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Chiello, da Minneapolis al Festival: “Ero annoiato e quindi ho pensato di andare a Sanremo…”

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Abbiamo incontro Chiello oggi all’Arci Bellezza di Milano per uno showcase e quattro chiacchiere su Sanremo 2026 e sul nuovo disco “Agonia”

Chiello

Chiello, da Minneapolis al Festival: “Ero annoiato e quindi ho pensato di andare a Sanremo…”

Abbiamo incontro Chiello oggi all’Arci Bellezza di Milano per uno showcase e quattro chiacchiere su Sanremo 2026 e sul nuovo disco “Agonia”

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Chiello, da Minneapolis al Festival: “Ero annoiato e quindi ho pensato di andare a Sanremo…”

Abbiamo incontro Chiello oggi all’Arci Bellezza di Milano per uno showcase e quattro chiacchiere su Sanremo 2026 e sul nuovo disco “Agonia”

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Milano, Arci Bellezza. Non è un caso che Chiello abbia scelto questo luogo storico, sospeso tra passato e intimità, per presentare il suo nuovo viaggio. Sul palco non c’è spazio per basi preregistrate o artifici: solo lui, una band, e un suono che graffia e accarezza. Cinque brani dal vivo, intensi, suonati davvero, che pescano a piene mani dall’universo grunge e alternative anni ’90, restituendo una dimensione finalmente fisica, sudata, reale. È l’antipasto di “Agonia”, il nuovo album in uscita il 20 marzo, e del brano “Ti penso sempre” con cui l’artista sarà in gara al 76° Festival di Sanremo.

Un pezzo scritto da lui e composto da una squadra collaudata (Tommaso Ottomano, Saverio e Fausto Cigarini, Matteo Pigoni), scelto per l’Ariston per istinto: «Non so esattamente perché, è una sensazione», racconta Chiello. «L’ho sentito e ho pensato che fosse quello giusto, senza chiedermi troppo il perché. Penso sia uno di quei brani che possono arrivare a tutti». E se gli chiedi perché proprio Sanremo, la risposta è disarmante nella sua sincerità: «Semplicemente avevo bisogno di mettermi in gioco. Ero annoiato, quindi ho pensato di andare a Sanremo. Ho più paura del giudizio che ho io su me stesso che di quello degli altri».

Il titolo del disco, “Agonia”, non va preso alla lettera come sinonimo di dolore: «È una parola molto esistenziale, è il concept del disco. Non intesa solo come sofferenza, ma come lotta interna. È stato un periodo di transizione, ho vissuto dentro un conflitto ed è questo che accomuna tutte le tracce». Un conflitto che ha cercato di esorcizzare volando fino a Minneapolis, al Pachyderm Studio, tempio del rock dove sono nati dischi leggendari (dai Nirvana a PJ Harvey), per registrare un lavoro che promette di scavare nelle venature più profonde della solitudine e del desiderio.

La solitudine, del resto, è il filo rosso che lega anche l’estetica del progetto. La copertina è una fotografia di Todd Hido tratta dalla raccolta House Hunting: una casa desolata nella notte americana, illuminata da una luce fioca: «Mi piaceva questo concetto delle case desolate in mezzo al nulla», dice Chiello. «Si parla di scenari notturni e ho pensato che l’atmosfera si legasse bene con la musica. Le case nascondono racconti che spesso non vengono aperti. Mi piaceva questo legame: vedi più la storia che c’è dietro che l’atmosfera stessa».

Sul palco dell’Ariston, però, Chiello porterà anche un pizzico di provocazione, volontaria o meno. Nel testo di “Ti penso sempre” spicca la frase “Se ti vedo ti…”, che ha già fatto discutere. Lui la liquida con un’alzata di spalle: «Penso non ci sia tanto da spiegare. Mi piaceva lasciarla in sospeso, così ognuno può metterci quello che vuole. Dipende da quanto è maliziosa una persona: per me può essere “se ti vedo ti bacio”». E per la serata delle cover, la scelta è caduta su “Mi sono innamorato di te” di Tenco, in duetto con Morgan. Una mossa rischiosa?: «Non mi interessava delle polemiche. L’ho portato perché lo stimo molto come artista: per me il suo disco “Canzoni dell’appartamento” è una leggenda della musica italiana. Sarà un onore portarlo lì. Vedremo poi dopo».

E la gara? La competizione? «Sono abbastanza tranquillo. Non penso ci debba essere competizione nella musica, soprattutto su quel palco. Distaccate la musica dalla competizione», ribadisce Chiello con fermezza. «La vivo proprio con distacco, non mi interessa: spero di arrivare ultimo. Mi preparo andando in sala prove con la band, suoniamo e quello mi basta». Una filosofia che porterà anche fuori dall’Ariston, nel “Club Agonia”, uno spazio che allestirà a Sanremo per suonare dal vivo ogni sera: «Volevo creare un luogo che parlasse di musica, dove ci si potesse esibire. Siete tutti invitati». L’impressione, vedendolo sul palco dell’Arci Bellezza, è quella di un artista che ha trovato una nuova pelle, più ruvida e autentica. Non cerca il consenso facile, non teme le etichette. Chiello va a Sanremo per combattere la noia, armato solo della sua band e del primo capitolo di un disco, “Agonia”, che promette di essere tutto fuorché un’agonia da ascoltare.

Chiello tornerà sul palco con “Chiello Club Tour 2026”, sei date ad alta intensità. Questo il calendario:

16 APRILE 2026 – GRAN TEATRO GEOX – PADOVA
19 APRILE 2026 – ATLANTICO – ROMA
21 APRILE 2026 – TEATRO CARTIERE CARRARA – FIRENZE
22 APRILE 2026 – ESTRAGON – BOLOGNA
28 APRILE 2026 – ALCATRAZ – MILANO
29 APRILE 2026 – TEATRO CONCORDIA – VENARIA REALE (TORINO)

di Federico Arduini

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