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Garlasco, Bugalalla rivela: “Il telefono di casa Poggi impacchettato con lo scotch. Prove inquinate”

Francesca Bugamelli attraverso il suo canale YouTube “Bugalalla Crime” ha saputo rileggere con precisione chirurgica dati tecnici riguardanti il delitto di Garlasco

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Il delitto di Garlasco non è più un caso di cronaca nera cristallizzato in una sentenza definitiva. È diventato un campo di battaglia tra l’informatica forense, nuove scoperte, vecchi verbali e clamorosi errori che mettono in discussione un “sistema giustizia” che pare non aver funzionato a dovere in quanto rivelatosi pieno di lacune e falle a cui porre rimedio oggi è diventato compito assai arduo. In tutto questo, si inserisce Francesca Bugamelli, che attraverso il suo canale YouTube “Bugalalla Crime”, ha saputo rileggere con precisione chirurgica dati tecnici rimasti per anni sepolti nei faldoni o mal interpretati.

Nella conversazione che abbiamo avuto con lei, ricostruisce con linearità gli eventi che hanno caratterizzato il caso e ci spiega perché, in un’indagine così articolata, ogni indizio preso singolarmente può apparire debole, ma ricompreso in un contesto globale diventa un pilastro fondamentale per la ricerca della verità, oltre a rivelarci nuovi e inquietanti errori investigativi.

Garlasco, il contatto digitale tra Chiara Poggi e Andrea Sempio

Contrariamente a quanto reso noto in passato, i dati informatici rivelerebbero che Chiara Poggi visualizzò il video di Andrea Sempio pochi giorni prima di morire a Garlasco il 7 agosto alle 13:15, proprio in coincidenza con l’inizio delle telefonate di lui. “I dati ci dicono che lei il 7 agosto ha guardato questo video, quindi dobbiamo attenerci a questo. Questa è una supposizione. Altro non possiamo dire, se non constatare che quel contatto tra Chiara Poggi e Andrea Sempio, che era stato escluso precedentemente e totalmente, non può più esserlo. E a dircelo sono proprio i dati”.

Il mistero si infittisce ulteriormente con l’ipotesi della sottrazione di video intimi dal computer di Chiara mentre lei era a Londra e Sempio pare ammetterlo proprio in una delle intercettazioni effettuate dalla Procura.

Che lui abbia visto questo video, lo dice lui stesso in quell’intercettazione – continua la Bugamelli – e’ questa l’ipotesi della Procura. Per cui basandoci su quanto emerge dai calcoli, su quanto dice il consulente informatico, considerando anche le domande poste durante la SIT, penso che gli inquirenti stiano andando proprio nella direzione di capire come questo video sia passato nella disponibilità di Andrea Sempio. Inoltre, le domande poste a Marco Poggi sono rivelatorie in questo senso”.

Il “tramonto” del movente del litigio contro Alberto Stasi

La perizia informatica Dal Checco ha smontato l’ipotesi del litigio scatenato dalla visione di file pornografici. E ha rivelato che l’accesso alla cartella “militare” fu un semplice automatismo del sistema e non un’azione manuale. Bugalalla sottolinea anche l’importanza della presenza delle foto in sottocartelle. Particolare trascurato da molti e del lavoro del Racis attinente alla profilazione psicologica di Andrea Sempio.

La visione della cartella ‘militare’ finalmente è stata esclusa dai dati informatici. Anche perché la cartella con le foto era due sottocartelle sotto, per cui io direi che finalmente possiamo accantonare questa questa storia. Tra l’altro questo particolare, ossia, il fatto che le foto erano dentro altre sottocartelle, se lo dimenticano sempre tutti. Comunque il movente d’altra parte per Alberto Stasi nel caso Garlasco non si era mai trovato. Questa era un’ipotesi, una suggestione che adesso finalmente è stata definitivamente smontata. A questo punto, occorre accertare quale sia il movente che potrebbe aver mosso Andrea Sempio. La Procura lo identifica in un’ossessione, quindi un movente psicologico. Un movente psicologico è importante, se si vuole comprendere a fondo la situazione. Ed ecco perché il lavoro del Racis diventa fondamentale”.

Inquietanti errori investigativi nel delitto di Garlasco

L’analisi di Bugamelli si sposta poi sulla perdita di reperti fondamentali, come l’intonaco dell’impronta 33 e la scoperta di alcune macchie di sangue che furono catalogate dai RIS come tracce del delitto, quando in realtà furono prodotte accidentalmente durante il trasporto della salma. “L’aspetto più grave è che in realtà questo intonaco doveva essere conservato, almeno in parte, così da permettere nuovi esami. Le carte dicono che questo intonaco c’era ancora a disposizione, eppure non si trova non si è trovato da nessuna parte, è andato perso. Capire che fine ha fatto quell’intonaco secondo me è importante anche per comprendere l’origine di tutti gli altri 90 e passa errori”. 

Emergono anche nuove rivelazioni su errori clamorosi riguardanti altri reperti e macchie di sangue. “Andando a studiare la nuova BPA dei RIS di Cagliari ho trovato nuovi errori molto gravi. Ci sono le fotografie del telefono di Casa Poggi, il famoso telefono sulla sua scena del crimine, che ad agosto era intrisa di molti più schizzi di sangue rispetto a come si presenta nel laboratorio dei RIS quando lo analizzano. C’è un’immagine in cui si vede la modalità in cui è stato repertato, ossia, in un sacchetto di plastica avvolto con lo scotch”.

A questo si aggiunge una scoperta shock sulle macchie di sangue catalogate erroneamente: “Sulle scale dove è stato trovato il corpo di Chiara ci sono delle macchie di sangue identificate con il cartellino 55 dai RIS di Parma, macchie che però il 13 agosto non c’erano. Quindi i RIS hanno catalogato degli schizzi di sangue che in realtà non sono stati provocati dall’omicidio, ma sono stati provocati dal trasporto della salma che a quanto pare gli sarebbe anche caduta”.

Un’indagine con tanti elementi che si rafforzano e convincono

Francesca Bugamelli riconosce lo sforzo investigativo attuale: “Un’indagine con così tanti elementi che si rafforzano e convincono io non l’ho mai vista e c’è da dire che gli inquirenti si sono davvero impegnati tantissimo. Io spero sia un punto di svolta per il mondo forense in generale. Ovviamente, la giustizia deve essere equa anche per Andrea Sempio, nonostante la difficoltà della sua posizione.

Riguardo al movente psicologico, aggiunge: “La profilazione psicologica serve per spiegare il movente. Come sappiamo Alberto Stasi è stato condannato tranquillamente senza movente. Io direi che se anche non dovessero ritenere valido il lavoro del Racis, il processo potrà andare avanti comunque. Allo stesso tempo è chiaro che per l’indagine preliminare, per far comprendere al giudice l’inchiesta e darle un senso completo, quella relazione è importantissima”.

Francesca Bugamelli, in arte Bugalalla, sarà presente mercoledì sera alle 20.30 nel programmaIcebergcondotto da Fulvio Giuliani su Antenna 3-Telelombardia.

di Catia Demonte

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