Sorteggiare è incostituzionale e umiliante
A metà 2022 si dovrà rinnovare il Consiglio superiore della magistratura, ma prima di allora andrebbe riformato. Qualcuno per far ciò ha pensato all’assurdità del sorteggio. Peccato che la costituzione parli di elezioni. Altre modifiche sarebbero ben più pragmatiche.
Sorteggiare è incostituzionale e umiliante
A metà 2022 si dovrà rinnovare il Consiglio superiore della magistratura, ma prima di allora andrebbe riformato. Qualcuno per far ciò ha pensato all’assurdità del sorteggio. Peccato che la costituzione parli di elezioni. Altre modifiche sarebbero ben più pragmatiche.
Sorteggiare è incostituzionale e umiliante
A metà 2022 si dovrà rinnovare il Consiglio superiore della magistratura, ma prima di allora andrebbe riformato. Qualcuno per far ciò ha pensato all’assurdità del sorteggio. Peccato che la costituzione parli di elezioni. Altre modifiche sarebbero ben più pragmatiche.
AUTORE: Redazione
A metà dell’anno prossimo si dovrà rinnovare il Consiglio superiore della magistratura, evento che fin qui si accompagna a un festival di correntismo e politicizzazione delle toghe, svillaneggiando la Costituzione e il buon senso. I predicozzi servono a nulla, ma, di sicuro, se quella roba va riformata, e siamo certi lo debba, va fatto prima del rinnovo. Taluno, per cioncar le mani alle spartizioni e alle correnti, aveva pensato a un bel sistema, che in stagione di tombola è suggestivo: il sorteggio. Ora, omessa ogni considerazione sulla stima e autostima di una corporazione che solo a sorteggio può essere governata, resta il problemino che la Costituzione (art. 104) parla di elezioni. E riformare la Costituzione per metterci il sorteggio sembrerebbe troppo anche al mago Zurlì.
Qualche mente fine ha pensato: sorteggiamo quelli che possiamo votare e poi, fra quelli, eleggiamo i membri del Csm. Affascinante. Ma cosa esclude che si possano eleggere persone assennate e serie? Perché la cosa può risolversi pragmaticamente: il Csm non esprima più alcun fiato sulle leggi in discussione, ove non interpellato, il che gli toglie l’aria del parlamentino; i magistrati che vogliono far politica siano festeggiati, ma anche salutati e dimessi dalla funzione, incompatibile; ai magistrati colà eletti sia sospesa l’anzianità; si riformi l’ordinamento giudiziario, cancellando i passaggi da inquirente a giudicante e viceversa; si interdica ai membri il rapporto con la stampa. Non è tutto, ma aiuta.
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