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Pandemia

Un anno dopo qualcuno ha dimenticato

L’emergenza sanitaria non è ancora finita ma se guardiamo i numeri di oggi confrontandoli con quelli di un anno fa esatto, c’è molto di cui essere contenti.

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Un anno dopo qualcuno ha dimenticato

L’emergenza sanitaria non è ancora finita ma se guardiamo i numeri di oggi confrontandoli con quelli di un anno fa esatto, c’è molto di cui essere contenti.

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Un anno dopo qualcuno ha dimenticato

L’emergenza sanitaria non è ancora finita ma se guardiamo i numeri di oggi confrontandoli con quelli di un anno fa esatto, c’è molto di cui essere contenti.

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L’emergenza sanitaria non è ancora finita ma se guardiamo i numeri di oggi confrontandoli con quelli di un anno fa esatto, c’è molto di cui essere contenti.

Torniamo a non indossare le mascherine all’aperto e vediamo gradualmente allentarsi le restrizioni. L’emergenza non è ancora finita ma forse vale la pena ricordare a che punto eravamo lo scorso anno, per capire quanti progressi siano stati fatti.

Dieci mesi fa, quindi a primavera già cominciata, c’era il coprifuoco a mezzanotte e i ristoranti chiudevano alle 18, era consentito solo l’asporto ed era impensabile sedersi a tavola per cenare o festeggiare. La campagna vaccinale ancora arrancava, tanto che Figliuolo il 15 aprile aveva inviato una circolare alle Regioni per invitare a vaccinare in fretta anziani e fragili.

Oggi più dell’88% della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale e quasi 38 milioni di persone hanno anche il booster. Soprattutto vi è una enorme differenza per quanto riguarda il carico a cui sono sottoposte le strutture ospedaliere, nonostante la variante Omicron sia la più contagiosa finora registrata: lo scorso aprile i ricoverati erano quasi 30mila mentre oggi sono poco più di 17mila; le terapie intensive occupate erano oltre 3.700 contro le 1.322 di ieri.

È poi importante sottolineare ancora una volta come il tasso di mortalità sia calato per merito dei vaccini nelle fasce d’età più a rischio: oggi per gli over 60 i casi gravi di Covid sono 150 su 100mila abitanti nel caso di non vaccinati mentre nel caso di vaccinati l’incidenza scende del 94%.

Numeri che parlano da soli e che raccontano, al di là di ogni possibile dubbio, che oggi c’è molto di cui essere contenti.

    di Gaia Bottoni

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