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title: Disordinati per il disordine, parlano i Delta V
description: Scriviamo spesso che gli artisti hanno ormai smesso di esporsi. Ma per fortuna c’è l’eccezione che conferma la regola. È il caso dei Delta V
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date: 2025-10-23
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/disordinati-per-il-disordine-parlano-i-delta-v/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Disordinati per il disordine, parlano i Delta V

![Delta V](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Delta-V-1024x639.jpg)

Scriviamo spesso che in quest’epoca di connessioni digitali e realtà aumentate gli artisti hanno smesso di esporsi, di dire la loro circa i fatti che scompigliano la realtà quotidiana. Tuttavia, parafrasando l’antico detto, per fortuna c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. È il caso dei Delta V

**Scriviamo spesso che in quest’epoca di connessioni digitali e realtà aumentate gli artisti hanno smesso di esporsi, di dire la loro circa i fatti che scompigliano la realtà quotidiana. Tuttavia, parafrasando l’antico detto, per fortuna c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. È il caso dei Delta V**, che quest’anno celebrano i trent’anni di vita artistica con un nuovo disco – “In fatti ostili” – uscito ieri: il settimo di inediti, il secondo dopo “Heimat” (2019), l’*album* che ha cambiato in maniera decisiva la visione e il modo di fare musica del gruppo formato da Carlo Bertotti, Flavio Ferri e Marti.

**Il tema centrale di questo nuovo lavoro, già anticipato dal suo titolo e dal singolo apripista “Nazisti dell’Illinois”, è il senso di ostilità**: un sentimento diffuso e condiviso nella società contemporanea, sintomo di un profondo cambiamento rispetto agli [anni Novanta](https://laragione.eu/archivio/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/come-sarebbe-stato-il-covid-negli-anni-novanta-senza-tecnologia/) in cui i Delta V hanno visto la luce.

## I cambiamenti degli ultimi anni ad aver acceso la miccia di questo lavoro dei Delta V

**E sono proprio i cambiamenti degli ultimi anni ad aver acceso la miccia di questo lavoro**: «È inevitabile che quello che ti circonda influenzi ciò di cui parli. Negli ultimi cinque anni il mondo è cambiato tantissimo, è stato un susseguirsi di disastri, quindi è naturale che tutto ciò si rifletta nella musica» racconta Flavio Ferri. «Viviamo un periodo che obbliga a dire qualcosa e parlerei proprio di obbligo morale, come musicista. Non è un obbligo produttivo, perché in vent’anni abbiamo fatto soltanto due dischi. Ci siamo presi il tempo necessario per fare qualcosa che avesse senso, che ci rappresentasse e che raccontasse ciò che è successo a noi e agli altri».

**“In fatti ostili” racchiude undici tracce che non si nascondono e che affrontano con forza e lucidità molti dei problemi della nostra società**: «Nella scena *pop* di oggi i ventenni e trentenni non parlano mai di politica o di critica sociale. Lo fanno soltanto gli artisti più maturi e questo è preoccupante. È un vuoto che rispecchia quello della politica. Prima c’era un’urgenza vitale di suonare, oggi molti lo fanno per visibilità. E questo è un errore: se il tuo obiettivo è diventare famoso, hai sbagliato mestiere. La musica la fai perché non puoi farne a meno, perché hai qualcosa da dire» sottolinea Carlo Bertotti.

## Un suono costruito in maniera artigianale

**Musicalmente il disco segue il solco della produzione tipica della *band*, in un bagno di *synth* e arpeggiatori che cullano l’ascoltatore tra momenti di sospensione e sezioni più incalzanti. Un suono costruito in maniera artigianale, per lo più in casa**: «Abbiamo evitato di quantizzare tutto. È un disco disordinato, perché parla di disordine e sarebbe stato contraddittorio renderlo perfetto e pulito. Abbiamo suonato tutto e mantenuto l’imperfezione, conservando le prime registrazioni, quelle più spontanee, con pochissime sovraincisioni, solo dove necessario. Lavoriamo così da sempre: gli studi mettono ansia e limiti di tempo. Invece in casa puoi fermarti quando vuoi e registrare appena arriva un’idea. Le voci, per esempio, sono state incise con mezzi semplicissimi, in ambienti domestici» spiega ancora Bertotti.

**Spesso presente tra le righe dei testi è la città di** [Milano](https://www.comune.milano.it/)**, culla della storia del gruppo e protagonista anche del singolo di lancio del disco, “Regole a Milano”**: «Non volevamo fare una cartolina della città, ma raccontare un luogo che ci ha formati. Milano sta cambiando identità troppo velocemente. È diventata aggressiva, frenetica, disumana. È un riflesso di una società che ha accelerato in peggio. Oggi qui non puoi più vivere con le risorse che bastavano dieci anni fa: i quartieri cambiano fisionomia umana, la città espelle le persone. È un disequilibrio che avrà conseguenze sociali e politiche gravi».

## I Delta V saranno presto in tour

**I Delta V saranno presto in *tour***: «Cominciamo l’8 novembre e andremo avanti fino a metà dicembre. Faremo una decina di date tra Roma, Torino, Napoli, Firenze. In scaletta ci saranno molti brani del nuovo *album* e alcuni dei nostri classici» conclude Bertotti.

di *Federico Arduini*
