Bambole di Pezza, dopo Sanremo arriva “Cinque”: «Non perfette, non fatte in serie. Siamo orgogliosamente l’effetto collaterale»
Il numero perfetto non esiste, ma per le Bambole di Pezza in questo momento storico è sicuramente il cinque
Bambole di Pezza, dopo Sanremo arriva “Cinque”: «Non perfette, non fatte in serie. Siamo orgogliosamente l’effetto collaterale»
Il numero perfetto non esiste, ma per le Bambole di Pezza in questo momento storico è sicuramente il cinque
Bambole di Pezza, dopo Sanremo arriva “Cinque”: «Non perfette, non fatte in serie. Siamo orgogliosamente l’effetto collaterale»
Il numero perfetto non esiste, ma per le Bambole di Pezza in questo momento storico è sicuramente il cinque
Il numero perfetto non esiste, ma per le Bambole di Pezza in questo momento storico è sicuramente il cinque. Cinque come le componenti della band, cinque come gli album pubblicati in oltre vent’anni di carriera, e cinque come le loro personalità – diverse, a tratti opposte – che si uniscono per formare un’unica identità. E proprio “Cinque” è il titolo del nuovo disco in uscita, che la rock band milanese pubblica a ridosso della recente partecipazione al Festival di Sanremo con il singolo “Resta con me”. «Questo album racconta nel modo migliore tutti i contenuti della nostra storia», spiegano le ragazze durante la presentazione alla stampa. Le registrazioni di questo quinto lavoro discografico fondano le radici nel passato della band, riprendendo brani nati addirittura prima del precedente disco “Wanted” (come “Antiproiettile”, pezzo focale contro la violenza sulle donne), fino ad arrivare ai brani scritti e finalizzati in un periodo di intenso stress emotivo e creativo, subito dopo la notizia della convocazione all’Ariston.
L’album si apre con “Effetto Collaterale”, un vero e proprio manifesto d’intenti. «Siamo sempre state delle diverse. I rockettari sono sempre stati un po’ degli emarginati fin dai tempi della scuola, ma noi portiamo avanti questo concetto con orgoglio», raccontano le musiciste. «Siamo una crepa che entra nel sistema e lo modifica. Il nostro scopo è essere ribelli ed essere sempre noi stesse». Il disco affronta temi profondi senza perdere l’attitudine punk-rock che ha sempre contraddistinto la band. Accanto al messaggio di sorellanza della power ballad sanremese “Resta con me”, ci sono canzoni che esplorano le mille sfaccettature della femminilità contemporanea. Da un lato c’è “Nuda ma alla moda”, che rivendica il diritto al desiderio femminile attivo e l’orgoglio di sentirsi belle padroneggiando il proprio corpo come spazio di scelta autonoma. Dall’altro c’è “Glitter“, definita dalla band la loro personalissima “revenge song“: un brano dal sound giocoso e catartico che racconta la felicità liberatoria dell’uscire da una relazione tossica. «Meglio sole che male accompagnate», chiosano sorridendo, rivelando come il testo nasca da un’esperienza molto personale della cantante Cleo. Non mancano i momenti di riflessione più amara, ma sempre orientati alla rinascita. Nel brano “Orizzonte Verticale”, la band canta: «Sono caduta a terra, ma vicino al mare. Se guardo l’orizzonte adesso è verticale». È un invito a trovare una prospettiva positiva anche nel momento in cui si tocca il fondo. «A volte andarsene da una situazione in cui si sta male porta a delle cadute, ma è meglio cadere e trovare la forza per rialzarsi piuttosto che rimanere immobili a soffrire per sempre», spiegano.
È la filosofia della cicatrice, che torna prepotentemente in pezzi come “666 sulla mia pelle” e la già citata “Antiproiettile”. La band oggi si sente più segnata dal passato o più resistente? «Più antiproiettile, ma viva le cicatrici», affermano con sicurezza. «Le donne che siamo oggi sono il risultato di aver dovuto camminare da sole, a volte provando dolore. Il dolore fa parte della vita, va attraversato per poi andare oltre. “Antiproiettile” vuole proprio spronare le donne a crearsi una corazza, a trovare la forza di denunciare e non farsi più ferire».
Il passaggio dal circuito indipendente (il fiero ‘Do It Yourself’ fatto di pandini scassati e locandine attaccate di notte) ai riflettori di Sanremo e ai team delle major non ha snaturato le Bambole di Pezza. Anzi, ha dato loro un senso di validazione professionale e un “megafono più grande” per veicolare i loro messaggi, in un’epoca musicale spesso priva di contenuti sociali. «Dopo 20 anni ci sentiamo di dire che finalmente ce l’abbiamo fatta», ammettono. «Poter essere un modello per i più giovani verso una cultura più paritaria per noi è fondamentale». Non c’è rischio però che le luci della ribalta le allontanino dalla loro vera natura. A chi chiede loro come gestiranno l’inevitabile diminuzione del tempo da dedicare esclusivamente alla musica suonata in favore degli impegni promozionali, la band risponde guardando già alla strada: «Qualunque faro acceso o spento avremo addosso, noi continueremo sempre a portare in giro la nostra musica. Il modo migliore di conoscerci è sempre ai concerti live». Il ritorno “On the Road” è già fissato: dal 15 aprile le Bambole di Pezza porteranno “Cinque” in un club tour di sette date italiane che partirà dal Fabrique di Milano. Le bambole sono pronte a riprendersi il palco. E questa volta, l’orizzonte è tutto per loro.
di Federico Arduini
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- Tag: musica, spettacoli
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