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Crans-Montana, “Eleonora è stata estubata”: il racconto della sindaca di San Giovanni in Marignano

Abbiamo raggiunto telefonicamente Michela Bertuccioli, sindaca di San Giovanni in Marignano, comune di residenza di Eleonora Palmaroli, giovane coinvolta nella tragedia di Crans-Montana

 

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“Appena ho saputo che Eleonora era rimasta coinvolta, ho subito contattato la mamma, Cristina, che mi ha confermato l’accaduto e mi ha raccontato in breve cosa era successo. Mi ha parlato anche della forte angoscia vissuta, come tanti altri genitori, nelle ore successive, in attesa di sapere davvero come stava sua figlia”.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Michela Bertuccioli, sindaca di San Giovanni in Marignano, comune di residenza di Eleonora Palmaroli, la giovane veterinaria coinvolta nella tragedia avvenuta la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, presso il locale Le Costellation. In costante contatto con la famiglia, la sindaca ci racconta quanto condiviso con i genitori. Eleonora, che si trovava al piano superiore del locale, è stata salvata dal fidanzato, che con grande lucidità ha deciso di portarla in auto all’ospedale, senza attendere i soccorsi. La giovane è stata tra le prime persone trasferite d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano, dove è stata operata nella giornata di ieri.

La buona notizia, riferisce oggi la sindaca Bertuccioli, è che Eleonora è stata estubata: “Non sappiamo se questo sarà l’ultimo intervento, perché la mano è la parte più colpita e i medici, vista la sua giovanissima età, puntano a un recupero funzionale completo. Allo stesso tempo, l’hanno estubata in queste ore: ora può parlare, anche se con difficoltà, e finalmente i genitori hanno potuto starle vicino”. Accanto alle ferite fisiche, cresce la preoccupazione per le conseguenze psicologiche di chi ha vissuto quell’esperienza improvvisa e drammatica.

Oltre al trauma fisico, c’è naturalmente quello psicologico – prosegue la sindaca – . Pensiamo a quanto sia stato sconvolgente passare in un attimo da un momento di leggerezza e divertimento a una situazione di gravissima emergenza. Lo stress mentale è stato enorme”. Tra i temi che emergono in queste ore, c’è quello della sicurezza nei luoghi pubblici: “È un argomento molto dibattuto. Spesso si giudica l’operato delle istituzioni come troppo rigido, poi accadono tragedie come questa e ci si rende conto che il rigore esiste per proteggere la vita. Nessun sindaco o amministratore agisce per ostacolare o per sadismo: dietro certe decisioni c’è il peso della responsabilità. Bisognerebbe comprendere che, per costruire qualsiasi cosa, il punto di partenza deve essere sempre la sicurezza di chi quei luoghi li vive”.

Ora è il tempo del rispetto e del silenzio, per dare valore alla vita e onorare la memoria di chi non ce l’ha fatta. Ma anche il momento di riflettere, insieme, su come evitare che simili tragedie possano ripetersi.

di Catia Demonte

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