AUTORE: Fulvio Giuliani
Sono fra coloro che firmerebbero per convincere Sergio Mattarella a restare almeno altri due anni al Quirinale, in modo da consentire al governo di Mario Draghi di completare il suo lavoro, arrivare alla scadenza naturale della legislatura del 2023 e – soprattutto – impostare senza scossoni e sorprese il lavoro del Pnrr.
Una disponibilità alla rielezione di Mattarella, infatti, porrebbe fine ai giochi di queste settimane sul Quirinale. Giochi che, in un modo o nell’altro, finiscono sempre per coinvolgere il Presidente del Consiglio. Essendo anche fra quelli che non vorrebbero assolutamente far traslocare (per ora) Draghi da Palazzo Chigi al colle più alto, la soluzione risulterebbe ideale.
Ciò detto, è più che comprensibile la resistenza del Presidente della Repubblica. Oltre le motivazioni squisitamente personali sulle quali ovviamente non ci esprimiamo, crediamo che nella ferma resistenza di Mattarella ci sia una considerazione tutta politica: “sono già arrivato al punto di dover creare un governo del tutto irrituale ed emergenziale come quello presieduto da Mario Draghi – l’ipotetico ragionamento – chiedermi anche altri due anni di ‘sacrificio’ per la manifesta incapacità dei partiti a fare il proprio mestiere è veramente troppo”.
Mattarella avrebbe mille ragioni a pensarla così, ma proprio per quella conclamata pochezza strategica delle forze politiche, dobbiamo ribadire che due anni di “proroga“ dell’attuale equilibrio politico-istituzionale sarebbe una manna dal cielo per l’Italia. Amen.
di Fulvio Giuliani
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