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title: Tagliare
description: La spesa pubblica va tagliata. Nell’era dello spendere e spandere sembrerà eterodosso, ma solo perché si tende a distrarsi...
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date: 2022-02-04
author: Davide Giacalone
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categories: [Evidenza, Politica]
tags: [Italia, politica, società]
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# Tagliare

![Tagliare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-73-1.png)

Si è trascurata la decisione più importante presa all’ultimo Consiglio dei ministri: ogni anno, per tre anni, il Ministero dell’Economia presenterà un programma di taglio della spesa pubblica. Una scelta coerente con l’opportunità d’investire i molti soldi messi a disposizione dall’Unione europea.

**La spesa pubblica va tagliata.** Nell’era dello spendere e spandere sembrerà eterodosso, ma solo perché si tende a distrarsi. Sarà per superficialità, per scetticismo o per virus-centrismo, ma si è trascurata la decisione più importante presa all’ultimo **Consiglio dei ministri**: ogni anno, per tre anni, il Ministero dell’Economia presenterà un programma di taglio della spesa pubblica.

Non solo non è contraddittorio, ma è coerente con l’opportunità, e anche il cimento, d’investire i molti soldi messi a disposizione dall’**Unione europea**, in un misto di regalo e prestito. **Soldi che devono andare tutti a investimenti.** Ivi compreso il sostegno a riforme profonde del nostro mercato e di parti rilevanti della macchina pubblica, a cominciare dalla giustizia. Mentre la spesa corrente – quella che si ripete per coprire costi e bisogni fissi, di suo non produttiva di nuova ricchezza – deve essere tagliata. Fino a poco tempo addietro tale operazione veniva inspiegabilmente denominata in inglese (***spending review***), sarà bene praticarla in italiano. In quel tempo tale necessità veniva stoltamente indicata come torvo ‘rigore’ economico recessivo.

### Come mai possa essere produttivo lo spreco economico non fu mai spiegato, ma il denaro del contribuente fu comunque generosamente elargito in conto campagne elettorali.

Quel che non è chiaro a molti è che in un Paese molto indebitato la** spesa corrente improduttiva costa**. E siccome l’inflazione cresce – portando, prima o dopo, a un rialzo dei tassi – costerà sempre di più. Il che dovrebbe rendere ancora più chiaro quanto sia conveniente indebitarsi a tassi agevolati, come consentono i **fondi europei**. L’errore da non commettersi è inseguire l’inflazione con spesa pubblica compensativa, cosa che è già sulla punta della lingua di quelli che prima se la presero con il “rigorismo” – che non ci fu – e ora si straziano per l’inflazione. Richiamarli alla coerenza è doppiamente inutile: non ne hanno la vocazione e manco capiscono il nesso.

A proposito di inflazione: commettendo l’errore di cui sopra – combattendo il rialzo dei prezzi con le indicizzazioni, che è come combattere l’alcoolismo con un buon bicchiere – ai tempi della lira di cui quelli avevano (hanno ancora?) nostalgia, **l’inflazione superò il 20%**. Un flagello. Allora si chiamava, ed era: **la tassa più iniqua**. Ebbene scese, rompendo l’inseguimento e portando il Paese verso l’euro. **Con l’euro scomparve**, anche se nessuno aveva voglia di ricordare che la tassa più iniqua non la pagavamo più. I tedeschi, che il rigore lo praticano anziché blaterarne, la detestano. Per i Paesi molto indebitati è anche un modo per **svalutare il debito**.

Per prepararci a mari agitati, tagliare la spesa corrente e alleggerire con quei risparmi la **pressione fiscale** sarà un modo per gettare a mare un po’ di zavorra. **Se gettassimo via anche la demagogia troglodita, non sarebbe un male.**

 

Di *Davide Giacalone*
