---
title: "Concia, coordinatrice di Didacta Italia: &#8220;La scuola italiana sta attraversando una rivoluzione&#8221;"
description: "Intervista ad Anna Paola Concia, coordinatrice Didacta Italia: \"La scuola italiana sta attraversando da alcuni anni una vera rivoluzione\"."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/12/Anna-Paola-Concia-1024x682.jpg
date: 2025-12-19
author: Antonluca Cuoco
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/concia-coordinatrice-di-didacta-italia-la-scuola-italiana-sta-attraversando-una-rivoluzione/
categories: [I personaggi]
tags: [giovani, intervista, Italia, scuola]
---

# Concia, coordinatrice di Didacta Italia: &#8220;La scuola italiana sta attraversando una rivoluzione&#8221;

![Anna-Paola-Concia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/12/Anna-Paola-Concia-1024x682.jpg)

Intervista ad Anna Paola Concia, coordinatrice Didacta Italia: "La scuola italiana sta attraversando da alcuni anni una vera rivoluzione"

**L'ultima vera riforma della scuola risale al 1974.** Ma dalla scuola parte tutto: trascurarla – o considerarla poco più che un ammortizzatore sociale per prendere consenso – vuol dire mandare in rovina il futuro del Paese.** I dati dell’Ocse pongono l’Italia a un livello di qualità scolastica medio basso (36esimo posto su 57). **I report di Invalsi confermano anche le disuguaglianze territoriali e le difficoltà degli studenti.

È una riflessione sempre attuale e amara che sottoponiamo ad Anna Paola Concia, coordinatrice di [Didacta Italia](https://fieradidacta.indire.it/it/), la fiera più importante in Italia su questo argomento: «Sparare sulla scuola italiana è ormai uno sport nazionale. Della scuola sui media si parla soltanto male e questo fa audience. Con ciò voglio dire che va tutto bene? Certo che no, ma **la scuola italiana sta attraversando da alcuni anni una vera rivoluzione**» osserva l’ex parlamentare. Il merito di questo profondo cambiamento tuttora in corso si deve ad almeno due fattori determinanti: «Il grande lavoro di dirigenti e docenti illuminati da un lato, il ritorno degli investimenti sull’innovazione della didattica e degli ambienti di apprendimento (vedi il Pnrr ma non solo) dall’altro» spiega Concia.

«La scuola deve cambiare radicalmente, quella che abbiamo conosciuto e vissuto noi boomer– la scuola della riforma Gentile per intenderci, quella dell’alfabetizzazione di massa e delle lezioni frontali – andrà scomparendo grazie alle tecnologie, che sono uno strumento e non un fine, e grazie a nuovi ambienti di apprendimento. È un processo lento ma inesorabile che vedrà cambiare i dati Ocse e Invalsi».** La qualità delle scuole, dei professori e degli amministratori scolastici andrebbe verificata da un organismo professionale indipendente** (soprattutto dal governo e dai sindacati) che abbia il potere di allontanare i dirigenti scolastici e i docenti inadeguati, premiando quelli (e sono tanti) che con sacrifici e abnegazione hanno sinora tenuto in piedi la baracca.

Agli educatori migliori andrebbero riconosciuti ruolo, carriera, status e poteri disciplinari sugli studenti, così come uno stipendio all’altezza delle figure professionali che mandano avanti un’azienda. Alle scuole giova riconoscere l’autonomia di assumere i migliori, non chi ha accumulato punti secondo metodologie bizantine. Commenta Concia: «L’autonomia scolastica non è ancora compiuta e sicuramente è un obiettivo da realizzare. La valorizzazione dei docenti da un punto di vista economico è fondamentale, come lo sono la premialità e l’avanzamento di carriera. Sarebbe un grande passo avanti, così come lo sarebbe una riorganizzazione più moderna della scuola considerando le esigenze delle famiglie e del tipo di società in cui viviamo.

Penso ad esempio che tenere le scuole aperte d’estate sia una cosa buona e giusta, gli spazi degli istituti potrebbero essere utilizzati per venire incontro a quei genitori che lavorano, ovviamente su base volontaria». La sfida per rimettere al centro la scuola come motore di crescita del Paese è anche la battaglia di Didacta Italia, di cui Concia ci illustra qualche risultato: «In pochi anni è diventato l’evento più importante sull’innovazione della scuola che accompagna la rivoluzione a cui accennavo all’inizio.

L’urgenza è quella di innovare la scuola su tutto il territorio nazionale, non più a macchia di leopardo ma in modo uniforme, da Nord a Sud passando per il Centro, anche per colmare i divari territoriali. La formazione degli insegnanti e gli investimenti sono gli asset principali. Il rischio è che, dopo le tante risorse impiegate in questi anni sulla digitalizzazione, l’edilizia scolastica innovativa e la formazione dei docenti anche grazie al Pnrr, si interrompa il flusso di investimenti. Sarebbe un danno gravissimo che metterebbe a repentaglio l’obiettivo di mettere al centro la scuola come motore di crescita civile, culturale ed economica del Paese. Sulle nuove competenze si gioca il futuro civile ed economico dell’Occidente».

Di *Antonluca Cuoco*
