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title: "&#8220;Giovani, siate visionari&#8221;, parla Massimo Renda di Caffè Borbone"
description: "Massimo Renda, fondatore di Caffè Borbone, è tra i leader italiani nell'industria del caffè. Ecco le sue sliding doors del suo successo"
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date: 2024-05-23
author: Ilaria Cuzzolin
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categories: [Economia, "Imprese d'Italia"]
tags: [economia, interviste]
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# &#8220;Giovani, siate visionari&#8221;, parla Massimo Renda di Caffè Borbone

![Caffè Borbone](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-3-6.jpg)

Massimo Renda, fondatore di Caffè Borbone, è tra i leader italiani nell'industria del caffè. Ecco le sue sliding doors che ne hanno decretato il successo

Ci sono state diverse *sliding doors* nella vita di **Massimo Renda, fondatore di Caffè Borbone, tra i *leader* italiani nell’industria del caffè monoporzionato**, primo per quote di mercato nel comparto delle cialde e secondo in quello delle capsule. La prima fu quando – nei primi anni Novanta, poco più che ventenne – capì il potenziale dei distributori di caffè e **propose allo zio proprietario di una torrefazione di entrare in questo *business* ricevendone in cambio un ‘no’ secco**.

**Da quel rifiuto nacque la Renda Distributori**, un’azienda che dopo cinque anni poteva contare già 200 clienti: «Il primo me lo ricordo ancora perfettamente, era **un venditore di auto che mi chiese di aggiustargli la macchinetta del caffè che avevano in ufficio. Fu un disastro**. Nonostante il mio diploma da perito elettronico e la mia fama di ‘smanettone’, finii col guastargliela del tutto. Il giorno dopo gliene portai una nuova e lui restò mio cliente fino alla fine di quell’avventura» ci racconta divertito, ricordando i primi tempi in cui girava come una trottola per tutta la Campania per fare le consegne di persona e occuparsi anche dell’assistenza.

Arrivò così il giorno in cui Renda abbandonò i distributori automatici – non prima di averli donati ai suoi agenti – per lanciarsi nella **produzione delle macchine da caffè in cialda **e nell’attività di torrefazione e confezionamento in monoporzioni: **era il 1997 quando nasceva la società Aromatika**, seconda *sliding door*. In quel periodo venivano **gettate le fondamenta per quello che nel 1999 sarebbe diventato il marchio Caffè Borbone**. Un’azienda che **ha chiuso il 2023 con ricavi a 300,4 milioni di euro** (+14,3%) e uno stabilimento a Caivano (Napoli) che occupa più di circa 50mila metri quadri (dai 200 che erano agli inizi).

Altra intuizione capace di determinare il successo di Caffè Borbone – che agli inizi non aveva ancora la forza economica per girare uno *spot* in grande stile – fu quella di credere nel *product placement*: «**Eravamo presenti praticamente in tutte le trasmissioni Rai e Mediaset con le nostre macchinette e il nostro caffè. Si rivelò un’idea vincente**». Alla fine della prima decade del 2000 – e per diversi anni a seguire – l’esercizio chiudeva sempre a doppia cifra. Le dimensioni del gruppo erano ormai tali che Renda capì di aver bisogno di una gestione più strutturata. **Ed ecco un nuovo bivio, frutto di un incontro con l’imprenditore Carlo Pesenti che nel 2018 con la sua Italmobiliare rilevò il 60% di Caffè Borbone**. Lo scorso anno i due sono stati insigniti del titolo di Cavalieri del Lavoro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Osserva Renda: «Dopo molti anni a occuparmi della gestione societaria, in questa fase di vita avevo il desiderio di dedicarmi alla ricerca e allo sviluppo. Negli ultimi dodici mesi abbiamo lanciato diversi nuovi prodotti ma **la vera svolta arriverà a fine anno, quando saremo in grado di lanciare capsule compostabili compatibili con le principali macchine da caffè**. L’aspetto principale è che lo faremo a un prezzo concorrenziale. Un’innovazione che farà bene all’ambiente visto che quelle attuali, con la linguetta in alluminio, non sono riciclabili». **Quello delle capsule è un *asset* importante tanto quanto quello delle cialde che crescono grazie al rafforzamento dell’*online***: «Con i nostri prodotti su Amazon occupiamo i primi tre posti della classifica di una categoria vastissima com’è quella di “Alimentari e casalinghi”» aggiunge l’imprenditore.

Oltre a occuparsi di ricerca, oggi **Renda incontra spesso anche gli studenti nelle università che gli chiedono di spronare i ragazzi a diventare imprenditori**: «Vorrei convincerli che non per forza il posto fisso è la soluzione migliore e io ne sono la prova vivente. **Bisogna essere dei visionari**, all’occorrenza anche saper rischiare: quando ho iniziato, tutto quello che guadagnavo lo reinvestivo nell’attività». Infine, non possiamo esimerci dal chiedergli quanti caffè si conceda al giorno: «Sto per compiere 57 anni e da quando sono in questo settore ne bevo in media cinque al giorno. Sembrano molti, ma non tutti sanno che **l’espresso contiene molta meno caffeina di quello preparato a casa con la *moka*...**».

*di Ilaria Cuzzolin*
