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title: Politica senza gas
description: "Un fantasma si aggira nel dibattito politico e anche in non poche redazioni di giornali, televisioni e radio: la strategia energetica..."
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date: 2022-04-17
modified: 2022-04-20
author: Marco Sallustro
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categories: [Evidenza, Politica]
tags: [esteri, Evidenza, politica]
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# Politica senza gas

![Politica senza gas](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-67.jpg)

Negli ultimi giorni la strategia energetica del governo Draghi per affrancare l’Italia dalla dipendenza dal gas russo sta tenendo banco nel dibattito politico.

Un fantasma si aggira nel dibattito politico e anche in non poche redazioni di giornali, televisioni e radio: la **strategia energetica del governo Draghi**, per affrancare l’Italia dalla **dipendenza dal gas russo**. Quel **43% sul totale**, che vale una consistente fetta dell’approvvigionamento quotidiano di valuta pregiata che garantiamo al **dittatore di Mosca** come europei.

**Roma** ha firmato un accordo diretto con il **governo algerino**, per un forte aumento delle forniture dal Paese nordafricano e ha fatto siglare dall’Eni un’importante intesa con l’Egitto, per le forniture dal Paese retto dal generale **al-Sisi**. Accordo non siglato direttamente dal governo per il contenzioso che abbiamo con **il Cairo**, a causa della tragica vicenda di **Giulio Regeni**, ucciso per mano egiziana in una vicenda tutt’altro che chiarita fino in fondo (anche nel ruolo di servizi stranieri, e per stranieri non intendiamo britannici in particolare).

Torneremo sull’**Egitto**, ma nel frattempo ricordiamo che mercoledì e giovedì **Mario Draghi sarà in Africa**, per ulteriori intese con l’**Angola e il Congo**. Una volta siglati questi accordi, l’Italia avrà di fatto programmato la sostituzione nell’arco di sei mesi dei due terzi delle forniture russe. **In due settimane.**

Un risultato eccezionale e del tutto inusuale per i tempi tradizionalmente **“messicani”** della nostra politica. Eppure questo insieme di mosse, consentite dalla **volontà politica di Draghi** ma anche dalla geografia – il **Mediterraneo** in questo caso diventa un *asset* – e dalla straordinaria rete di relazioni costruita dall’Eni nei decenni, resta un fantasma nella comunicazione e fa appena capolino nei commenti della politica. Solo per rimarcare i dubbi – ‘forti’, nella declinazione del segretario del Pd **Letta** – nel fare affari con l’Egitto. Per i sopracitati motivi, è ovvio.

Tralasciando che di **affari con Il Cairo** ne facciamo già un bel po’ e che è proprio l’**Eni** a gestire le ricerche in quello che viene considerato il più importante **giacimento di gas naturale** del Mediterraneo orientale – che si trova sotto controllo egiziano – scapperebbe da ridere, se non ci fosse da piangere per certa **ipocrisia**.

L’**Italia si muove** e lo fa con maggiore visione e rapidità rispetto alla stessa **Germania**, per** ridurre la propria dipendenza** da un Paese che dovremmo ricordare a Letta e ai suoi solerti *follower* non ci risulta essere una specchiata democrazia volteriana dedicata al trionfo del bene dell’umanità. Parliamo della **Russia**, che ha aggredito l’Ucraina e che anche prima della guerra poteva essere tante cose ma di sicuro non un campione del rispetto dei **diritti umani, della democrazia e della libera stampa**.

Delle due, l’una: o ci accontentiamo di una politica degli annunci, insincera e fallimentare per la nostra macchina produttiva o ci acconciamo con realismo a trattare con chi c’è. I **Paesi esportatori di gas naturale** a cui possiamo agganciarci con delle *pipeline* (calmierandone il costo) sono quelli che sono e si chiamano **Algeria, Libia, Egitto, Azerbaigian**. Oltre che Russia. Il **gas liquido** lo possiamo comprare, appunto, da Paesi come Angola e Congo, oltre che dagli Stati Uniti che innervosiscono all’istante certa politica e certa stampa di casa nostra.

Un’alternativa c’è, ma è ridicola: fare chiacchiere e continuare a foraggiare **Putin**, magari raccontando un po’ di balle sulla possibilità di coprire il fabbisogno energetico del Paese entro sei mesi con solare ed eolico. **Nucleare giammai, che fa brutto anche solo pensarlo.**

 

Di *Marco Sallustro*
