non è un invito e neppure un appello. Si tratta di un'istanza formale perché così il pianeta giustizia non può più andare avanti.

**Singolare Paese, il nostro**. C’è un capo dello Stato in scadenza di mandato che, in quanto presidente del Consiglio superiore della magistratura, si rivolge alle toghe chiedendo loro di mettere definitivamente da parte **«autoreferenzialità e protagonismo»** e varare una riforma del Csm che recida il bubbone del correntismo.

### Non un invito e neppure un appello: piuttosto una richiesta formale perché così il pianeta giustizia non può più andare avanti.

L’informazione, salvo alcune lodevoli eccezioni, tratta la questione come una rituale sortita presidenziale; la colloca nelle pagine interne dei giornali; concede passaggi tv quasi in ossequio a una routine di cortese riguardo. Ma la cosa più stupefacente è l’atteggiamento delle toghe che non fanno una piega nonostante le scorie di recenti vicende abbiano procurato un colpo di maglio all’autorevolezza e al prestigio dei **magistrati**, con i cittadini sempre più sconcertati e senza che nulla si sia mosso per modificare l’andazzo. Quasi mostrando sufficienza per la possibilità che anche stavolta le parole del capo dello Stato abbelliranno le raccolte degli interventi ufficiali e poi cadranno nel vuoto come sempre.

Rattrista e inquieta che l’allarme non venga recepito. È servita la **frustata della Ue** sulla improcrastinabilità della riforma della giustizia per costringere governo e Parlamento a intervenire.

### In quella circostanza la voce dei magistrati si è levata soprattutto per criticare la riforma: è questa la strada giusta? La risposta è no.

Trattare le parole del presidente della Repubblica come sussulto di formalità senza provare a dare loro seguito concreto, va in direzione opposta alla necessità di «rivitalizzare le radici deontologiche» della magistratura reclamate da **Sergio Mattarella**. Un Consiglio riformato non è più una scelta: è diventato un obbligo, perché lasciare tutto come ora risulterebbe tanto consolatorio quanto ipocrita. Invece il tempo della riforma è adesso, al tempo del governo Draghi che, salvaguardando l’autonomia delle toghe, grazie alla competenza della Guardasigilli **Marta Cartabia** può garantire una opportuna e qualificata interlocuzione a livello istituzionale.

C’è di più. Il **monito di Mattarella** andrebbe raccolto senza indugi anche perché all’orizzonte si profilano referendum sul Csm e altri delicati terreni giudiziari – dalla separazione delle carriere alla responsabilità civile dei magistrati – che se ammessi dalla Consulta possono alzare a dismisura la radicalizzazione sui temi giudiziari. Sarebbe un’ulteriore e forse decisiva spinta alla delegittimazione se a determinare la riforma del Consiglio fossero costretti i cittadini e non chi è costituzionalmente delegato a farlo.

 

Di *Carlo Fusi*
