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title: Guardarle è guardare noi stessi
description: Fino a due mesi fa Vlad viveva una vita normale, oggi porta cibo dove è sepolta la madre, morta di stenti. La sua storia riguarda tutti noi.
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date: 2022-04-09
modified: 2022-04-15
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/evidenza/vlad-ucraina-guardarle-e-guardare-noi-stessi/
categories: [Evidenza, Il dolore della Guerra]
tags: [cronaca, guerra, russia, Ucraina]
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# Guardarle è guardare noi stessi

![Guardarle è guardare noi stessi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Copertina-Annalisa-Grandi-Il-dolore-della-guerra-6.png)

Fino a due mesi fa Vlad viveva una vita normale, oggi porta cibo dove hanno sepolto la madre, morta di stenti. La sua storia riguarda tutti noi e il futuro che vogliamo consegnare ai nostri figli.

C’è qualcosa di commovente e allo stesso tempo di straziante nell’immagine di Vlad, un bambino di Bucha di appena sei anni.

Sua madre è morta di stenti, nella città martoriata dai bombardamenti russi. **E lui ogni giorno va su quel pezzo di terra smossa dove l’hanno sepolta, a portare non fiori ma cibo**. Forse spera così di riportarla in vita o di riuscire a tornare indietro nel tempo e cancellare la sofferenza patita.

Non sappiamo cosa passi per la testa di questo bimbo, se abbia o meno dovuto assistere all’atroce morte di sua madre. Sappiamo che ne porterà i segni per sempre e come lui tanti altri bambini a cui non è stata tolta la vita ma che hanno comunque perso tutto.

[LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI “IL DOLORE DELLA GUERRA”](https://laragione.eu/category/esteri/il-dolore-della-guerra/)

In ogni guerra i più piccoli pagano un prezzo altissimo, spesso rimangono traumatizzati per tutta la vita. È accaduto in ogni conflitto recente ma era dai tempi della Seconda guerra mondiale che non si assisteva a un orrore come quello che stanno compiendo i russi in Ucraina. **Quel bambino, che oggi vediamo in una foto, potrebbe essere uno dei nostri figli.**

Fino a due mesi fa viveva una vita normale e oggi è rimasto solo ad affrontare un dolore inimmaginabile. Lo fa con il candore di cui solo i più piccoli sono capaci. Per questo non è possibile restare indifferenti. Per Vlad, per i bimbi di Bucha e di tutte le altre città ucraine, ma anche perché **è nostro dovere impedire che questo disegno di morte continui a perpetrarsi.**

Riguarda tutti noi, il mondo che abbiamo costruito e soprattutto quello che consegniamo ai nostri figli.

di *Annalisa Grandi*
