L’aggressione immotivata e feroce dell’Ucraina, con le centinaia di morti che si porterà dietro, modificherà in profondità gli attuali rapporti internazionali. A prima vista, potrebbe sembrare che Putin sia il vincitore della guerra che ha improvvidamente scatenato. Nel breve periodo è certamente così: in Ucraina, una nazione vastissima, sarà insediato un governo fantoccio antioccidentale e vassallo della Russia. Ma nel lungo periodo tutto dice che Putin perderà su tutti gli obiettivi strategici che si era prefisso.
In un’era di missili ipersonici, in caso di aggressione del nemico è irrilevante avere un vantaggio di qualche migliaio di chilometri fra aggressore e aggredito. Il fronte occidentale dei Paesi liberi – che ha eletto inopinatamente a nemici da cui difendersi – si è fortemente ricompattato, accelerando su una maggiore unità politica e militare della Ue e una più stretta collaborazione all’interno della Nato.
Ma non è finita qui: Putin ha reso finalmente chiaro all’Europa che dipendere dal gas russo è un errore capitale a cui si deve porre rimedio nel più breve tempo possibile e che è vitale la ricerca di approvvigionamenti energetici che rendano irrilevante il Nord Stream 2 e non solo. In ultimo, è molto probabile che saranno introdotte sanzioni finalmente strategiche, tra le quali sembra anche quelle sulle tecnologie essenziali ai settori energetico e militare.
In tal caso la Russia sarà costretta a chiedere alla confinante Cina di accettare gas per riceverne in cambio tecnologia, diventandone nei fatti una debitrice strategica. Tutto questo avendo chiarito al mondo intero la natura feroce della leadership russa, priva di qualsiasi rispetto per le regole internazionali. Il che sarebbe come dire all’universo mondo: attenzione, fidarsi della Russia è come mettere la testa nelle fauci del leone.
È indubbio che la feroce e immotivata aggressione all’Ucraina cambierà la struttura strategica delle relazioni internazionali, non solo fra Unione europea e Russia ma fra gli Stati liberi e quelli autoritari. È ora che il mondo libero elabori una strategia che tenga conto della funzione che la Cina sta assumendo sullo scacchiere mondiale, per evitare che si saldi un asse fra Pechino e Mosca.
Questo affinché la sconfitta strategica di Putin sull’Ucraina non si trasformi in una competizione globale fra mondo libero e regimi autoritari.
di Nicola Rocco
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Tag: politica
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