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title: Polarizzare per meglio fatturare, parla Franz Russo
description: Le infrastrutture dell’informazione sono le piattaforme online. Il digital social media strategist Franz Russo ci racconta la sua prospettiva
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date: 2024-05-22
modified: 2024-06-07
author: Antonluca Cuoco
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/franz-russo/
categories: [I personaggi]
tags: [social, social media, tech]
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# Polarizzare per meglio fatturare, parla Franz Russo

![Franz Russo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Franz-Russo.jpg)

Oggi le vere infrastrutture dell’informazione sono le piattaforme *online*. Il *digital social media strategist* Franz Russo ci racconta la sua prospettiva

**Nel giorno del World Password Day (lo scorso 2 maggio) la società specializzata in *cybersecurity* Surfshark ha diffuso i dati relativi alla mappa mondiale delle violazioni dei dati**. L’Italia è nona, con circa 267 milioni di *account* compromessi dal 2004.** Oggi le vere infrastrutture dell’informazione sono le piattaforme *online*. Il *digital social media strategist* Franz Russo segnala come quelli che un tempo erano *social network* da qualche anno sono diventati *social media***, cioè luoghi dove si condividono anche le notizie. Solo che le informazioni e le notizie hanno assunto via via un ruolo sempre più crescente: «**La logica di base è quella di mantenere alto il coinvolgimento degli utenti sulle piattaforme. Quindi allungare il tempo che si trascorre sui *social*. **Questo parametro viene perseguito con l’impostazione di algoritmi che, anche sfruttando l’intelligenza artificiale, hanno questo specifico compito. **Gli algoritmi rispondono a regole precise, quindi sono il risultato della personalizzazione della piattaforma.** Mostrano ciò che vogliono proporre agli utenti. È quello che aiuta le piattaforme a mantenere le persone incollate. Di conseguenza, oltre alla personalizzazione dell’algoritmo, si perfeziona un sistema di *advertising* e monetizzazione basato sulle visualizzazioni e interazioni. I**l dato vero è che queste piattaforme (che sono aziende private) hanno assunto dimensioni enormi all’interno delle quali sono riversate le nostre informazioni e i nostri dati».**

**Si apre quindi una riflessione profonda sul se e come intervenire per provare a salvaguardare il principio della libertà di espressione**, che non significa libertà di dire (e fare) qualsiasi cosa senza responsabilità. Non a caso l’Unione europea ha avviato un’indagine su Facebook e Instagram per il rischio di disinformazione russa in vista delle elezioni europee. **L’utenza delle piattaforme è quotidianamente sottoposta a campagne di *fake news* con la sfida alla ‘moderazione’ sempre più attuale, tanto più in un anno elettorale come il 2024.**

**Il caso di Twitter, acquisita da Elon Musk e trasformata in X, è emblematico**. Ridurre il personale – soprattutto quello con il compito di garantire la sicurezza della piattaforma – insieme a un principio esteso ai massimi livelli riguardo alla libertà di parola (come rivendica Musk) ha portato allo scenario attuale. Franz Russo osserva che l’esito è stato un «**aumento della disinformazione e della mala-informazione che diventa difficile da controllare**». X poi ha progressivamente alimentato il principio dell’autogestione con le “Note della collettività”, senza alcun controllo delle informazioni da parte di enti esterni. **La sfida della ‘moderazione’ è quella di tutte le piattaforme e si può affrontare con modelli *standard*, con maggiore trasparenza e responsabilità e con un numero adeguato di persone che – grazie all’intelligenza artificiale – possano garantire un processo all’altezza del compito**. Adesso, con la stessa IA come strumento di disinformazione difficile da gestire, queste piattaforme ne pagano le conseguenze e potremmo assistere all’uso dell’intelligenza artificiale che frena *fake news* contro la stessa intelligenza che le diffonde».

Mentre in alcune aree del mondo nascono *startup* innovative, in Europa si producono regolamenti. Conclude Franz Russo: «**Dobbiamo ritenerci fortunati a essere nell’Unione europea proprio perché siamo in grado di sopperire alla mancanza di sviluppo di aree tecnologicamente avanzate con la capacità di elaborare norme all’avanguardia che sono poi prese a esempio altrove.** È vero, non abbiamo la nostra Silicon Valley. Esistono delle aree nell’Ue dove si cerca di fare innovazione, ma sono tentativi non paragonabili a quelli negli Usa. Però possiamo offrire il nostro contributo affinché l’innovazione e le tecnologie del momento (intelligenza artificiale *in primis*) vengano regolate in modo da produrre effetti che possano giovare a tutti. Tenendo ben presente che i fruitori principali (non finali) sono i cittadini».

di *Antonluca Cuoco*
