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title: "Anastasio: &#8220;Chiedere attenzione oggi è una provocazione&#8221;"
description: "Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Anastasio in occasione dell'uscita del suo nuovo album \"Le Macchine non possono Pregare\""
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date: 2025-04-11
modified: 2025-04-12
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/anastasio/
categories: [I personaggi]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Anastasio: &#8220;Chiedere attenzione oggi è una provocazione&#8221;

![Anastasio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/UNA-FOTO-72-1024x639.jpg)

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Anastasio sul suo nuovo album "Le Macchine non possono Pregare"

**Dopo tre anni di silenzio, Anastasio torna con il nuovo album “Le macchine non possono pregare”**. Un disco in antitesi totale con quanto accade oggi sul mercato, una vera e propria opera rap che ruota attorno a un concept che lo stesso rapper ci racconta così: “**Ho avuto un confronto con Davide Nota**, che è un poeta e un mio amico. Io avevo scritto il primo pezzo, “*La mosca”*, e gliel’ho mandato. **In quel periodo lui stava riflettendo molto su Baudelaire**, anche perché si avvicinava il bicentenario della sua nascita. Mi ha risposto dicendo di avere in mente un concept, che poi è diventato l’origine di tutto questo progetto. **Dentro c’erano già Baudelaire, i cyber-ciclopi…** erano elementi uniti da un’idea comune. Fondamentalmente, la storia ruota attorno a una figura: un villain, il Ciclope. **È una sorta di demone, un’intelligenza artificiale, una divinità elettrica. **La cosa che ci sembrava interessante era l’idea che questo demone esistesse da sempre, solo che non aveva ancora un corpo. Era presente anche nel 1848, durante le rivolte parigine, e Baudelaire lo aveva visto.** Tutto quello che accade dopo è come se fosse un suo incubo**”.

**Come ogni concept, anche l’ultima fatica in studio di Anastasio richiede di esser ascoltato e compreso: “Un prodotto come questo, che ha qualcosa da chiedere oltre che da dare, inevitabilmente si scontra con un sistema che non è più abituato a ricevere richieste dall’ascolto.** Questo disco — o questo tipo di musica —** chiede attenzione, e oggi chiedere attenzione è quasi una provocazione**. È normale, quindi, che non diventi una hit estiva. Ma va bene così. Non mi aspetto certo che sia l’industria a spingerlo, a confezionarlo come un prodotto di massa. **Credo, invece, che chi ha voglia di ascoltare una cosa del genere, prima o poi la trova.** Da solo” ci ha raccontato.

Anastasio sulla musica di oggi ha le idee chiare: “**Oggi sembra che la musica debba essere facile. Questo, secondo me, è il vero delitto. **Si confonde l’accessibilità con il valore: una musica facile, alla portata di tutti, viene spacciata per una conquista, ma in realtà la facilità non è una qualità positiva. **Una canzone non dovrebbe essere facile, al massimo semplice che è tutta un’altra cosa**”. E anche la teoria secondo cui sia il pubblico a non apprezzare certe cose fa un po’ acqua da tutte le parti: “**Un disco che va controcorrente da questo punto di vista rischia, certo, ma io non credo davvero che il pubblico voglia solo cose facili. **Non è vero che il pubblico è una massa di idioti a cui servire canzoni piatte solo perché più vendibili. Questa è una narrazione comoda, forse il sogno dell’industria — o, se vogliamo restare nel nostro immaginario, il sogno del Ciclope: un mondo dove tutti siano ugualmente stupidi e identici, così da semplificare al massimo la vendita.** Un prodotto unico per tutti, niente marketing differenziato, tutto funziona allo stesso modo per chiunque”** ci ha confidato.

Non è un caso che in passato gli sia capitato di scontrarsi con alcune di queste logiche: “**In passato mi è capitato spesso di scrivere canzoni che mi hanno dato forse la massima soddisfazione, ma che erano, per così dire — e metti pure dieci virgolette — difficili**. Spesso mi sentivo dire: “Bisognerebbe accorciarla”, “Togli questa quartina”, “Riduci l’intro”, “Taglia qui, stringi là”. **Per me, questa roba era semplicemente avvilente. Perché capivo che si stava cercando di sacrificare parti che invece, dal mio punto di vista, erano fondamentali per l’equilibrio e il senso della canzone.**

Io ho sempre un’idea ben precisa in testa. Questo è il punto: per me, prima viene l’idea, poi la canzone. Sempre. È il mio unico vero mantra. E quando qualcuno vuole tagliare qua e là, io mi sento quasi come se stessi lavorando con l’obiettivo sbagliato. **Anche se magari, in teoria, condivido quell’obiettivo — fare numeri, aumentare gli ascolti — poi mi chiedo: a che prezzo? Io, quel prezzo, non sono disposto a pagarlo**”. 

"Le Macchine Non Possono Pregare" non è solo un disco ma fa parte di un progetto più ampio che comprende anche un fumetto: "Le due cose vanno insieme, sono intrecciate. E come se tu, leggendo il fumetto, acquisisci nuove sfumature del disco e ascoltando il disco acquisisci nuove sfumature del fumetto. Il fumetto mi ha molto appassionato negli ultimi anni è stato forse l'unica maniera in cui ho speso soldi" ci ha raccontato.

**Ha preso il via ieri sera a Torino l’instore tour che porterà Anastasio in giro per l’Italia per presentare il disco e suonare dal vivo alcuni brani.**

**Questi i prossimi appuntamenti: 12 aprile Bergamo **(Nxt Station, ore 17:00),** 13 aprile Bologna **(Locomotiv Club, ore 12:00),** 13 aprile Perugia **(Casa Roghers, ore 19:00),** 14 aprile Cesena **(Spazio Marte ore 17:00),** 14 aprile Arezzo **(Malpighi Hub, ore 21:00),** 15 aprile Roma **(Discoteca Laziale ore 18:00)** e 16 aprile Padova **(Amsterdam, ore 21:00).

di *Federico Arduini *
