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title: "Armin Zoeggeler, direttore tecnico della Nazionale di slittino: &#8220;Ai Giochi per fare la storia&#8221;"
description: "Manca poco alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Zoeggeler: \"Vincere una seconda volta, in casa è ancora meglio\""
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date: 2026-01-08
author: Nicola Sellitti
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categories: [I personaggi]
tags: [Italia, milanocortina2026, sport]
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# Armin Zoeggeler, direttore tecnico della Nazionale di slittino: &#8220;Ai Giochi per fare la storia&#8221;

![Armin Zoeggeler](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/Armin-Zoeggeler-1024x639.jpg)

Manca poco alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Zoeggeler: "Vincere una seconda volta, in casa, com’è accaduto a me vent’anni fa, è ancora meglio"

L’emozione traspare via telefono dal ritiro azzurro a Winterberg, in Germania, prima di un pacchetto di gare della Nations Cup, a meno di un mese dal via alle Olimpiadi di Milano e Cortina. Armin Zoeggeler, leggenda dello slittino italiano, doppio oro olimpico tra Salt Lake City 2002 e Torino 2006, è il commissario tecnico di una Nazionale azzurra apparsa assai in forma soprattutto lo scorso dicembre nello Utah, con quattro podi in diverse specialità.

Cresce intanto la tensione per i Giochi in casa e riemergono i ricordi per aver scritto la storia dello slittino azzurro: «Mi accompagnano sempre. Il mio primo successo coincise con la prima medaglia d’oro di sempre per l’Italia nello slittino e questo risultato cambiò molto, se non tutto: dopo quelle Olimpiadi negli Usa i nostri connazionali hanno cominciato a seguirmi tifando per me in Coppa del Mondo, ai Mondiali, agli Europei. Ancora oggi mi riconoscono» spiega Zoeggeler a “La Ragione”. Vincere ai Giochi ti assegna un posto nella storia dello sport: «Sì, è un passaporto per l’eternità. E vincere una seconda volta, in casa, com’è accaduto a me vent’anni fa a Torino, è ancora meglio. Una sensazione che non dimentichi mai. Vale più di tutto».

L’Italia torna a ospitare le Olimpiadi invernali a 20 anni dall’ultima volta. L’edizione di Milano e Cortina è costata oltre 5 miliardi di euro e sarà l’occasione di mostrare al mondo la nostra capacità organizzativa e gestionale, dopo l’opportunità svanita di Roma 2024: «È un momento eccezionale, qualcosa di incredibile. Per la mia squadra è un grande onore poter gareggiare fra i nostri connazionali. Attualmente siamo in Germania per la Coppa del Mondo, la squadra sta bene, ci sono i tempi per perfezionare l’uso dei materiali in vista di Cortina. Speriamo di non avere problemi di infortuni e di arrivare in piena salute alle gare dei Giochi».

Zoeggeler sa bene cosa significhi rappresentare l’Italia alle Olimpiadi casalinghe. Cominciano a montare l’emozione e anche, inevitabile, la pressione di ottenere un risultato all’altezza: «I miei ragazzi non possono provare la mia stessa emozione perché nessuno di loro ha mai disputato i Giochi in casa né ha mai potuto gareggiare in Italia perché non c’era una pista a disposizione. Per Torino 2006 mi preparai bene durante il ritiro che portava alla competizione, pensando solo a quello che si deve fare per arrivare al massimo nell’ultimo mese».

All’epoca vinse un fantastico oro per soli 11 centesimi, in un’atmosfera gelida dal punto di vista meteorologico (-15 gradi) ma bollente per l’entusiasmo che seppe accendere nel pubblico assiepato attorno alla pista di Cesana Pariol. Aveva addosso gli occhi degli italiani e del mondo, vinse perché era il migliore e fu celebrato con l’inno di Mameli in Piazza Castello. Zoeggeler è poi salito sul podio anche a Vancouver e a Sochi. È l’unico nella storia olimpica ad aver vinto una medaglia in sei edizioni consecutive dei giochi, dal 1994 al 2014, a cui vanno aggiunte 10 coppe del mondo e 6 ori mondiali.

Ora si ritrova alle Olimpiadi da selezionatore tecnico, perdipiù avendo in squadra anche sua figlia Nina. La narrativa dello sport italiano è ricca di genitori celebri che allenano i figli (Paolo Maldini e Gianmarco Tamberi sono forse stati i casi più mediatici): «Il nostro rapporto è chiarissimo, in squadra sono io il capo e il responsabile, nel resto della giornata sono il papà. Entrambi siamo stati d’accordo sin dal principio che avrebbe dovuto funzionare così e così funziona. I tecnici con cui lavoro sanno che Nina è un atleta come un’altra, non deve avere un trattamento speciale in quanto mia figlia».

Un’occhiata alla pista “Eugenio Monti” di Cortina, omologata in tempi *record* dopo i ritardi, le polemiche, l’*iter* infinito, la corsa contro il tempo. È il presente e soprattutto il futuro dello slittino italiano: «Una pista bellissima, l’Italia è riuscita a costruire davvero un impianto di grande valore. Dal punto di vista tecnico non è complicatissima, ma è difficile ottenere un buon tempo: si deve procedere in modo molto pulito dalla partenza e dalle prime curve fino alla prima salita. Da quel punto in poi non devi più commettere nemmeno il più piccolo errore. Inoltre non è pericolosa ed è un aspetto molto importante sia per la tutela degli atleti sia per quella dei giovani atleti che la useranno quando i Giochi saranno conclusi».

Di *Nicola Sellitti *
