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Fulminacci, da “Stupida sfortuna” a “Calcinacci”: Sanremo, disco nuovo e tour nei “palazzacci”

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Abbiamo incontrato Fulminacci prima della sua partecipazione a Sanremo 2026 con “Stupida sfortuna”. L’occasione per parlare del nuovo disco e del tour nei palazzetti

Fulminacci

Fulminacci, da “Stupida sfortuna” a “Calcinacci”: Sanremo, disco nuovo e tour nei “palazzacci”

Abbiamo incontrato Fulminacci prima della sua partecipazione a Sanremo 2026 con “Stupida sfortuna”. L’occasione per parlare del nuovo disco e del tour nei palazzetti

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Fulminacci, da “Stupida sfortuna” a “Calcinacci”: Sanremo, disco nuovo e tour nei “palazzacci”

Abbiamo incontrato Fulminacci prima della sua partecipazione a Sanremo 2026 con “Stupida sfortuna”. L’occasione per parlare del nuovo disco e del tour nei palazzetti

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Manca poco al ritorno di Fulminacci sul palco dell’Ariston: il cantautore romano si presenta alla 76ª edizione del Festival di Sanremo con “Stupida sfortuna” e un nuovo album in arrivo, “Calcinacci”, fuori il 13 marzo. Un doppio orizzonte, Festival e disco, che racconta una fase di maturità artistica, tra canzone d’autore contemporanea, ironia e una delle penne più interessanti del panorama odierno.

E Fulminacci torna all’Ariston dopo averlo vissuto in una delle edizioni più anomale di sempre, “in una versione senza pubblico, con i palloncini al posto del pubblico. Palloncini che tra l’altro sono la mia più grande paura”. “È stato tremendo”, ammette, ricordando un’esperienza fatta di esibizioni isolate e di un dietro le quinte quasi sospeso: “Avevo come divertimento solo l’esibizione e poi dovevo tornare in albergo, dove mangiavo, facevo tutte le interviste su Zoom, quindi da quel punto di vista era più noioso”. Stavolta l’approccio è diverso: “Ci vado con uno spirito molto più allegro”, racconta, dopo aver “assaggiato l’atmosfera reale” del palco da ospite di Gazzelle due anni fa.

Al centro di questo ritorno c’è “Stupida sfortuna”, che Fulminacci definisce “il brano giusto perché è una canzone onesta”, scritta insieme a Golden Years, produttore che “ha prodotto poi quasi tutto il mio disco”. I due si incontrano in studio quasi per prova e da quella sessione nasce il brano che poi arriverà sul palco dell’Ariston: “Non è un pezzo scritto apposta per Sanremo, cosa che non funziona mai perché è sempre un po’ forzata”, sottolinea, ricordando come l’arrangiamento fosse “fin dall’inizio adatto all’orchestra”, senza interventi cosmetici in corsa.

Attorno a “Stupida sfortuna” si costruisce “Calcinacci”, un album che attraversa addii, fughe, relazioni irrisolte e desideri che cambiano forma, soffermandosi su quegli istanti apparentemente ordinari che, se osservati con attenzione, diventano straordinari. È un disco che “ride delle proprie sventure”, accetta le contraddizioni, “si sporca le mani con l’imperfezione e ne fa un punto di forza”, tra ironia a tratti spiazzante e una malinconia leggera che accompagna ogni traccia. Ogni brano funziona come un piccolo racconto, una collezione di istantanee che restituisce un personaggio che non teme di stare nel mezzo, tra fragilità e sarcasmo, tra resa e rilancio.

In conferenza stampa, il cantautore ha raccontato anche la genesi del titolo, giocando sull’autoironia che attraversa tutto il progetto: “Calcinacci è una parola brutta, suona proprio male, sembra una cosa da togliere, da buttare via, e mi piaceva l’idea di farci invece un disco sopra”. L’immagine dei calcinacci diventa così una metafora di ciò che resta dopo i crolli, materiali ed emotivi: “Sono i pezzi che cadono quando qualcosa si rompe, ma sono anche quello con cui puoi ricostruire, o almeno farci una canzone”. Proprio da questa suggestione è nato anche un corto legato all’album, un piccolo racconto visivo che gioca con la stessa estetica di rovine quotidiane, piccoli disastri domestici e tentativi di rimettere insieme i pezzi: “Volevamo che fosse un’estensione del disco, non un videoclip in senso stretto, ma un modo per stare un po’ di più dentro quel mondo lì”, ha spiegato

A completare il quadro arrivano le collaborazioni con Franco126 e Tutti Fenomeni, “due tasselli diversi ma perfettamente armonici”, artisti affini per sensibilità e sguardo che si inseriscono con naturalezza nell’universo narrativo di “Calcinacci” senza snaturarlo. Questo Sanremo coincide anche con un salto di dimensione dal vivo: ad aprile partirà il primo tour nei palazzetti, “Il Palazzacci Tour 2026”, che porta Fulminacci dentro spazi più grandi: “Fa ridere chiamarlo così, sembra il posto sbagliato dove andare a suonare, ma in realtà per me è un traguardo enorme”, scherza Fulminacci. “Ho sempre avuto l’idea dei concerti come di qualcosa di molto vicino, quasi da salotto, e l’idea di portare questo mondo nei palazzetti mi emoziona e mi spaventa allo stesso tempo”. “È un po’ come coi calcinacci: prendi qualcosa che sembra fuori posto e ci costruisci sopra, sperando che alla fine la gente ci si riconosca e ci si diverta”.

Di seguito il calendario di tutte le date, prodotte e organizzate da Magellano Concerti, che saranno l’occasione per ascoltare dal vivo i nuovi brani e i suoi più grandi successi:

09 aprile 2026 – ROMA, Palazzo dello Sport
11 aprile 2026 – NAPOLI, Palapartenope
15 aprile 2026 – MILANO, Unipol Forum
18 aprile 2026 – FIRENZE, Nelson Mandela Forum

di Federico Arduini

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