Angine de Poitrine: tra maschere, musica e marketing
Da qualche tempo a questa parte, chiunque parli di musica sembra debba prima o poi arrivare per forza di cose agli Angine de Poitrine
Da qualche tempo a questa parte, chiunque parli di musica sembra debba prima o poi arrivare per forza di cose agli Angine de Poitrine.
Duo canadese di rock sperimentale, sono diventati virali nelle ultime settimane anche grazie all’assurdo travestimento con cui si presentano dal vivo, trasformando ogni esibizione in un piccolo caso visivo prima ancora che musicale.
Si mostrano in forma anonima sotto gli pseudonimi di Khn e Klekde Poitrine e si autodefiniscono “fratelli de Poitrine”.
Del resto, tutto nel loro progetto vive sul confine tra invenzione, parodia e provocazione.
A partire dalla formula con cui descrivono la propria poetica: “Orchestra rock microtonale dada pythago-cubista”.
Una definizione indubbiamente eccessiva, sicuramente caricaturale, ma perfetta per restituire il senso di un immaginario fuori asse.
Musicalmente lavorano su scale con più sfumature, intervalli ravvicinati, dissonanze e ritmi costruiti su pattern volutamente irregolari.
Il risultato è spiazzante.
Non sono soltanto un meme ben confezionato: dietro l’impatto grottesco e teatrale c’è una proposta sonora riconoscibile, ma di certo non rivoluzionaria.
Il punto, semmai, è un altro.
Attorno agli Angine de Poitrine si è già acceso il solito circo: chi rivendica di averli segnalati mesi fa, chi li liquida come mera trovata di marketing ben riuscita spinta da una viralità assurda e chi, più semplicemente, non ne può già più.
Quanti di quelli che oggi li incensano li ascolteranno ancora fra due mesi?
di Federico Arduini
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