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title: "Gianni Canova: “Perché in Italia non s’investe nell’animazione?”"
description: Sulla terrazza dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, Gianni Canova, non ha dubbi su quale sia una delle strade da percorrere
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date: 2022-09-06
author: Marco Sallustro
url: https://laragione.eu/festival-del-cinema-di-venezia-2022/gianni-canova-perche-in-italia-non-sinveste-nellanimazione/
categories: [Festival del Cinema di Venezia 2022]
tags: [Cinema, Evidenza, Italia]
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# Gianni Canova: “Perché in Italia non s’investe nell’animazione?”

![Gianni Canova](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Evidenza-sito-66.jpg)

Sulla terrazza dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, casa di novant’anni di Mostra, il critico più profondo e poetico del nostro cinema, Gianni Canova, non ha dubbi su quale sia una delle strade da percorrere

"**Se il cinema e più in generale le persone vogliono tornare a capire il mondo che li circonda, devono guardare i bambini e chi sa parlar lor**o». Sulla terrazza dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, casa di novant’anni di [Mostra](https://laragione.eu/festival-del-cinema-di-venezia-2022/venezia-apre-la-mostra-dei-grandi-numeri/), il critico più profondo e poetico del nostro cinema, **Gianni Canova**, non ha dubbi su quale sia una delle strade da percorrere. «**Non riesco proprio a capire** – s’interroga – **perché il cinema italiano non investa sull’animazione**. Noi abbiamo una scuola fantastica, possiamo vantare un maestro come **Bruno Bozzetto**, che per inciso non ha ricevuto neanche il Leone d’Oro alla carriera. **Eppure il papà della Pixar, John Lasseter, disse di aver imparato tutto da lui.**.. Qui a Venezia ci sono alcuni corti di Massi, cose raffinatissime in bianco e nero, **ma io vorrei un film d’animazione in concorso**. Non è mai successo».

A proposito della Pixar, ricordiamo “Inside Out” come esempio di coraggio, per aver osato portare sul grande schermo i sogni dei bambini, adattandoli a tutte le età. Un vero capolavoro. «**Qui in Italia non c’è un’industria d’animazione degna di questo nome** – continua Canova – eppure l’unico film in Italia *boom* d’incassi in agosto è stato “**Minions 2**”. I**n effetti, c’è della genialità in questi ‘tuberi’, nelle loro *gag* che riportano ai classici del cinema muto, a Stanlio e Ollio.** Tutti i Minions sono doppiati da Pierre Coffin, con un linguaggio raffinatissimo fatto di una macedonia di lingue diverse. Poi, queste creature sono tutti maschi, come si riproducono? **Continuo a chiedermelo**… Sono operazioni interessantissime e da incassi *record* che ci obbligano a guardarle con grande attenzione **anche se si rivolgono ai bambini e non a noi adulti e alla nostra stanca razionalità un po’ paracula.** Prendiamo sul serio chi s’incarica di far sognare i bambini. **Ma cosa c’è di più bello?!**».

Arriva, così, un monito: «**Dobbiamo imparare a raccontare il cinema, a leggerlo, a farlo amare nella sua profondità, nei suoi livelli e stratificazioni.** Abbiamo scuola, tradizione, fantasia ma non abbiamo voglia di investire in un settore e il motivo è semplice:** per certa cultura, per un certo tipo di *intellighenzia*, rivolgersi ai bambini o comunque al pubblico giovane significa fare qualcosa di serie B**». E qui emerge** il rettore dell’Università Iulm di Milano** – non a caso scelta da “**La Ragione**” per **il suo programma di borse di studio** su base esclusivamente **meritocratica** che fra poche settimane verranno assegnate nel primo ciclo – che fa della formazione la vera grande sfida dell’intero Paese: «Se non usciremo da queste concezioni sempre uguali, **che dividono il mondo**, la cultura, le persone e ovviamente anche il cinema in vari livelli incomunicabili fra di loro, non terremo il passo del resto del mondo».

**Gianni Canova** invita a riflettere su quanto sia pericoloso un universo fatto di persone che rifiutino il valore dell’empatia,** dell’emozione in quanto tale e anche della commozione**. I ragionamenti scivolano con naturalezza sul cinema di **Christopher Nolan**, autore della “**Trilogia del cavaliere oscuro**”, di “**Inception**” e di “**Interstellar**”, il film che indaga in modo crudo ma tenerissimo il rapporto padre-figlia: «Verissimo» commenta. «**Nolan è uno dei grandi geni del cinema contemporaneo ed è uno di quelli che prosegue sulla linea di Hitchcock o Kubrick.** **Ha capacità di coniugare il grande spettacolo con la riflessione spirituale**. Ma se il cinema è stato il cinema è perché c’è stato qualcuno che è riuscito a chiudere la cerniera della doppia anima, della contraddizione di essere al tempo stesso un’industria e un’arte. **Come fai a mettere d’accordo l’estetica e l’economia?** Solo alcuni grandi geni, di cui Nolan fa parte, sono riusciti a coniugare l’idea dello spettacolo con il grande cinema** d’intensità filosofica, morale e spirituale**».

In “Interstellar”, quando la figlia vede cadere i volumi dalla libreria e alla fine del film capisci quanto tutto fosse legato al papà, **ci si commuove**. Perché il cinema è racconto, interpretazione, poesia, dolcezza, durezza, carezza, pugno, follia, sogno. **Più di ogni altra cosa, è emozione**. Se la si nega, non c’è più cinema.

di *Marco Sallustro*
