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title: Una vita libera senza giustizia
description: A quindici anni dalla morte di Anna Politkovskaja, la giornalista che il regime russo volle zittire, non sono mai stati trovati i mandanti.
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date: 2021-10-09
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/evidenza/una-vita-libera-senza-giustizia/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [giornalismo, giustizia]
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# Una vita libera senza giustizia

![Una vita libera senza giustizia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Evidenza-sito-13-1.png)

A quindici anni dalla morte di Anna Politkovskaja, la giornalista di “Novaya Gazeta” che il regime russo volle zittire, non sono mai stati trovati i mandanti dell'omicidio. O meglio, non sono mai stati incriminati.

**Quattro colpi nel petto, uno alla testa**. Per un omicidio senza mandanti. Sono passati quindici anni dalla morte di **Anna Politkovskaja**, la giornalista di **“Novaya Gazeta”** uccisa nell’ascensore del palazzo di casa sua. Era il 7 ottobre, il compleanno di **Vladimir Putin**.

La sua morte fu la prima di tante, in **Russia** e non solo: anche per questo è diventata un **simbolo**. Scriveva di **diritti umani violati** in **Cecenia**, scriveva proprio contro Putin. E infatti nell’anniversario della sua morte sono stati fatti volare palloncini neri davanti all’ambasciata russa di Parigi. Perché i mandanti di quell’esecuzione non sono mai stati trovati. O meglio, **non sono mai stati incriminati**.

** Cinque persone** sono state invece condannate per aver organizzato e messo in atto il delitto. Ma nessuno è mai stato formalmente incriminato per averlo ordinato. E quindici anni dopo scadono i termini della prescrizione: per la giustizia non ci sono altre persone da incriminare. Sono i suoi colleghi, quelli che lavoravano con lei, i primi a non volersi però arrendere: dicono che cercheranno di portare avanti loro le indagini, di rivelare loro il nome di chi diede l’ordine di uccidere Anna.

Che rimane un **simbolo del giornalismo** che non si ferma e non abbassa la testa così come di un mondo in cui fare il proprio mestiere può ancora oggi costare la vita. Meriterebbero, lei e gli altri uccisi come lei, di avere giustizia. Perché lo sappiamo, in questi casi il tema vero non è mai chi materialmente ha sparato, ma piuttosto chi ha dato **l’ordine di farlo**.

 

Di *Annalisa Grandi*
