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title: "Enrico Ruggeri e &#8220;La caverna di Platone&#8221;"
description: "È uscito oggi il nuovo disco di Enrico Ruggeri \"La caverna di Platone\". Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui"
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date: 2025-01-17
modified: 2025-01-19
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/enrico-ruggeri-e-la-caverna-di-platone/
categories: [I personaggi]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Enrico Ruggeri e &#8220;La caverna di Platone&#8221;

![Enrico Ruggeri](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Evidenza-sito-1919-1-1024x639.jpg)

È uscito oggi il nuovo disco di Enrico Ruggeri "La caverna di Platone". Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui

**40 dischi e oltre 50 anni di carriera spesi su palch**i, davanti a telecamere e microfoni, un solo nome: **Enrico Ruggeri**. Senza dubbio tra gli artisti più prolifici della musica di casa nostra, Ruggeri è in uscita oggi in fisico e digitale con il suo ultimo lavoro in studio “**La caverna di Platone**”, di cui ci ha raccontato la genesi: “Finita la registrazione de “*La rivoluzione”* tre anni fa, ho cominciato a scrivere due o tre pezzi al mese. Avendo il mio studio e un "laboratorio perenne" con la band, registravamo un po' alla volta. Poi partivamo per la tournée, tornavamo e lavoravamo su altri brani. Alcuni li abbiamo eliminati, un po’ come una tela di Penelope. Per tre anni abbiamo passato dieci o quindici giorni al mese in studio, tra fare e disfare.** A un certo punto, abbiamo messo la parola "fine" e siamo partiti con le danze**”. Un disco prodotto con grande libertà, svincolato da logiche di mercato, spinto da un sentimento di forte passione: “L’entusiasmo è inevitabile con l’ultimo album, ma continuo a pensare che le mie cose migliori le ho fatte dal 2017, dalla Réunion dei Decibel. Da quel momento è scattata una molla diversa, forse perché sono tornato in studio con persone che non ci entravano da 35 anni, con un approccio completamente nuovo. **Oppure perché oggi il mercato musicale è così scarno che, paradossalmente, ti senti libero di fare esattamente ciò che ti passa per la testa. Non c’è più un range tra vendere 10.000 copie e 600.000, come una volta. Oggi la differenza è tra vendere poco o nulla, quindi tanto vale seguire l’istinto**” ci ha confidato Enrico.

Ecco perché questo sarà probabilmente** il suo ultimo disco inteso come tale**: “**Non mi sono stufato di fare musica.** Anzi, è quello che voglio fare, che so fare e che mi piace fare. Il problema è passare tre anni a lavorare su qualcosa che sembra facciano di tutto per eliminarla. **Ti vendono un’auto nuova e non ci trovi più il lettore CD. Una volta era lì, di serie. Ora è evidente che non vogliono che tu ti rivolga a quel pezzo di plastica. **Non è più considerato parte del mondo "moderno". **“La caverna di Platone” è un disco suonato e che suona caldo e vero alla vecchia maniera**: 13 brani (5 in più nella versione vinile) con un solo feat (con suo figlio, Pico Rama) per diverse atmosfere sonore, dal rock al valzer fino al piano e flicorno, dall’orchestrazione alle chitarre (merce rara al giorno d’oggi).** I temi trattati sono tanti e in un’epoca di superficialità è sempre un bene poter ascoltare chi invece si espone per raccontare il nostro presente (e il nostro passato) in tutta la sua complessità. **

Dagli intellettuali scomodi fino al tema della guerra, Ruggeri non si nasconde e canta senza peli sulla lingua quello che pensa. **Tra i pezzi più toccanti spicca “La bambina di Gorla”, a 80 anni dalla strage**: “Ho sentito parlare della tragedia di Gorla quando avevo 4 o 5 anni, perché mia madre insegnava in quella scuola. Era lì il lunedì, il martedì e il mercoledì. La bomba cadde di venerdì. Quindi, per una pura concomitanza del destino, mia madre non era presente quel giorno. **Per lei fu una tragedia immensa: erano morti i suoi bambini, i suoi allievi e le sue colleghe**. Fin da piccolo ho vissuto questa storia attraverso i racconti di mia madre, che aveva quasi una sorta di sindrome del sopravvissuto. **È un brano che, in un certo senso, si scontra con la narrazione dell’"americano buono e liberatore" che porta le caramelle. Certo, c’era anche quello.** **Ma non solo: la guerra era già vinta quando hanno sganciato quelle bombe” ha raccontato. **E a chi gli chiedeva di tornare sulla vicenda**[Tony Effe](https://laragione.eu/interviste/tony-effe/) Ruggeri ha spiegato**: “Non è una questione di argomenti. Io, come tutti quelli della mia generazione, ho ascoltato musica creata da artisti che hanno attraversato gli abissi più oscuri, come il *Berlin* di Lou Reed. Altro che "frugare nel male": parliamo del male totale. Abbiamo letto Bukowski, ascoltato Tom Waits. Non ci scandalizza nulla”.

Il problema per Enrico è un altro: “Non è il tema, ma come lo tratti. Se dico che un ragazzino ammazza una vecchia usuraia, sembra una storia di cronaca nera, no? E invece è “*Delitto e castigo”*, la trama di Dostoevskij. Non puoi ignorare che la profondità del linguaggio è fondamentale per creare qualcosa che abbia davvero valore”.  E sul ritorno in tv con il programma di successo “Gli occhi del musicista” e su chi associa il suo ritorno al governo Meloni, Ruggeri non le manda a dire: “Io credo di saper fare bene *quella* televisione. La vera notizia, a mio parere, non è che mi abbiano chiamato ora, ma che non mi chiamassero prima. Qualcuno avrebbe dovuto scrivere un articolo su quello: perché non mi chiamavano più?”. L’artista presenterà il disco in **due concerti speciali: l’1 aprile ai Magazzini Generali di Milano e il 3 aprile al Largo Venue di Roma.**

di* Federico Arduini*
