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title: Svicolare e distinguersi apparecchia il declino
description: Morire per Danzica è l’interrogativo che dilaniò le coscienze nel 1939 e che i carri armati russi nel Donbass ripropongono con angoscia.
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date: 2022-02-23
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/evidenza/svicolare-e-distinguersi-apparecchia-il-declino/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [attualità, green pass, politica]
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# Svicolare e distinguersi apparecchia il declino

![Svicolare e distinguersi apparecchia il declino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-8-1.jpg)

Stabilire se uscire per compere con mille o duemila euro in tasca o guerreggiare se il Green Pass vada abolito l'1 o il 2 maggio dilania una maggioranza che ha perso coscienza di sé e dei suoi compiti.

**Morire per Danzica** è l’interrogativo che dilaniò le coscienze nel **1939** e che i carri armati russi nel **Donbass** ripropongono con angoscia. Stabilire se **uscire per compere con mille o duemila euro in tasca** o **guerreggiare se il Green Pass vada abolito** il 1 o il 2 maggio dilania una maggioranza di sbrindellate grandi intese che ha perso coscienza di sé e dei suoi compiti. D’accordo, è vero: paragonare le due vicende può apparire a prima vista iperbolico e perfino sguaiato. Ma è proprio la sproporzione tra i drammi che il 2023 squaderna e la scarsissima consapevolezza che ammanta il dibattito politico italiano che provoca sbigottimento. Dimostra irresponsabilità e rischia di preparare il peggio.

Le divaricazioni nella coalizione che supporta **Mario Draghi** appaiono poca cosa solo a chi rifiuta per strumentalità o per ingenuità – e non si sa cosa sia peggio – di vederne le **conseguenze**. Dopo la **disfatta del Conte II** i partiti maggiori accettarono di fare un passo indietro, accogliendo l’indicazione del capo dello Stato di affidare l’incarico di allestire un governo “fuori da ogni formula politica” all’ex presidente della **Bce**.

La **sfida per il Quirinale** ha dissolto quell’idem sentire provocando un **fall out perverso.** Il risultato è che si procede a vista, senza più una** strategia condivisa**, affollandosi formalmente sotto l’ombrello dell’attuazione del **Pnrr** ma poi cercando ogni occasione per distinguersi. È così per il contante sul quale **Salvini e Meloni** ritrovano sintonia (e sull’Ucraina?); ed è così anche per il Pd che sull’Ilva fa valere **ragioni di schieramento e interessi specifici**.

Che succederà quando arriveranno al pettine i nodi della giustizia, del **Mes**, della concorrenza, del fisco? E come sarà possibile scrivere una **legge di bilancio**, l’ultima della legislatura e presumibilmente anche** l’ultima di Draghi a Palazzo Chigi**, che tenga conto delle compatibilità dei conti pubblici e sia al riparo delle incursioni pre-elettorali dei partiti?

**Domande senza risposta, che diventano retoriche.** Eppure al di là dell’indiscusso prestigio del presidente del Consiglio, la decisiva novità politica è stata proprio la costruzione di un piedistallo capace di amalgamare partiti lontanissimi tra loro. Uno **sforzo unitario** in nome del bene del Paese. Di quel miracolo politico sono rimaste solo le giaculatorie mormorate a beneficio dei media. Invece è uno slancio che andrebbe ripreso anche e soprattutto alla luce delle sfide che il contesto geopolitico propone. **Il Pnrr è la Danzica italiana**. Chi svicola, cercando pretesti di visibilità, **apparecchia il declino.**

 

Di *Carlo Fusi*
