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title: La borsa o la vita
description: Dopo quaranta giorni di guerra in Ucraina, il dramma sembrerebbe scivolare sullo sfondo in favore di polemiche sterili, dimenticando che non troppo lontano le persone continuano a morire.
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date: 2022-04-04
modified: 2022-04-15
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/evidenza/ucraina-profughi/
categories: [Evidenza, Il dolore della Guerra]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# La borsa o la vita

![La borsa o la vita](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/2-1.png)

Dopo quaranta giorni di guerra in Ucraina, il dramma sembrerebbe scivolare sullo sfondo in favore di polemiche sterili, dimenticando che non troppo lontano le persone continuano a morire.

Il **costo del gas** e quei rincari che toccano da vicino il nostro portafoglio. Se ne fa un gran parlare e giustamente, perché tutti quanti **dobbiamo fare i conti a fine mese**. Dopo quaranta giorni di guerra in Ucraina sono questi i temi che stanno prendendo più spazio nelle discussioni sui mezzi di comunicazione. Come se piano piano **il dramma stesse scivolando sullo sfondo**. Non è un fenomeno inusuale e racconta molto di come si è trasformato il nostro mondo.

L’abbiamo visto succedere anche con il Covid: nella fase iniziale c’erano il dramma di una **pandemia che stava uccidendo centinaia di persone ogni giorno**, i cori dai balconi, i medici eroi e tutto il resto. **Poi sono iniziate le divisioni**. Ed è stato quando si è fatto più forte il tema delle ricadute economiche delle chiusure dovute all’emergenza. Un po’ come se faticassimo a mettere insieme le due cose, come se gli aspetti concreti della nostra vita riconquistassero via via lo spazio allagato dal dolore.

Accade in fondo anche **nei casi di cronaca**: finito il resoconto della tragedia si discute di fenomeni generali, di femminicidio così come di morte bianca. È importante che si colgano dinamiche, problematiche e contesti delle singole vicende. Resta però fondamentale **non dimenticare mai che si parla di morti** oppure – nel caso della guerra – di persone vive ma senza più una casa.

[LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI “IL DOLORE DELLA GUERRA”](https://laragione.eu/category/esteri/il-dolore-della-guerra/)

E non a caso **citiamo i profughi.** Sta infatti avvenendo quanto i più cinici avevano previsto: **dopo l’iniziale ondata di solidarietà, sia pure a distanza, sono iniziate le polemiche.** A Rimini, una delle prime città ad accogliere gli ucraini in fuga, gli alberghi che li hanno ospitati sono adesso accusati di averlo fatto soltanto per **ottenere dei ristori**. In provincia di Udine un Comune si è invece diviso sulla proposta (poi bocciata) di accogliere i profughi negli alloggi vuoti di sua proprietà. Casi di cronaca che ci ricordano come la musica cambi quando si iniziano a fare i conti con i soldi in tasca.

Senza voler essere ipocriti, **è ovvio e normale che si badi al portafoglio proprio e del proprio Paese**. Ci sono però casi in cui bisognerebbe riuscire a dare la giusta dimensione alle cose. E per quanto sia chiaramente necessario correre ai ripari per esempio sulla questione energetica**, non va dimenticato che si continua a sparare**, che ci sono persone senza cibo né acqua né luce e che quanti arrivano in Italia vedono nel nostro Paese l’unica occasione di sopravvivenza. Senza arrivare a scomodare raffronti con il passato, **quando eravamo noi ad avere bisogno di aiuto** e molti erano costretti a lasciare la penisola per inventarsi un futuro migliore.

**L’economia è la base su cui si reggono i nostri Stati**, ma non può e non deve essere l’unica ragione per cui si prendono o meno certe decisioni. Così come non si possono relegare il dramma, il dolore, la tragedia a poche foto e qualche racconto o ai più efferati casi di cronaca in cui** i dettagli più crudi vengono** **usati per fare scalpore**.

Ecco perché, ad esempio, è opportuno raccontare come al nostro connazionale **Andrea Cisternino, bloccato in Ucraina senza acqua e cibo in una zona controllata dai russi**, i primi a portare qualcosa da mangiare siano stati i contadini ucraini. Ci ricorda infatti che **non tutto si può misurare in termini di costi e benefici**.

 

di *Annalisa Grandi *
