Quel che è positivo non va taciuto ma usato
I dati Istat del primo mese del 2022 hanno rivelato una crescita nella vendita al dettaglio che potrebbe stabilizzarsi nel corso dell’anno.
Ma se provi a sottolinearlo, subito ti senti rimbrottare: e allora va tutto bene? Tutto no, ma questi sì.
Quel che è positivo non va taciuto ma usato
I dati Istat del primo mese del 2022 hanno rivelato una crescita nella vendita al dettaglio che potrebbe stabilizzarsi nel corso dell’anno.
Ma se provi a sottolinearlo, subito ti senti rimbrottare: e allora va tutto bene? Tutto no, ma questi sì.
Quel che è positivo non va taciuto ma usato
I dati Istat del primo mese del 2022 hanno rivelato una crescita nella vendita al dettaglio che potrebbe stabilizzarsi nel corso dell’anno.
Ma se provi a sottolinearlo, subito ti senti rimbrottare: e allora va tutto bene? Tutto no, ma questi sì.
Nel 2021 le vendite al dettaglio sono cresciute del 7,9% rispetto al precedente anno. Nel 2020, devastato dalle chiusure, quelle vendite avevano registrato un crollo del 5,4% rispetto al 2019. Se l’andamento del primo mese di quest’anno dovesse stabilizzarsi ci troveremmo di fronte a un nuovo, significativo rialzo. Si sente anche la presenza dell’inflazione, dato che il 7,9% di crescita si riferisce alla spesa ma i volumi crescono leggermente meno, del 7,2%.
La fonte dei dati è l’Istat e sarà difficile non considerarli positivi. Quel che capita è che quando sono tali si tende a non urlarli e, se provi a sottolinearlo, subito ti senti rimbrottare: e allora va tutto bene? Tutto no, ma questi sì.
Riprendersi significa anche uscire dall’incubo di un racconto pubblico che debba essere sempre tutto negativo. Anche perché la fiducia di produttori e consumatori è assai più utile del malmostoso rimuginare, rosolandosi nell’inutile lamentazione. I punti di forza servono a superare gli enormi problemi che restano.
di Sofia Cifarelli
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