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Pinguini volanti, draghi e alieni

Pinguini volanti, la scoperta del mistero della forza dei cavalieri Jedi, l’invasione aliena della terra… sono solo alcuni degli scherzi più eclatanti di sempre per il giorno del Pesce d’aprile. 
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Pinguini volanti, draghi e alieni

Pinguini volanti, la scoperta del mistero della forza dei cavalieri Jedi, l’invasione aliena della terra… sono solo alcuni degli scherzi più eclatanti di sempre per il giorno del Pesce d’aprile. 
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Pinguini volanti, la scoperta del mistero della forza dei cavalieri Jedi, l’invasione aliena della terra… sono solo alcuni degli scherzi più eclatanti di sempre per il giorno del Pesce d’aprile. 
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Pinguini volanti, la scoperta del mistero della forza dei cavalieri Jedi, l’invasione aliena della terra… sono solo alcuni degli scherzi più eclatanti di sempre per il giorno del Pesce d’aprile. 

 

Ufficiosamente se ne parlava già da tempo ma quando la notizia apparve sulla testata musicale “Rockol” fece letteralmente il giro delle redazioni: dopo anni di silenzio Lucio Battisti sarebbe uscito con un nuovo album digitale intitolato “L’asola”. Nell’articolo si dava risalto in anteprima al titolo e alla lista delle dodici canzoni inedite. Ci vollero alcuni giorni per capire che il presunto scoop altro non era che una burla: togliendo l’apostrofo e spostando la vocale si otteneva “La sola”, termine romanesco che significa “fregatura”, mentre l’acrostico dei titoli dei brani formava la frase “Pesce d’aprile”. Uno scherzo ben riuscito a cui – è proprio il caso di dirlo – abboccarono tutti i più autorevoli commentatori e analisti musicali italiani.

L’origine della giornata dello scherzo non è chiara. Alcuni sostengono che le radici del pesce d’aprile affondino nell’antica Roma quando alla fine di marzo i festeggiamenti primaverili per la dea Cibele (la Grande madre della terra e degli animali) culminavano con la resurrezione del suo evirato servitore Attis. L’ipotesi più accreditata vuole invece che prenda origine in Francia, nella seconda metà del Cinquecento, quando Carlo IX decise di applicare il calendario gregoriano al posto di quello giuliano, spostando di conseguenza le celebrazioni per l’inizio dell’anno dal 25 marzo al 1 gennaio. Qualcuno però continuò a festeggiare durante l’ultima settimana di marzo, diventando bersaglio di doni burla o inviti a feste inesistenti. Anche per quanto riguarda la scelta del pesce come simbolo di stoltezza non c’è uniformità di pensiero. Una teoria vuole che il nome sia legato al segno zodiacale dei Pesci, abbandonato dal Sole alla fine di marzo e quindi raffigurazione di un evento che non esiste; altri ipotizzano un legame tra la stoltezza di chi viene preso di mira e la facilità con cui alcuni pesci abboccano all’amo.

Uno fra gli scherzi più riusciti degli ultimi anni è certamente quello ideato da Tullio Basaglia e Valerio Rossetti, scienziati del Cern di Ginevra che il primo aprile del 2015 annunciarono di aver scoperto il mistero della forza dei cavalieri Jedi, allegando come prova documentale immagini che li ritraevano mentre sollevavano libri e bevevano caffè senza l’uso delle mani.

Ma probabilmente il pesce d’aprile più famoso è lo scherzo ideato da Orson Welles nel 1938 e diventato celebre come “La Guerra dei Mondi”: una diretta radiofonica in cui si documentava lo sbarco alieno sulla Terra. Anche se per problemi tecnici non si riuscì a mandarlo in onda nel giorno corretto ma soltanto il 30 ottobre, rimane ancora oggi nella storia come il più riuscito pesce d’aprile di sempre. Basti pensare che migliaia di americani intasarono i centralini dei commissariati di polizia, mentre i più previdenti cercarono rifugio nelle chiese indossando maschere antigas. Emuli del regista, anche gli inglesi Monty Python vollero giocare uno scherzo ai propri ammiratori, annunciando in diretta sulla “Bbc” un documentario sulla scoperta di una nuova razza di pinguini volanti. Alcuni scienziati australiani scelsero invece il primo giorno di aprile per annunciare con enfasi l’esistenza di creature sino ad allora considerate mitologiche: “Draghi: realtà non leggenda”. Ma forse si trattava di una premonizione politica.

 

di Stefano Caliciuri

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