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title: Tanti saluti a Yalta
description: Yalta è morta. Quella foto in bianco e nero con seduti uno accanto all’altro Churchill, Roosevelt e Stalin non esiste più, teche a parte.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-12.jpg
date: 2022-03-01
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/evidenza/tanti-saluti-a-yalta/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [esteri, guerra, russia]
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# Tanti saluti a Yalta

![Tanti saluti a Yalta](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-12.jpg)

Yalta è morta. Quella foto in bianco e nero con seduti uno accanto all’altro Churchill, Roosevelt e Stalin resterà solo una fotografia e la Russia dovrà fare i conti con una decisione completamente sbagliata presa dal suo presidente.

**Yalta è morta.** Quella foto in bianco e nero con seduti uno accanto all’altro **Churchill, Roosevelt e Stalin** non esiste più, teche a parte. Non che non fosse già in crisi prima dell’**invasione russa dell’Ucraina**, lo era eccome. Ma i calcoli politici completamente sballati di **Vladimir Putin** l’hanno seppellita per sempre. Altro che ritorno dei sogni di grandezza e delle zone d’influenza dell’Unione Sovietica che fu!

Cominciamo da un elemento, che avrebbe del comico se non fossimo nel bel mezzo di una **tragedia epocale e umana**: il veto posto dalla Russia, in sede di **Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite**, sulla **risoluzione di condanna** dell’aggressione militare nei confronti dell’Ucraina. La **Cina si è astenuta** e gli altri membri permanenti – **Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia** – hanno votato a **favore**. Ed è proprio il **voto-veto della Russia** che **sgretola il sistema di Yalta**. Un voto che ricorda, bislaccamente, quei candidati che alle elezioni votano sé stessi. La Russia se la canta e se la suona e questo pone la necessità di ripensare meccanismi e ruolo, in situazioni di crisi internazionali, del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Vi è poi un altro elemento che sgretola nei fatti quel che restava di Yalta nel sistema di potere del mondo. Ed è la circostanza che proprio ciò che Putin pensava servisse a tener lontana la **Nato** dai confini russi l’ha invece **avvicinata**, in nome della **democrazia e della libertà**. L’**invasione e la guerra all’Ucraina** hanno infatti **stra-compattato il fronte occidentale** ridando una **centralità necessaria alla Nato**. Persino la **Svezia e la Finlandia**, vista l’aggressività di Mosca, stanno riflettendo se non sia arrivato finalmente il momento di entrare nell’**Alleanza Atlantica**.

Una novità geopolitica di gran rilievo. Pure la **Svizzera**, la sempre neutrale Svizzera, ha scelto le **sanzioni contro la Russia**, a parole mantenendo la propria neutralità ma nei fatti prendendo una **decisione storica**. Infine, ma non certo ultimo in ordine di importanza, il **riarmo tedesco** con la scelta – senza precedenti – del governo del cancelliere **Scholz** di mettere un sacco di **soldi sugli armamenti**.

Tanti pezzi diversi per unico ***puzzle***. L’**ordine geopolitico del mondo sta cambiando** e non nel senso che immaginava Putin quando ha decretato l’attacco all’Ucraina. **Yalta resterà una fotografia in bianco e nero** e la Russia dovrà fare i conti – anche economici, non solo politici – con una decisione completamente sbagliata presa dal suo presidente. Un presidente che in troppi e troppo a lungo, anche in Occidente, hanno considerato un genio politico. Mai **valutazione**, alla luce dei fatti di questi giorni, si è rivelata più **errata**. ***Bye bye*, Yalta.**

 

Di *Massimiliano Lenzi*
