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title: Pirati digitali e intrattenimento
description: "La pirateria è un fenomeno cresciuto in modo significativo soprattutto durante la pandemia. Si tratta di un rischio non passeggero: una volta diffusa è difficile tornare indietro con gravi risvolti sulla ripresa del mercato."
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date: 2022-02-14
modified: 2022-02-13
author: Mario Dal Co
url: https://laragione.eu/evidenza/pirati-digitali-e-intrattenimento/
categories: [Evidenza, Tech]
tags: [pirateria, social media]
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# Pirati digitali e intrattenimento

![Pirati digitali e intrattenimento](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-78-1.png)

La pirateria è un fenomeno cresciuto in modo significativo soprattutto durante la pandemia. Si tratta di un rischio non passeggero: una volta diffusa è difficile tornare indietro con gravi risvolti sulla ripresa del mercato.

La pandemia ha accelerato la diffusione dell’*e-commerce *e della fruizione *online* dell’intrattenimento: dal teatro alla musica, dai libri alle serie tv, dallo sport ai film. Oggi assistiamo finalmente a un allentamento delle misure di prevenzione che avvierà, si spera, una ripresa del settore dell’intrattenimento. E, nel nostro piccolo, assistiamo a una affermazione della produzione cinematografica italiana sul palcoscenico internazionale.

**La via maestra per sostenere questo settore è il contrasto alla pirateria, la quale è cresciuta in modo assai significativo proprio durante la pandemia.** Si tratta di un rischio non passeggero: una volta diffusa la pratica dell’accesso pirata, è difficile tornare indietro e ciò potrebbe compromettere la ripresa del mercato. Inoltre, la pirateria alimenta l’attitudine sfacciata, tipicamente italica, di rivendicare la gratuità per ogni servizio: dall’acqua alla partita di calcio, dalla politica al trasporto urbano, dai tamponi ai ricoveri in terapia intensiva senza essere vaccinati, dal parcheggio ai prospetti delle case.

**La dimensione del problema è presto detta: tra gennaio e settembre 2021 le visite ai siti *web* specializzati nella pirateria dei contenuti tv sono salite a 65 miliardi, con un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente**. I primi sei Paesi in cui il traffico si sviluppa sono nell’ordine Stati Uniti, Russia, Cina, Brasile, Ucraina e Regno Unito (fonte: Muso). Come si vede, non c’è una correlazione con il livello del reddito *pro capite*, perché il fenomeno è complesso. Incidono sia la quota di popolazione in stato di bisogno, sia il livello di alfabetizzazione informatica, sia la diffusione dell’ideologia della gratuità di cui abbiamo scritto.

**Come fanno i siti pirata a proporre in *streaming* i contenuti riservati ai sottoscrittori? Spesso accedono con credenziali rubate e riciclate: alcune credenziali sono state usate fino a 20mila volte.** Quando vengono veicolati *online*, i contenuti vengono monetizzati con pubblicità del sito pirata. Oppure gli eventi pubblici come concerti o gare sportive vengono ripresi e veicolati in *streaming* via canali *social* come Facebook, Twich e YouTube, mentre sia pirati che utenti usano gli accessi anonimi (Vpn) per superare le barriere geografiche, come il *firewall* imposto dalla Cina su Internet che impedisce ai cittadini il libero accesso alle risorse della rete globale. Non ci sono solo le serie tv e i film nell’elenco delle attività criminali. Sorprendentemente, l’editoria è al secondo posto prima ancora dei film e della musica.

L’impatto negativo della pirateria è enorme: stime della Camera di commercio degli Stati Uniti valutano per quel Paese intorno al 13% la perdita di fatturato dovuta alla pirateria, per un settore che dava lavoro a 2,6 milioni di persone nel 2019. Oggi, dopo l’esplosione della pandemia, l’impatto è aumentato. La pirateria è un’attività criminale altamente organizzata: quando si trova di fronte a risposte difensive efficaci, non esita ad alzare la posta con attacchi che ingolfano i *server* e impediscono l’accesso al servizio da parte di chi ne ha acquisito il diritto. Contrastarla richiede impegno e competenze.

Il nostro Paese ha carenza di addetti e di studenti nel settore della sicurezza informatica. Le risorse investite nel processo di formazione di queste professionalità sono il miglior contributo per sostenere l’industria dell’intrattenimento.

 

di Mario Dal Co
