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title: "Cristiano Militello: &#8220;Oggi ci si indigna molto di più per molto meno&#8221;. E sul caso Pucci-Sanremo&#8230;"
description: In lungo e in largo per il nostro Paese, Cristiano Militello è diventato un osservatore privilegiato del costume nazionale. Le sue parole
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date: 2026-02-19
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/interviste/cristiano-militello-oggi-ci-si-indigna-molto-di-piu-per-molto-meno-e-sul-caso-pucci-sanremo/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [Italia, spettacoli, televisione]
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# Cristiano Militello: &#8220;Oggi ci si indigna molto di più per molto meno&#8221;. E sul caso Pucci-Sanremo&#8230;

![Cristiano Militello](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/02/Cristiano-Militello-1024x639.jpg)

In lungo e in largo per il nostro Paese, Cristiano Militello è diventato un osservatore privilegiato del costume nazionale. Ma oggi - visto anche il caso Pucci e Sanremo - fare satira è diventato più complicato? Abbiamo intervistato il celebre inviato di Striscia la Notizia, ecco le sue parole

**Fra i volti più noti di Striscia la Notizia** - [il celebre tg satirico](https://www.striscialanotizia.mediaset.it/) questa sera al gran finale con l’ultima puntata di [questa edizione](https://laragione.eu/life/spettacoli/striscia-la-notizia-torna-in-prima-serata-maria-de-filippi-inviata-speciale-6-veline-tutte-le-novita/) in onda in prime time - **c’è sicuramente Cristiano Militello**.

**Il re degli striscioni e dei cartelli più stravaganti e fantasiosi che si sono visti negli stadi e sui muri del nostro Paese da anni **- più precisamente dal 2004, da quando ha iniziato questa sua straordinaria “avventura” nel tg satirico ideato da Antonio Ricci - **racconta l’Italia e gli italiani in un modo unico: con ironia, satira, astuzia, leggerezza e divertimento**.

**In lungo e in largo per il nostro Paese, Militello** - con gli striscioni (e gli strafalcioni spesso presenti in essi) e con i saluti delle persone ai conduttori (quante ne abbiamo sentite al suo microfono…) - **è diventato un osservatore privilegiato del costume nazionale**.

Cristiano Militello è capace di trasformare, in un attimo, **uno slogan da stadio in una fotografia del nostro** - eccezionale (in tutti i sensi del termine: sia magnifico che insolito) - **Paese**.

L’inviato di Striscia la Notizia **si muove** “**a zig-zag**” **sul confine sottile fra realtà e satira**.

**Satira che oggi** - il caso di Andrea Pucci e Sanremo lo rende ancor più evidente - **è diventato sempre più complicato fare senza subire delle** “**conseguenze**”.

Abbiamo intervistato Cristiano Militello, **ecco le sue parole**.

*Cristiano Militello*

**Lavori a Striscia la Notizia dal 2004, come ti sei trovato in questa prima edizione del tg satirico in prime time?**

Per me è stato più… riposante. Dopo 21 anni in esterna come inviato, infatti, sono stato “promosso” in studio. Una sorta di ritorno alle origini, sono partito col cabaret e la stand up comedy, ho ritrovato l’energia ed il calore del pubblico che trovo solitamente nei miei spettacoli, quindi - tutto sommato - parliamo di una dimensione *protetta*. Improvvisare on the road col primo che passa, al contrario, è assolutamente “senza rete”.

**Dopo anni di striscioni in cui hai girato tutta l’Italia, viste anche le recentissime polemiche a seguito della partita Inter-Juventus, cosa raccontano oggi gli stadi del nostro Paese: più ironia o più rabbia?**

La componente goliardica ultimamente è molto compressa. Da una parte non è stato fatto nulla per incentivarla – anzi, ci sono state misure repressive cervellotiche anche per i cosiddetti strumenti positivi di tifo – dall’altra, i tempi che viviamo sono davvero cupi e digrignanti, lo stadio non fa eccezione.

Il mondo del calcio, alla luce anche delle meravigliose recenti storie recateci in dono da altri sport, da tempo non è più un modello cui aspirare: le grandi squadre non sono semplici club, sono dei centri di potere; parte enorme del business si basa sulle scommesse; polemiche arbitrali continue e allucinanti; bilanci esplosi e insostenibili; vivai trascurati; calcio di provincia marginalizzato; calciatori che dopo mezza stagione buona sono quotati decine di milioni; giro d’affari dei procuratori tendente al vergognoso; dittatura del Var; simulatori che esultano dopo aver ingannato l’arbitro; Coppa Italia priva di fascino e “apparecchiata” per le solite prime otto; devo continuare? Ah sì, una cosa ancora: nella maggior parte degli stadi italiani, nell’ora che precede l’incontro è letteralmente impossibile parlare e/o fare il tifo: viene sparata a volume imbarazzante una musica (generalmente di m*rda) che ha il compito, credo, di intrattenere.

Questo è un altro problema: ormai siamo una generazione eternamente intrattenuta, anche quando dovremmo semplicemente socializzare.

**La satira è importantissima e Striscia lo ha sempre dimostrato. In un’epoca come quella che stiamo vivendo oggi, fatta di social e politicamente corretto, è diventato più difficile fare satira e ironia?**

In pochi anni è cambiata la sensibilità per tante cose, sicuramente oggi trattare certi argomenti abbisogna di alcuni “slalom” in più. Ci si indigna molto di più per… molto meno e così alcuni contenuti, che prima mandavamo in onda a cuor leggero, oggi necessitano di una valutazione più attenta; del resto, la gente e gli *sfogodromi* rappresentati dai social ti aspettano al varco, specialmente noi, che per anni abbiamo fatto le pulci a tutti

**Emblematico il caso di Pucci…**

Rispetto la sua decisione, se le critiche e le offese gli hanno tolto serenità e non se l’è sentita di andare a Sanremo, ha fatto bene a desistere. Non so cosa avrei fatto al suo posto. Sicuramente conosco bene *l’antifona*: a Striscia tanti colleghi hanno ricevuto minacce, intimidazioni e fango, quotidianamente, lavorando in contesti complicati ma sono comunque rimasti nello spazio pubblico, andando avanti ed esponendosi. Con lo stesso metro Luca Abete, Stefania Petyx, Brumotti – lo stesso Iacchetti – non dovrebbero più uscire di casa da illo tempore.

*Cristiano Militello e i conduttori di Striscia la Notizia Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti*

**Tra 100 giorni circa c’è il mondiale….**

La vetrina geopolitica rischia di mangiarsi l’evento sportivo. Basti pensare all’imbarazzante antipasto del premio Fifa per la pace dato a Trump. Molti non lo sanno ma i tifosi di Haiti, Senegal, Costa d'Avorio e Iran non potranno seguire la propria squadra negli stadi americani. Mi viene da dire: cosa ti sei battuto a fare per avere un evento (e cosa te l'hanno assegnato a fare) se poi vieti per legge l'ingresso ai sostenitori di 4 paesi? Al netto del fatto che con i co-intestatari dell'evento (Messico, Canada) gli Usa sono ai ferri corti da un anno e diplomaticamente ai minimi termini, in una escalation continua. Io dico “boh!”. Un gigantesco boh.

**Lo striscione più geniale che hai mai visto?**

Domanda durissima. Sicuramente tra i miei top c’è la risposta di 10.000 romanisti in trasferta a Firenze nonostante la partita fatta disputare di lunedì: “Semo tutti parrucchieri”. Pulito, ribelle, conciso ed esilarante: insomma, merce rara.

**L’ultima scritta che ti ha colpito?**

Una scritta su un muro a Bologna: “Non cercare troppo te stesso, che poi lo trovi e ci resti di m*rda”

**Sull’AI il popolo dei muri si è già espresso?**

Naturalmente, giorni fa ho letto questa: “Siamo arrivati all’intelligenza artificiale e ancora la gente non ha ben chiara la precedenza alla rotonda”

di *Filippo Messina*
