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title: Partito democratico, aspettando una strategia
description: Fresco del trionfo amministrativo, il Partito Democratico ha visto sgretolarsi nel voto segreto sul ddl Zan il tesoretto appena guadagnato.
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date: 2021-11-05
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/evidenza/partito-democratico-aspettando-una-strategia/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [Italia, politica]
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# Partito democratico, aspettando una strategia

![Partito democratico, aspettando una strategia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-56.png)

Il Partito Democratico ha visto sgretolarsi nel voto segreto sul ddl Zan il tesoretto appena guadagnato grazie al trionfo amministrativo. Questione che incrocia la partita più importante della legislatura: l’elezione del nuovo capo dello Stato.

Dov’eravamo rimasti? Ah sì, ecco, come no. All’interrogativo che da tempo aleggia nei Palazzi: **e allora il Pd?** Fresco del trionfo amministrativo, il partito guidato da **Enrico Letta** ha visto sgretolarsi nel voto segreto sul **ddl Zan** il tesoretto appena guadagnato. Confermando che al momento i franchi tiratori si trovano più a loro agio da quella parte. Questione quanto mai urticante perché incrocia la partita più importante della legislatura: l’elezione del nuovo capo dello Stato. E tutto possono permettersi il **Nazareno** e il suo leader tranne che presentarsi all’appuntamento incerti e dilaniati dallo scontro tra le correnti.

Ecco, a proposito: ci sono ancora? Ovvio, solo che stanno cambiando pelle. Gli **ex renziani**, ad esempio, emigrano sotto le insegne di Letta, specialmente quelli che aspirano a una candidatura. Sono i più fedeli, i nuovi pretoriani: del resto le liste elettorali le fa il segretario, giusto? Gli altri, tipo **Lotti**, cercano collocazione: fuori dal Parlamento. Anche **Base riformista**, i dorotei 2.0 con indosso la cappa piddina, è cambiata. Pure lì la transumanza verso le sponde lettiane è in atto. Però le cose sono complicate dal fatto che molti giocano in proprio: **Dario Franceschini con un occhio al Quirinale**; **Lorenzo Guerini** fissando gli allarmi che ha messo vicino alla sua poltrona di ministro.

### Vabbè, il solito gioco dei quattro cantoni. Ma la strategia di Letta, richiamato da Parigi da tutti col cappello in mano, qual è? Bella domanda.

Sì certo, i diritti: dallo **ius soli** alla **Zan**. Avari però di successi. I giovani, come no. Il voto ai sedicenni non è neppure arrivato a discussione, quello che equipara l’età per Senato e Camera è un contentino. Dunque non rimangono che due terreni per esercitare una leadership ancora poco strutturata: il **Pnrr** e il **Quirinale**. Sul primo, nessuno tocca palla tranne **SuperMario Draghi**. Sul secondo, Letta prega un giorno sì e l’altro pure che Mattarella alla fine ceda e rimanga al suo posto. Così il quadro politico si cristallizza e sono contenti tutti. Tuttavia i segnali che giungono dall’inquilino del Colle vanno in tutt’altra direzione.

Diamine: e dunque che si fa, **qual è il piano B?** Sorpresa: al momento non esiste. «Del Quirinale se ne parlerà a gennaio», è la giaculatoria del Nazareno. Eppure gente esperta, come **Luigi Zanda**, spiega che siccome nessun schieramento è autosufficiente, bisognerà trovare una **soluzione destra-sinistra**. Bene, da quell’orecchio Letta non ci sente. Anzi, radicalizza i toni quasi fossimo già in campagna elettorale. Il che invece di sopire alimenta dubbi e sospetti. Soprattutto tra i suoi.

Ma insomma: allora il Pd? Diciamo che naviga a vista. E scrive le cartoline di Buon Natale. Il resto, seguirà.

 

Di *Carlo Fusi*
