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title: Il cinema, l’arte e la vita, parla Vincent Macaigne
description: "Intervista a Vincent Macaigne nei panni dell'amico di Degas e Renoir in \"Ritratto di un amore\", nelle sale dal 16 maggio"
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date: 2024-05-09
author: Massimo Balsamo
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/il-cinema-larte-la-vita-parla-vincent-macaigne/
categories: [I personaggi]
tags: [Cinema, personaggi]
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# Il cinema, l’arte e la vita, parla Vincent Macaigne

![Il cinema, l’arte e la vita, parla Vincent Macaigne](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-5-1.jpg)

Intervista a Vincent Macaigne, tra i migliori attori del panorama internazionale, nei panni dell'amico di Degas e Renoir in "Ritratto di un amore", nelle sale dal 16 maggio

Una passione travolgente, un’unione indissolubile, un amore fuori da ogni schema. **Quando il pittore francese Pierre Bonnard incontra Marthe de Méligny, cerca solo una modella disposta a posare per lui**. Quello che trova è molto più di una musa: Marthe si rivela un’anima affine, una compagna d’arte e di vita, una donna dallo spirito moderno e indipendente. **Tra i film più apprezzati dell’ultimo Festival di Cannes, “Ritratto di un amore” di Martin Provost arriverà nelle nostre sale il 16 maggio distribuito da [I Wonder Pictures](https://iwonderpictures.com/) e [Unipol Biografilm](https://corporatesponsorship.unipol.it/it/entertainment/unipol-biografilm-collection)**.

**A vestire i panni del *post* impressionista amico di Degas e Renoir è Vincent Macaigne**, tra i migliori attori del panorama internazionale e grande **protagonista della quattordicesima edizione del [Rendez-vous](https://www.institutfrancais.it/italia/rendez-vous-festival-del-nuovo-cinema-francese-3)**, il più prestigioso evento cinematografico italiano dedicato al cinema francese.

Classe 1978, l’artista parigino ha dimostrato ancora una volta la sua incredibile versatilità. «**Quando interpreti un personaggio realmente esistito devi fare un grande sforzo**» ci racconta. «Di Pierre Bonnard avevamo soltanto qualche fotografia, non esistono video e quindi non sapevamo come parlasse o si muovesse. Il personaggio che ho provato a ricreare corrisponde all’idea che ne aveva il regista». Per entrare nel ruolo, Macaigne ha seguito un corso di pittura: «**Ho dovuto imparare a dipingere come lui. Mi sono anche dovuto depilare**» ammette sorridendo. «Io sono molto peloso ma il regista voleva mostrare la mano e il braccio del pittore. È stato un lavoro estremamente interessante».

Macaigne è entrato nell’universo di Provost e ha regalato l’ennesima interpretazione eccellente in una pellicola che esplora il confine fra arte e vita. Lui, attore e regista di cinema e di teatro, sa cosa significa: «**Quello che è piaciuto di “Ritratto di un amore” è che Bonnard ha cercato di dipingere Marthe due o tremila volte, senza mai riuscirci**: non è mai stato in grado di catturare il suo sguardo, il suo viso. Questa è stata la molla che ha fatto scattare la voglia a Martin Provost di fare questo film: **è come se tutta la carriera di Bonnard fosse stata dedicata a cercare di capire questa donna misteriosa**».

Spesso bistrattato da qualche solone, il cinema italiano rappresenta una grande fonte di ispirazione per Macaigne. «**Penso a Federico Fellini e alla sua maniera di portare sullo schermo Roma. A Pier Paolo Pasolini e al modo in cui dipinge la tragedia e il reale**. E ancora ad Antonioni, a Visconti, a “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola, a “Il caso Mattei” di Francesco Rosi» afferma con grande trasporto. «**Amo anche il cinema contemporaneo: Nanni Moretti, Bellocchio, Sorrentino, Alice Rohrwacher… Ci sono tantissimi cineasti interessanti che rappresentano un punto di riferimento**. Sono sempre rimasto colpito dalla capacità del cinema italiano di mischiare il grande senso della tragedia con il quotidiano. Ma penso anche al teatro: stimo Romeo Castellucci, Emma Dante e Pippo Delbono».

**Purtroppo la collaborazione fra il cinema italiano e quello francese ha subìto una battuta d’arresto**, ma Macaigne è pronto a riprendere il filo del discorso: «**Il cinema italiano è sempre stato molto più internazionale e potente di quello francese: ha saputo catturare, impossessarsi di alcune storie e renderle universali**. Quando lo Stato ha aiutato il movimento, il vostro cinema ha cambiato il mondo, influenzando anche gli altri Paesi». Parola di Macaigne.

*di Massimo Balsamo*
