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title: Dai Tiromancino all’horror con amore, parla Federico Zampaglione
description: "Federico Zampaglione: da frontman dei Tiromancino, una delle band più romantiche e longeve del panorama italiano, a regista di film horror"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Federico-Zampaglione.jpg
date: 2024-06-20
modified: 2024-06-21
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/dai-tiromancino-all-horror-con-amore-parla-federico-zampaglione/
categories: [I personaggi]
tags: [Cinema, musica, Musica italiana]
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# Dai Tiromancino all’horror con amore, parla Federico Zampaglione

![Federico Zampaglione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Federico-Zampaglione.jpg)

Federico Zampaglione: da frontman dei Tiromancino, una delle band più romantiche e longeve del panorama italiano a regista di film horror come The Well

**Da *frontman* di una delle *band* più romantiche e longeve del panorama italiano, I Tiromancino, a regista di film *horror*: Federico Zampaglione continua a esplorare i mille volti dell’arte, anche quelli solo in apparenza distanti. Come ci ha raccontato**, «nella vita possiamo fare sogni ma anche incubi e a pensarci bene il terrore non è così distante dall’amore della mia musica: il gioco sta nel credere in certe fantasie, anche quando fanno paura. In fondo, l’*horror* è un genere per inguaribili romantici».

**In uscita a fine luglio, la pellicola *horror*-gotica “The Well” è il suo quinto lavoro dal 2007 e vede come protagoniste l’ex compagna Claudia Gerini e la loro figlia Linda.** Una passione, quella per un genere così peculiare, che ha accompagnato **Zampaglione** sin da ragazzo e in cui ritiene possibile portare avanti la propria cifra stilistica, al pari della musica: «Non mi sono mai interessati il successo o i soldi ma l’espressione di emozioni più profonde, che entrino sottopelle. Non condanno forme più leggere di intrattenimento ma non mi rappresentano».

**Nel far cinema essere ‘quello dei Tiromancino’ non lo ha mai aiutato, al contrario**: «È stato sempre visto come un’intrusione, soprattutto quando ho virato su un genere così distante dalle atmosfere riflessive della mia musica. Solo quando ho portato i miei prodotti all’estero e ho riscosso successo sono stato preso sul serio. **L’Italia non è un Paese che premia gli artisti *multitasking*. Me la sono dovuta sudare**».

di *Raffaela Mercurio*
