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title: Alla trap preferisco Beethoven, parla Peppe Barra
description: "Il maestro Peppe Barra si sbottona: non ama la trap, né Geolier, né tantomeno l'immagine odierna della sua Napoli"
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date: 2024-05-17
author: Massimo De Falco
url: https://laragione.eu/interviste/alla-trap-preferico-beethoven-parla-peppe-barra/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [interviste, musica, napoli]
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# Alla trap preferisco Beethoven, parla Peppe Barra

![Alla trap preferisco Beethoven, parla Peppe Barra](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-4-4.jpg)

Il maestro Peppe Barra si sbottona: non ama la trap, né Geolier, né tantomeno l'immagine odierna della sua Napoli: "Non la cambio per nessuna città al mondo"

**I cambiamenti legati al passaggio generazionale fanno parte del normale divenire della musica**. Ma quello che è cambiato – oltre allo stile e alla generazione – è il modo stesso di concepire il formato canzone. **Oggi sono di moda la *trap* e il *rap***, specie napoletanizzati come quello di Geolier, che si è infiltrato prepotentemente nella cultura giovanile, non senza fare storcere il naso ai puristi, a quelli che alla tradizione non rinunciano.

**Come il maestro Peppe Barra, a cui questa mutazione genetica generazionale non è piaciuta**: «**Non mi appassiona assolutamente, non mi piace la musica di Geolier, non ci sono tante ragioni per spiegarlo. Quando non ti piace qualcosa, non ti piace e basta**» spiega. «Del resto appartengo a un’altra epoca, c’è una divisione generazionale a separarci. È in corso una mutazione molto spinta, i tempi si evolvono e si involvono, vanno avanti e indietro. **I giovani hanno idee diverse dalle nostre. Sono fenomeni di cambiamento così strani che fai fatica a dare un giudizio obiettivo**». Alla variazione dei suoi stati d’animo, il re della “Cantata dei Pastori” preferisce ascoltare la musica classica: «Adoro Mozart, Beethoven e ascolto la World Music».

Secondo Barra i testi di oggi recitati nelle canzoni, nei film e nelle *fiction* hanno falsato un po’ l’immagine realistica di Napoli, che «è antica, nobile, europea. **Non sono d’accordo che se ne parli con superficialità, perché Napoli non ha bisogno di tutte queste *fiction* per rivelare quello che rappresenta, cioè una capitale della cultura**». Lui che non l’ha mai abbandonata («Non come altri artisti che, una volta divenuti famosi, se ne sono andati ad abitare a Roma») può giudicarla: «**Non la cambio con nessuna città al mondo**. Ci sono sempre stato, le voglio bene perché è una città folle, antica, nobile ma anche cattiva».

Napoli è un caleidoscopio di identità culturali e storiche, è angeli e demoni che si danno la mano, è contaminazione tra sacro e profano: «Sono le inclinazioni di questa città che mi piacciono di più, convivo con questa simbiosi tra opposti e mi piace così come si mostra» riflette Barra. A lungo è stato uno dei simboli della città, una ‘maschera’: «**Ogni attore ha bisogno di una maschera, è il teatro a inventarle, se non ci fossero non esisterebbe il teatro**» ci spiega.

E pensare che da giovanissimo era ritenuto stonato, poi fu il musicologo napoletano Roberto De Simone a cogliere nel giovane Barra del talento puro. **Un talento che è cresciuto all’ombra di personaggi iconici come Totò**: «Sono stato molto affezionato all’attore e al suo personaggio, un gigante, alla sua arte surrealista e al suo modo di fare teatro. Sì, perché Totò era un grande attore di teatro prima di esserlo per il cinema. Ero molto giovane e non ho potuto avere rapporti stretti con lui. **Mentre ho avuto più dimestichezza con Eduardo De Filippo**: non ci ho lavorato ma era molto amico della Nuova Compagnia di Canto Popolare» ricorda. «**Di personaggi così non ne nascono più. Bisognerebbe domandarlo al Padreterno: sono doni del cielo**».

Come ha scritto in uno suo recente libro, «**Se sei triste ma conservi la forza di varcare una soglia, a Napoli trovi sempre un luogo che ti strappa a te stesso, che ti trascina alla vita. Se ami Napoli, sai dove andare. E la città ti accoglie, ti sorregge e ti parla**».

*di Felice Massimo De Falco*
