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title: Vendere un carro armato per salvare la pelle
description: La strategia di Putin sembra quella di consolidare poche conquiste per sedersi al tavolo delle trattative  in una posizione di media forza.
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date: 2022-03-23
modified: 2022-04-15
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/evidenza/vendere-un-carro-armato-per-salvare-la-pelle/
categories: [Cronache di guerra, Esteri, Evidenza]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# Vendere un carro armato per salvare la pelle

![Vendere un carro armato per salvare la pelle](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-48.jpg)

Procede l'aggressione di Mosca in ogni latitudine dell'Ucraina: da est con Karkhiv a sud con il Donbass, Odessa e Kherson. La strategia di Putin sembra quella di consolidare poche conquiste per sedersi al tavolo delle trattative  in una posizione di media forza.Mani dietro la nuca, **Misha è sdraiato pancia a terra mentre un soldato ucraino gli punta il fucile addosso**. Ha portato il suo T-90A, il carro armato che Putin gli aveva dato per conquistare la Malorussia (“Piccola Russia”, il nome con cui i fascisti russi chiamano l’Ucraina), nel luogo isolato che gli è stato indicato al telefono e ora l’ha consegnato all’esercito di Kyiv. Il resto del suo equipaggio aveva già disertato nei giorni scorsi per tornare a casa, ma lui al rischio della corte marziale ha preferito l’alternativa del premio in denaro promesso da Zelensky a chi avesse consegnato materiale nemico intatto.

**Per Mosca le diserzioni rappresentano probabilmente il grattacapo minore** in un’offensiva che doveva durare tre giorni e si trascina invece da quasi un mese. Il teatro di guerra, infatti, appare suddiviso in quattro aree operative in cui il *momentum* “dell’operazione militare speciale” del Cremlino si è completamente dissipato, sia per la resistenza ucraina sia per l’impreparazione russa a sostenerne l’immenso impegno logistico.

Procedendo in senso orario, vi è innanzi tutto il fronte per la **conquista della capitale Kyiv**, minacciata da due salienti offensivi ai lati delle sponde del Dnepr: le truppe russe non sono finora riuscite a entrare nella capitale, lambendone solo i sobborghi, e ora soffrono non solo l’intensa guerriglia che devasta le loro linee di approvvigionamento ma anche i contrattacchi ucraini che hanno impedito l’accerchiamento della città.

**Verso Est prosegue l’assedio di Kharkiv**, bersagliata continuamente dall’artiglieria tanto che talvolta i momenti di quiete tra una serie di esplosioni e un’altra durano appena otto minuti; questo ne rende palese la natura terroristica e non militare – giacché sono tempistiche incompatibili con il lancio di un attacco – ma anche qui il coraggio dei difensori pare stia durando più delle scorte dei proiettili russi.

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In direzione **Sud-Est si trova invece il fronte più antico, quello del Donbass**, che come immaginabile dopo otto anni di attrito si presenta come quello più sanguinoso ma anche più stabile, dimostrando poche variazioni nell’arco delle settimane. **Persino Mariupol**, ormai ridotta in macerie da bombardamenti aerei violentissimi, **rifiuta comunque di passare di mano** e i russi stanno soffrendo perdite materiali e umane enormi per cercare di negare all’Ucraina l’accesso al Mar d’Azov.

**Il fronte di Kherson, nel Sud, rimane l’unica conquista di rilievo** ottenuta finora dagli aggressori, anche se le proteste pacifiche ma risolute dei cittadini dei territori occupati e i contrattacchi in corso rischiano di mettere in **difficoltà le truppe russe, che si stanno dimostrando incapaci di raggiungere il porto di Odessa.**

Se le **infrastrutture e le forze ucraine hanno fin quindi subìto duri colpi, l’armata russa è stata però decimata**, perdendo una quantità di materiale pari a quella dell’esercito di una nazione europea. Studiando tutte le foto disponibili (satellitari e non), l’analista Stijn Mitzer ha contato finora 15 aerei, 35 elicotteri, 13 droni, 270 carri armati, 180 mezzi corazzati, 258 blindati, 548 fra jeep e camion, 135 mezzi di trasporto truppe, 86 artiglierie trainate o autopropulse e infine 2 interi treni impiegati nella logistica.

Ora **Putin sembra volersi limitare a consolidare le attuali conquiste territoriali** per potersi sedere al tavolo delle trattative in una posizione quantomeno non di debolezza. Starà ai vari Misha farsi furbi e vendere le loro armi prima che “Zio Vovka” li mandi tutti a morire in nome dell’impero russo.

 

*di Camillo Bosco*
