---
title: Un italiano ad Algeri
description: "L'impegno di Mario Draghi per staccare l'Italia dalla dipendenza del gas russo è notevole. Il tutto con abilità, diplomazia e velocità."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-2-2.jpg
date: 2022-04-12
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/evidenza/un-italiano-ad-algeri/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [Draghi, russia]
---

# Un italiano ad Algeri

![Draghi ad Algeri](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-2-2.jpg)

L'impegno di Mario Draghi per staccare l'Italia dalla dipendenza del gas russo è notevole: dopo la visita in Algeria le prossime tappe saranno Angola e Congo. Il tutto con abilità, diplomazia e velocità.

**Mario Draghi ha fatto di tutto per sostenere una politica energetica europea efficace**, in grado di liberare il Vecchio Continente dalla dipendenza dal gas russo in questi tempi cupi di guerra e d’invasione dell’Ucraina. Il nostro presidente del Consiglio ha caldeggiato –  con forza – l’**acquisto e lo stoccaggio comune di gas in Unione europea, battagliando anche per il cosiddetto *price cap*** (il tetto al prezzo del gas), dove ha trovato la contrarietà del fronte del Nord e in particolare del *premier* olandese Mark Rutte.

Detto – a onor di cronaca e di politica – dell’impegno europeista sul fronte energetico di Mario Draghi, dobbiamo sottolineare la sua importante iniziativa per non lasciare l’Italia al freddo e al buio dal prossimo autunno: **il suo viaggio in Algeria, dove ieri ha incontrato il presidente della Repubblica Abdelmadjid Tebboune**. Al centro dei colloqui il tema fondamentale dell’incremento dell’approvvigionamento di gas dal Paese africano proprio per ridurre le importazioni di gas russo. Tra i punti in agenda gli accordi di natura politica, allo scopo di incrementare la cooperazione energetica tra i due Paesi e gli investimenti nelle energie rinnovabili.

Sul terreno della cooperazione, **l’Italia si sta muovendo da tempo anche con la propria diplomazia energetica.** All’inizio di aprile, infatti, l’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi si era recato in Algeria per discutere appunto l’aumento delle esportazioni di gas verso l’Italia.

**Il quadro nel quale il nostro Paese si sta muovendo richiede abilità, diplomazia e velocità**. Soprattutto la seconda, la diplomazia, oltre che ai nostri rapporti con l’Algeria deve guardare anche alle relazioni con un Paese Ue – la Spagna – che a causa delle **tensioni tra Marocco e Algeria** (essendo Madrid schierata con Rabat) ha avuto negli ultimi tempi rapporti tesi col presidente algerino Tebboune. Tensioni che riguardano in particolare l’esportazione di gas algerino verso il Paese iberico. **In questa crisi l’Italia si è inserita con intelligenza e tatto**, avendo sempre come bussola la politica energetica europea – con i punti fermi cui accennavamo all’inizio – ma anche i propri rapporti mediterranei.

**Cercare alternative al gas russo, nell’epoca della guerra di Putin in Ucraina, per il nostro Paese prima ancora che una necessità è un dovere di libertà e di tutela delle proprie realtà economiche**. Farlo, come Draghi ha fatto sinora, nel solco comune europeo è una scelta che rende la politica italiana ancor più un esempio per l’Ue dato che nelle relazioni internazionali tutto cambia, soprattutto con le guerre, e occorre rapidità di decisione. **Ridurre drasticamente le importazioni del gas russo significa infatti finire di finanziare le guerre di Putin** ma per riuscire in questo scopo occorre trovare altri approvvigionamenti.

Tutte cose che Draghi sa e del resto la sua tela africana non si fermerà ad Algeri ma nei prossimi giorni **dovrebbe portare il presidente del Consiglio italiano a visitare l’Angola e il Congo**. Visite previste già entro la seconda metà di aprile, per **Mario l’Africano.**

 

*di Massimiliano Lenzi*
