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title: Spaccarci
description: Questa è una storia che parte da lontano e dall’Italia. Maggio 2002, a Pratica di Mare, sotto gli occhi di un raggiante Silvio Berlusconi...
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date: 2022-02-23
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [esteri, russia]
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# Spaccarci

![Spaccarci](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Putin-russia.jpg)

Nel Maggio 2002, sotto gli occhi di Silvio Berlusconi, Nato e Russia firmano un patto di collaborazione. È da allora che ha avuto inizio il disegno zarista del Presidente russo Vladimir Putin.

**Questa è una storia che parte da lontano e dall’Italia.** Maggio 2002, a **Pratica di Mare**, sotto gli occhi di un raggiante **Silvio Berlusconi**, **Nato e Russia** firmano un patto di collaborazione. È la foto di gruppo – il presidente del Consiglio fra **Vladimir Putin** alla sua destra e **George W. Bush** alla sinistra – grazie alla quale Berlusconi ha più volte ripetuto di essere l’uomo che fece **«terminare la Guerra fredda»**. Una dichiarazione che in Italia ha suscitato eufemisticamente qualche perplessità, ma che Putin deve aver ascoltato con attenzione.

A capo di un Paese precipitato nel giro di un pugno di anni dal rango di superpotenza a colosso sbandato, il giovane presidente russo forse cominciò a disegnare allora, con pazienza e lungimiranza, **il suo progetto**. E se l’amico Silvio avesse avuto ragione? Magari si poteva anche far credere agli occidentali che la **Guerra fredda** potesse finire con un riconoscimento russo dei grandi vincitori dell’era dei blocchi, gli Usa e i loro alleati. L’epoca in cui le divisioni interne agli schieramenti non erano ammissibili, si stava da questa o dall’altra parte del Muro. **Altrimenti arrivavano i carri armati di Budapest e Praga.**

Quest’uomo intelligente e glaciale, frutto di una delle scuole di potere più efficienti e spietate della Storia – l’accademia che formava i quadri dei servizi segreti sovietici – deve aver pensato che superare del tutto quella maledetta Guerra fredda non dovesse essere poi così male.

Perché in un mondo diverso, fidando del naturale ottimismo occidentale e della tendenza delle democrazie a sopravalutare la propria forza di attrazione per altri **modelli di potere**, si aprivano praterie davanti alla sua Russia. Per occuparle bisognava lavorare con pazienza certosina, costruendo relazioni, **legando a sé determinati Paesi**, usando e aggiornando le armi che già ai tempi dell’**Urss** servivano a confondere le acque nel campo avversario.

Vladimir Putin, nel suo **lunghissimo esercizio del potere**, ha prima stabilizzato il fronte interno senza alcuna pietà per gli oppositori e senza scrupolo per quell’embrione di regole democratiche che la Russia aveva provato a darsi per la prima volta. Come ogni bravo autocrate che si rispetti e abbia avuto un ruolo nella Storia, questo è il passaggio fondamentale per coprirsi le spalle e cominciare a lavorare sul **fronte internazionale**.

Il presidente russo, di fatto disinteressato alla costruzione di un sistema economico solido e avanzato (in questo le differenze con la Cina sono colossali), ha puntato tutto sulle enormi ricchezze del sottosuolo del Paese, per **inondare di gas l’Occidente** e garantire ricchezze sconfinate all’oligarchia che gestisce il patrimonio di materie prime. In cambio di appoggio totale, s’intende.

Ha trovato clienti interessatissimi, a cominciare dalla **Germania**. Putin ha reso la principale economia europea di fatto dipendente dai propri approvvigionamenti, pescando anche un ex cancelliere più che disposto a lavorare per lui. Oggettivamente, **un capolavoro strategico.**

Ci siamo anche noi italiani, meno dei tedeschi, ma **importiamo il 40% di gas dalla Russia** e soprattutto abbiamo un pezzo di politica che si è docilmente lasciato affascinare dalla retorica dell’uomo forte venuto dall’Est. Da contrapporre ai noiosi leader occidentali, costretti a soggiacere agli equilibri fra poteri, invece che rivolgersi direttamente al **“popolo”**. È accaduto a casa nostra e ricordiamolo per bene, in questi giorni drammatici.

Con il nemico di sempre, gli **Usa**, Putin – lo dicono gli americani, non qualche scrittore di fantapolitica – è riuscito ad avere voce in capitolo direttamente in un’elezione presidenziale. Siamo onesti: ha realizzato il sogno supremo dei suoi vecchi maestri del **Kgb**.

L’Ucraina, se avrete avuto la pazienza di leggere sin qui, non vi apparirà più solo una mano di poker. L’azzardo c’è, ma è solo l’approdo di un progetto a lunghissimo termine, che mira a un **chiaro obiettivo** strategico: **dividere l’Occidente**. E un Occidente diviso sarebbe un **Occidente debole**, in cui la forza di attrazione della Russia crescerebbe a dismisura.** Il disegno zarista di Putin.**

 

Di *Fulvio Giuliani*
