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title: Stallo Putin
description: "Lo zar Putin si è assunto una responsabilità davanti alla Storia e di cui dovrà pagare il prezzo: l'esclusione totale dal mondo libero"
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date: 2022-03-03
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/evidenza/stallo-putin/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [russia, Ucraina]
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# Stallo Putin

![Stallo Putin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-7.jpg)

Lo zar Putin si è assunto una responsabilità davanti alla Storia e di cui dovrà pagare il prezzo: l'esclusione totale dal mondo libero quando tutto questo sarà finito. Ma intanto la partita è già oggi e un altro giocatore come la Cina ha appena iniziato le sue mosse.

**I negoziati a singhiozzo** sono la conseguenza della scelta di **Vladimir Putin** di mettere sul campo tutto ciò che ha a disposizione per cercare di stroncare la resistenza ucraina e andare a sedersi a un qualsiasi tavolo (ne riparleremo fra poco), in una posizione di vantaggio. Un cambio di strategia che passa da un’*escalation* nella tattica di assalto alle città-chiave dell’Ucraina, spazzando remore e prudenze nel coinvolgimento dei civili.

**Una responsabilità che lo zar si è assunto davanti alla Storia** e di cui dovrà pagare il prezzo, ma che oggi testimonia soprattutto l’angosciata necessità di Mosca di chiudere quanto prima il grosso delle operazioni militari.

Tutti abbiamo scritto dei **60 km di mezzi blindati verso Kiev**. Fossero stati anche 30 o 40 la sostanza non cambia: o un simile spiegamento porterà subito alla vittoria totale (che i generaloni avevano garantito in quarantott’ore a Putin), oppure i russi finirebbero in un tragico pantano. Con **perdite che secondo il presidente Zelensky sarebbero già arrivate a 6mila uomini**, ma che fonti occidentali stimano in 10mila morti – più di tutte le vittime russe nell’intervento in Siria – e un incubo logistico non sfuggito alle *intelligence* Nato. Un bivio fatale: continuare a combattere strada per strada o accettare di negoziare da una posizione di debolezza. Questo ci racconta la situazione sul terreno, **mentre l’Occidente martella con le sanzioni** e ogni giorno è una *via crucis* per la boccheggiante finanza russa.

**C’è un altro grande protagonista**, però, che ha appena cominciato a fare le sue mosse: **la Cina.** Dovessimo scegliere un’immagine cruda e volutamente cinica, immaginiamo Pechino con un gigantesco secchiello da *pop corn* davanti a sé. Xi ha preso una certa distanza dal quasi-amico Putin, mentre osserva gli Stati Uniti e l’Unione europea gestire il più grave attacco ai propri interessi dalla fine della Guerra fredda. **Una condizione di oggettivo vantaggio strategico, che il governo cinese potrebbe decidere di sfruttare** ergendosi a grande pacificatore. I cinesi ragionano ormai da superpotenza, ma restano ferocemente attaccati alla voglia di fare affari.

Un’impellenza almeno pari ai disegni egemonici sull’Asia e sul Pacifico. In questo, la differenza con le scelte autodistruttive del dittatore di Mosca sono palesi. **Pechino vuole il mercato e i soldi dell’Occidente** e non vi rinuncerebbe mai per abbracciare senza remore un Putin debilitato dalle sanzioni e da uno sforzo bellico sanguinoso e a tratti imbarazzante. Non sarà sfuggito al partito e al governo la possibilità di spazzar via con un soffio l’impresentabile ‘mediatore’ bielorusso Lukashenko. Nulla più che un cameriere.

**La vera trattativa sarà intanto la nostra grande sfida**. Il primo obiettivo non potrà che essere fermare la strage e **salvare la *leadership* di Zelensky**, ma poi l’Occidente dovrà rispondere a una domanda cruciale: «Dopo aver assistito al massacro di donne e bambini, a un attacco a freddo a uno Stato sovrano e alle nostre libertà, sarà possibile tornare a sedersi con il signor Putin a qualsiasi futuro tavolo?». La nostra risposta è No, ma non siamo così ingenui da non aspettarci dubbi, esitazioni e disponibilità verso il vecchio amico di chi per lungo tempo ha accarezzato la sua autocrazia in aperta antitesi al naturale posizionamento dell’Italia.

**La partita è già oggi**, come possiamo testimoniare, in una guerra di propaganda *social* a cui dedichiamo ampio spazio all’interno. Sarebbe colpevole ignorare le volenterose quinte colonne di Putin, di cui l’Italia è ricca e i *social *debordano.

Gente e *sentiment* con cui dovremo fare i conti nel lungo e complesso ‘dopo’ che seguirà questa immane tragedia.

 

*di Fulvio Giuliani*
