---
title: Verso la forza
description: &quot;Ci sono diverse ragioni per cui l&#039;Occidente continua a negoziare. La più importante ha a che fare con la legittimazione dell&#039;uso forza: dopo aver cercato più volte un compromesso non si ha più altra scelta che agire e questo Putin lo sa.&quot;
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/ucraina_negoziati_afp-1024x678.jpeg
date: 2022-03-22
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/evidenza/verso-la-forza/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [Putin, russia]
---

# Verso la forza

![Verso la forza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/ucraina_negoziati_afp-1024x678.jpeg)

Ci sono diverse ragioni per cui l&#039;Occidente continua a negoziare. La più importante ha a che fare con la legittimazione dell&#039;uso della forza: dopo aver cercato più volte un compromesso non si ha altra scelta che agire. E questo Putin lo sa.

**Mentre i missili cadono dal cielo le proposte di negoziato fioccano nel nulla.** C’è una ragione per cui l’Occidente non smette di cercare il dialogo e un accordo, sapendo bene che dall’altra parte, da Putin e quel che domina della Russia, **non s’intende raggiungere alcun accordo che non sia la resa totale.** Quella ragione è ora di cominciare a guardarla in faccia, perché meno remota di quel che s’osa dire.

**Noi, l’Occidente,** possiamo mettere nel conto le carneficine e l’avanzare degli invasori russi, ma **non possiamo mettere nel conto la resa.** Non è (solo) una questione di principio e diritto né (solo) d’orgoglio.** È una questione di sopravvivenza.**

** Negoziare la resa, cedendo l’aggredito all’aggressore, significherebbe certificare la debolezza delle democrazie e avviare il loro disfacimento.** Negoziare la resa significherebbe perdere qualsiasi argomento nel sostenere la forza dell’Occidente, perdendo ogni energia morale. È talmente evidente che, a parte qualche grumo di venduti e qualche residuato di sprovveduti, **non s’è mai vista una tale unità e compattezza dell’Occidente.**

Se, una volta constatata la impossibilità di prendere l’Ucraina – o almeno le città chiave – con un unico e possente assalto, una volta preso atto della risposta univoca occidentale e dell’agire coraggioso e corale della resistenza ucraina, **se dopo ciò la condotta russa ha fatto degli obiettivi civili il suo prevalente bersaglio, una ragione c’è. **

E non è solo la disperazione del pantano in cui sprofondano. **È la scelta fatta da Putin di rendere non solo impossibile, ma anche improponibile un negoziato.** Comportandosi da criminale ha bruciato i ponti e tolto da qualsiasi tavolo l’ipotesi che si possa trattare con chi dovrebbe finire davanti alla Corte penale internazionale. Tale scelta è indirizzata all’esterno, per rendere chiaro che** nulla può frapporsi al suo disegno imperialottocentesco.**

Ma è diretta anche all’interno: essendo la sfida fra vita e morte sarà soppresso chiunque si frapponga. Tale condizione, unita alla rovina economica indotta dalle sanzioni, indica all’apparato russo la necessità di scegliere: **o con Putin fino in fondo o Putin a fondo.**

**Perché, allora, continuiamo a dirci che si deve negoziare?** Primo, meno rilevante: perché magari ci si riesce, qualcuno trova la chiave, il padrone cinese si fa valere e così via declinando speranze. Legittime, oltre che pie.

Secondo, più importante: perché **avere cercato continuamente il dialogo è il nostro modo di legittimare l’uso della forza.** Non vogliamo neanche dircelo, tanto sarebbe meglio evitarlo, ma questo è sullo sfondo. **Non possiamo mollare l’Ucraina perché molleremmo noi stessi.** Possiamo aiutarla in un combattimento lungo, che **il tempo ora lavora contro Putin.** Se questo gli fa perdere il controllo e a Mosca non lo cancellano, resta l’uso della forza.

Nel mondo libero, nel nostro mondo, l’opinione pubblica conta e già si sente dire che **la guerra sta durando troppo a lungo**, mentre ci si lamenta per il prezzo alla pompa, supponendo sia scontato esista una pompa. Quindi è decisivo il modo in cui si procede. Ma la forza armata è parte della realtà. Ragione per cui, da qui agli anni che ci vorranno per ristabilizzare gli equilibri continentali, **nessun Paese occidentale potrà essere governato da chi in questa fase suppone di potere andare appresso a Mosca** né da chi non riconosca le conseguenze del nuovo debito europeo che per finanziare la forza sarà necessario.

Ai pacifisti sentimentali saranno lasciate le piazze, perché queste sono la democrazia e la libertà. Evviva. Ma a quelli convinti che sia bene lasciar vincere Putin saranno preclusi i governi. Con il consenso degli elettori.

*di Davide Giacalone*
