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title: Sveglia digitale
description: L’acquisizione da parte di Microsoft della software house californiana Activision per ben 70 miliardi di dollari ha colpito l’immaginario...
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date: 2022-01-20
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/evidenza/sveglia-digitale/
categories: [Evidenza, Tech]
tags: [attualità, tecnologia, Videogame]
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# Sveglia digitale

![Sveglia digitale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-55-2.png)

L’acquisizione da parte di Microsoft della *software house* californiana Activision per ben 70 miliardi di dollari ha colpito l’immaginario della stampa mondiale. Il mondo dell’impresa e della finanza, invece, continua a fare fatica a comprendere il fenomeno.

L’[acquisizione da parte di Microsoft della software house californiana Activision](https://laragione.eu/life/tech/microsoft-compra-activision-con-sony-e-ufficialmente-guerra-aperta/), a sua volta a capo di una galassia di sigle di grande rilievo nel mondo dei ***videogame***, ha colpito l’immaginario della** stampa mondiale**. Lo ha fatto per la cifra siderale messa sul tavolo dalla casa di **Redmond** che, pur di assicurarsi il catalogo Activision per la propria piattaforma di *videogaming* **Xbox**, si è impegnata a sborsare **70 miliardi di dollari**. Nelle pagine interne leggete nello specifico il senso dell’operazione. Qui esploriamo altri aspetti. Tanto per cominciare – come scrivevamo ieri – aziende come **Microsoft, Apple, Google** e così via hanno una tale liquidità da generare un mercato tutto loro, in cui le regole del *business* vengono reinventate in base ai loro interessi.

### Stiamo parlando di concorrenza e di interi settori produttivi, non certo del destino personale di Bill Gates o Tim Cook.

Torniamo all’***affaire* Microsoft-Activision**: per una volta, non solo il piccolo mercato italiano ha sgranato gli occhi, se è vero che il **“Financial Times”** ha dedicato l’apertura (addirittura) al colpo di Redmond. È come se l’industria dell’*entertainment* più redditizia al mondo – i *videogame* stracciano la somma di ricavi di cinema e musica – continui a scontare bias. Il mondo dell’impresa e della finanza continua a fare fatica a comprendere il fenomeno.

In **Italia**, poi, per motivi misteriosi ci siamo cuciti addosso un ruolo quasi esclusivo di clienti e utilizzatori, magari frenetici. Non di imprenditori del settore. Il tutto è irrazionale, se pensiamo quanto in settori assimilabili e dominati dalla creatività, come il **cinema o le arti espressive**, il nostro Paese sappia sempre recitare un ruolo importante.

### Nell’intrattenimento videoludico e in generale nell’universo digitale ci accontentiamo invece di un ruolo subalterno.

Come nel recente caso dell’**accordo fra il Ministero della Pubblica amministrazione e LinkedIn** (guardacaso di proprietà della stessa Microsoft). Sinergia interessante, per carità, ma in cui l’apporto nostrano in termini di tecnologia proprietaria appare trascurabile. È solo l’ultimo capitolo di una ritirata progressiva che non ha mai avuto nulla di strategico.

### Dall’informatica siamo completamente usciti, dopo essere stati dei pionieri con la straordinaria avventura di Olivetti.

Nella telefonia siamo stati innovatori – l’allora **Telecom Italia** era un gioiello – per rinunciare a un ruolo attivo e trasformarci in utenti compulsivi come pochi. Quanto al mondo delle ***software house***, vantiamo piccole e piccolissime realtà anche di ottimo livello, ma incapaci di competere a livello internazionale. I fondi stanziati dal governo per le *start-up* nel settore *videogame* sono andati esauriti in **quattro ore** (!), sintomo che materiale umano ce ne sarebbe, ma non abbiamo una strategia. Del resto, facciamo **pochissima formazione in materia**, ci riempiamo la bocca di svolte e rivoluzioni digitali ma nel concreto combiniamo poco. A scuola resta una realtà inesplorata.

A **livello universitario** si fa fatica – torniamo ai bias – a riconoscere dignità a corsi che si occupino di ***entertainment* videoludico**. In più, siamo un Paese dal costo del lavoro spesso insostenibile. Così i giganti del settore trovano naturale **investire nell’Est Europa**, dove abbonda forza lavoro formata e accessibile, e non certo creare studi satelliti da noi. Come si vede, il tema va ben oltre Microsoft e Activision.

Un ultimo esempio: obiettivo ultimo di **Xbox** non è vendere giochi ma **abbonamenti alla piattaforma *cloud* **(punto di forza strategico di Microsoft), in cui far giocare decine di milioni di persone da tutto il mondo che pagano una *fee* per avere a disposizione tutti i titoli che vogliano. Microsoft se li produce in casa, attraverso le *software house* acquisite, li mette a disposizione *online* e le fa pagare relativamente ‘poco’.

**Il cerchio si chiude e il gioco miliardario è fatto.** Con tanti saluti alla concorrenza che presto sarà solo **Sony**, attraverso **PlayStation** e con gli stessi meccanismi. In questa partita fra titani noi dove siamo? **Facciamo quelli che pagano.**

 

Di *Fulvio Giuliani*
