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title: Ragazzi che si raccontano nel ritmo del loro rap
description: Attraverso il rap, i giovanissimi raccontano il desiderio di affrancarsi da situazioni familiari difficili e da contesti complessi. 
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Gangsta-rap.jpg
date: 2022-02-10
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/evidenza/ragazzi-che-si-raccontano-nel-ritmo-del-loro-rap/
categories: [Evidenza, Società]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Ragazzi che si raccontano nel ritmo del loro rap

![Ragazzi che si raccontano nel ritmo del loro rap](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Gangsta-rap.jpg)

Attraverso il rap, i giovanissimi raccontano il desiderio di affrancarsi da situazioni familiari difficili e da contesti complessi. Che si apprezzi o meno questa modalità, ascoltare quei brani è un modo straordinario per entrare nel vivo delle loro problematiche.

 

La musica per raccontare il disagio, la ribellione alle regole**, il disprezzo nei confronti di una società che li fa sentire senza voce. Il *****gangsta rap***** nato negli Stati Uniti è diventato il linguaggio di quei giovani che vivono nelle periferie più degradate delle nostre città:** giovanissimi che avrebbero in teoria tutto il futuro davanti ma che si sentono senza prospettive e a 12-13 anni hanno già commesso dei reati.** Un tema divenuto di prepotente attualità con gli ultimi fatti di cronaca e l’apparente proliferare del fenomeno delle *****baby gang*****.** Perché se c’è un *fil rouge* fra questi gruppi multietnici, che raccolgono italiani così come figli di immigrati, è proprio la musica e più precisamente il *rap*.

La difficoltà di espressione nel dialogo dei loro sentimenti e della loro rabbia viene sostituita con la grande facilità di comunicazione in forma di canzoni accompagnate da video in cui si esibiscono armi, denaro contante, capi griffati. **Raccontano il desiderio di affrancarsi da situazioni familiari difficili, da contesti complessi, la voglia di emergere a qualsiasi costo.** Chi ascolta i testi di quelle canzoni entra immediatamente in un mondo che la musica come nient’altro descrive e definisce nelle sue caratteristiche principali: la rabbia, la violenza, a volte il dolore. **È un linguaggio che utilizzano soprattutto i più giovani, anche quelli che si ritrovano minorenni già a scontare delle pene in carcere e che tra le quattro mura di una cella con il *****rap***** si sentono in qualche modo ‘liberi’.** Non è un caso che tante associazioni che si occupano di questi ragazzi ‘difficili’ stiano mettendo in piedi dei laboratori in cui assecondano questa loro passione per il genere musicale, provando a convogliare nei testi una rabbia che così viene in qualche modo sfogata senza conseguenze peggiori.

**Che si apprezzi o meno questa modalità, ascoltare quei brani è un modo straordinario per entrare nel vivo delle problematiche di questi giovani.** Spesso sono proprio le loro canzoni a rivelare ciò che li ha condotti a sognare di diventare *gangster* invece che provare a essere come tutti gli altri. Ascoltarle senza pregiudizi può aiutare a entrare nel vivo di questa generazione che a tratti appare perduta e che invece spesso è soltanto molto arrabbiata. Questo non significa, ovviamente, giustificarne la deriva violenta, le rapine, le aggressioni. Né vicende come quella recente di Milano, dove fra bande di *rapper* si è scatenato un vero e proprio regolamento di conti per una questione di diritti d’autore. D’altro canto ci sono anche *rapper* come Marracash, anche lui cresciuto in un quartiere complicato della periferia meneghina, che proprio tramite la musica hanno raggiunto la notorietà e si sono affrancati da un disagio che diversamente forse li avrebbe inghiottiti. **Non è quindi un caso se quelli che “ce la fanno” diventano poi dei modelli per gli altri, quelli smarriti e ancora alla ricerca di un proprio posto nel mondo.**

 

di *Annalisa Grandi*
