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Crans-Montana, l’avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini: “Ci sono dubbi sulla causa della morte, i genitori vogliono chiarezza”

I genitori di Emanuele Galeppini – giovane promessa del golf, deceduto a Crans-Montana – chiedono trasparenza sulla causa di morte del figlio, le parole del loro avvocato Alessandro Vaccaro

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Dopo i funerali, al dolore si unisce la volontà di conoscere a fondo la verità. I genitori di Emanuele Galeppini, chiedono trasparenza sulla causa di morte del figlio. La giovane promessa del golf è stata la prima vittima italiana accertata nella tragedia di Crans-Montana (Svizzera). Luogo dove la notte di Capodanno hanno perso la vita 40 ragazzi, tra cui i nostri 6 italiani.

Al momento del riconoscimento del cadavere i coniugi si sono accorti che non vi erano lesioni e nemmeno segni di ustione sul corpo. Questo particolare ha destato dubbi circa la modalità in cui il proprio figlio sia deceduto. E sospetti sulle motivazioni per cui non gli sia stato mostrato un referto e data alcuna risposta alla richiesta di autopsia.

Tragedia di Crans-Montana: le parole di Alessandro Vaccaro, avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini

Ad affiancare e sostenere la famiglia Galeppini l’avvocato Alessandro Vaccaro. “Ci sono dei dubbi proprio sulla causa della morte perché il corpo non presenterebbe segni di ustione. Aveva in tasca il suo portafoglio che era perfettamente integro, con le carte e la patente perfettamente integre, così come il cellulare. Ci costituiremo parte civile e a seguire chiederemo un incontro con il Governatore per cercare di fare chiarezza sulla situazione”.

Nelle ore scorse la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine relativo a tutta la vicenda e in cui si procede per omicidio colposo e incendio, a cui l’avvocato aggiunge il proprio parere: “A mio giudizio credo che ci siano gli elementi per poter valutare la sussistenza del cosiddetto dolo eventuale. Ritengo che tramutare quello che oggi è contestato come colposo in un reato doloso, cambia completamente quella che è chiaramente la visione del processo. Un soggetto che gestisce un locale privo di uscite di emergenza, a quanto si dice senza estintori, con le porte di sicurezza non a norma e addirittura serrate, usando materiale non ignifugo, con una capienza di persone superiore a quella che è concessa deve prendere considerazione l’eventualità di un incendio. Non essendoti adeguato, ti assumi il rischio”.

Jacques Moretti, uno dei gestori del locale “Le Constellation” di Crans-Montana è stato posto in custodia cautelare

Proprio poche ore fa, a seguito di interrogatorio di 8 ore svoltosi a Sion, in Svizzera, Jacques Moretti, uno dei gestori del locale “Le Constellation” di Crans-Montana, è stato posto in custodia cautelare per pericolo di fuga, mentre rimane a piede libero la moglie con cui condividerebbe le responsabilità nell’immane tragedia. Responsabilità che riguardano i due titolari, ma che in molti imputano anche a chi doveva sorvegliare il loro lavoro.

La famiglia, che deve rientrare a Dubai, sta affrontando oltre al dolore della perdita, il distacco e a quanto riferisce l’avvocato è molto provata e in attesa di risposte dalla magistratura.

di Catia Demonte

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