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title: I conti non fatti con il passato, parla Edith Bruck
description: Le parole di Edith Bruck, 93 anni, superstite dell’Olocausto. Ha raccontato l’incontro a Roma di 11 anni fa con la sua kapò di Auschwitz
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date: 2025-02-20
author: Giacomo Chiuchiolo
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/i-conti-non-fatti-con-il-passato-parla-edith-bruck/
categories: [I personaggi]
tags: [storia]
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# I conti non fatti con il passato, parla Edith Bruck

![Edith Bruck](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/Edith-Bruck-1024x639.jpg)

Le parole di Edith Bruck, 93 anni, superstite dell’Olocausto. Ha raccontato l’incontro a Roma di 11 anni fa con la sua kapò di Auschwitz nel libro “La donna dal cappotto verde” edito da La Nave di Teseo. E tanto altro

**La donna col cappotto verde le sussurra alle spalle: «Ma tu sei Edith di** [Auschwitz](https://laragione.eu/life/cultura/le-orchestre-di-auschwitz/)**?». Si ritrovano a Roma, vicino a via del Babuino, zona centralissima dove Edith Bruck vive da anni. La donna col cappotto verde è un’ex *kapò* del *lager***: «Era il nostro capo: dava ordini, ma anche botte. Era una sopravvissuta polacca, deportata due anni prima di noi. Eseguiva insieme ad altri gli ordini dei tedeschi, annunciavano la selezione, ci mettevano in riga». **Cinque persone per fila, se ce n’erano di meno gli ultimi due finivano al crematorio**: «La lotta era sempre quella: essere in cinque. Pensi che problema enorme… Per non essere tagliati fuori, si arrivava perfino a comprare una persona in cambio di un pezzo di pane. Ma poi magari, in un’altra fila, qualcuno rimaneva di nuovo fuori…».

**Edith Bruck, 93 anni, è una superstite dell’Olocausto. Ha raccontato l’incontro a Roma di undici anni fa con la sua *kapò* di Auschwitz nel libro “La donna dal cappotto verde” edito da** [La Nave di Teseo](https://lanavediteseo.eu/): «Nei campi portava un cappotto di *tweed*. Prendevano i cappotti più belli, più caldi, quelli che avevano tolto a noi. Quando ho sentito di nuovo la sua voce è stato come ricevere una coltellata, un colpo di pistola alla schiena. Da quel momento ha iniziato a perseguitarmi. Aveva paura che la denunciassi. Cercava di offrirmi la sua casa a metà prezzo, ma io non avevo soldi. Mi invitava a prendere un caffè. Avevo paura di lei».

**La donna dal cappotto verde è sparita poco dopo all’improvviso, così come era apparsa. Edith Bruck ne ha scritto, come ha scritto libri, saggi e racconti per mantenere vivo il ricordo**: «Per me ogni giorno è il Giorno della Memoria. Ridurre tutto a un solo giorno, in cui tutti ne parlano, rischia di essere controproducente» **dice a “La Ragione”. E sul pericolo che tutto prima o poi sarà dimenticato cerca di essere ottimista**: «Io non sono d’accordo con [Liliana Segre](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/liliana-segre-grazie-allamico-fabio-fazio/) che dice che tutto finirà nell’oblio, che nessuno ricorderà più niente, che tutto sarà cancellato. Io credo che qualcosa rimarrà».

**A inizio febbraio il murale che la raffigura insieme a Liliana Segre e Sami Modiano è stato di nuovo vandalizzato**: «L’antisemitismo non è mai stato estirpato e mai lo sarà. Ogni volta che succede qualcosa, come la guerra a [Gaza](https://laragione.eu/esteri/gaza-rilasciati-altri-tre-ostaggi-israeliani/), riemerge. È sempre lì, sotto le ceneri, pronto a riaccendersi». **Oggi più che mai**: «Come sempre la colpa ricade su tutti gli ebrei, come se tutti pensassero quello che pensa [Netanyahu](https://laragione.eu/esteri/in-israele-e-rivolta-contro-netanyahu/). Ma non è così. Anzi, quello che sta accadendo sta creando dei danni agli ebrei di tutto il mondo. Non c’è l’ebreo singolo: “Voi ebrei, voi ebrei, voi ebrei”. Tutti vengono giudicati insieme».

«È così da sempre» **aggiunge con la voce incrinata. Si rilassa un po’ quando parla dell’Italia che l’ha accolta negli anni Cinquanta. Molto diversa, racconta, da quella di oggi**: «All’epoca non ho mai avvertito odio nei miei confronti. Nonostante gli stenti la sera ci si divideva la zuppa di cavoli. Era una povera Italia, oggi è più ricca ma non si divide più niente. Mi sembra diventata un Paese indifferente, disumanizzato». **E che non ha fatto ancora i conti con il proprio passato**: «Nessun Paese si è confrontato con la propria storia dopo la guerra. È sempre un “Facciamo la pace, viviamo in pace, cancelliamo tutto, cominciamo da capo”. E così non cambia nulla. In Europa l’unico Paese che in qualche maniera si è confrontato con il proprio passato è stato proprio la Germania». **Dove però oggi si riaffaccia lo spettro dell’estrema destra di AfD**: «È un disastro. Non solo per me in quanto ebrea ma per tutte le democrazie, se ancora ce ne sono». **Le fa paura?** «Io non credo che la storia possa mai ripetersi nella stessa misura. Credo sia impossibile che dopodomani un milione di bambini vengano bruciati in un forno crematorio».

di *Giacomo Chiuchiolo*
