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title: Dalla Napoli porosa alle Vele di Scampia, parla Gianfranco Gallo
description: "Gianfranco Gallo: \"Io credo che a Napoli oggi abbiano piuttosto un complesso di superiorità, quello sì molto fastidioso e inutile\""
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date: 2024-08-09
author: Felice Massimo De Falco
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/dalla-napoli-porosa-alle-vele-di-scampia-parla-gianfranco-gallo/
categories: [I personaggi]
tags: [intervista, napoli]
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# Dalla Napoli porosa alle Vele di Scampia, parla Gianfranco Gallo

![Gianfranco Gallo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1456-1024x639.jpg)

Gianfranco Gallo: "Io credo che a Napoli oggi abbiano piuttosto un complesso di superiorità, quello sì molto fastidioso e inutile"

Quando Gianfranco Gallo, figlio del grande Nunzio Gallo – artista napoletano verace e uomo di cultura – ha saputo che in una Vela di Scampia un ballatoio era venuto giù,** ha deciso di scrivere un *post* su Facebook: «Le Vele che si auto abbattono, i parchi della Corrida, i decreti preteschi. L’onda della politica non ha colore, lascia solo schiuma**. Gli uomini non valgono nulla, gli ideali non più, le idee quanto più corte e interessate, quelle valgono.** E i cittadini a fare il minuto di silenzio e un’eternità di compromessi».**

**Trovare un responsabile è l’esercizio retorico più diffuso in Italia.** Gallo si esclude dai ricercatori della verità: «**Non mi permetto di parlare di Scampia perché non conosco bene i fatti,** dall’esterno posso dire che come impressione mi arriva un coacervo di colpe». «**Io me voglio salva’**» diceva don Ciro tra le vele di Scampia, nel racconto cinematografico di “Gomorra” di cui Gianfranco Gallo è autorevole interprete. **Salvarsi da Scampia, luogo in cui si incrociano il sacro e profano, «il disagio e la speranza». **L’attore sembra disilluso, pur essendo immerso completamente nella vita di Napoli: «**Prediligo dare voce ai meno fortunati e alle minoranze**». Riflette sulla complessità delle responsabilità, evita i facili giudizi: **«“Gomorra” è stato un mezzo di richiamo per Scampia che ha attirato un’attenzione che non c’era». **

Il filosofo napoletano Aldo Masullo diceva che Napoli era vittima dei suoi simbolismi e di luoghi comuni. Gallo confuta questa tesi: «**Io credo che a Napoli oggi abbiano piuttosto un complesso di superiorità, quello sì molto fastidioso e inutile**». Nel 1924 Walter Benjamin decide di scrivere “Napoli porosa” durante un soggiorno a Capri. Nasce l’immagine di Napoli città porosa. Ciò che Benjamin percepisce come ‘poroso è la compenetrazione di aspetti assai diversi che si mescolano in un’unica immagine: nulla è definitivo. **Immagini di città che si mescolano alle concezioni di Gallo in cui «Napoli fuori viene vista come una città speciale, per le sue bellezze meravigliose e per gli aspetti che non vanno, com’è giusto che sia, ma l’importante è l’onestà intellettuale. **Ho l’impressione che Napoli, essendo una città in continua evoluzione, sfugga a qualsiasi etichetta. Per quelli che non vivono qui, Napoli è quella che noi percepivamo un po’ di tempo fa».

Scampia è il *totem* baciato da tutti, artisti compresi, per scrivere libri, canzoni e film fortunati? «**Non so rispondere, non credo nelle storie confezionate per avere successo. **Credo piuttosto che quella zona, come tante altre, **possa ispirare chi crea per la sua potenza simbolica in un senso e nel suo opposto**». È il caso di Geolier, poco più che ventenne, venuto fuori con forza dalle periferie e che oggi si trova ad avere sulle spalle i riflessi di un popolo. Dice Gallo: «**Apprezzo l’ascesa artistica, ma non è il mio genere. Sono vecchio, mi piace ancora la melodia, mi piacciono i testi degli autori.** È senz’altro un fuoriclasse e qualche suo brano mi piace molto, ma non ha nulla sulle spalle. Napoli è tante cose, il suo peso è ben diviso».

Gallo conclude con una disanima spietata sullo stato della cultura a Napoli: «**È in mano alla politica, al di là dei partiti che cambiano al governo. E finché sarà così, i politici fanno gli impresari. **E non mi risulta che Remigio Paone, Paolo Grassi ma pure David Zard fossero dei politici. Spesso il loro livello culturale e il loro gusto sono pessimi. **Sono persone infognate in carriere da squali, in burocrazia, atti, battaglie contro avversari che diventano nemici**. Non si vede quale arte e quale cultura possano proporre».

di *Felice Massimo De Falco*
