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title: "Il dissidente russo Andrej Pivovarov: &#8220;Solo la società russa può fermare Putin&#8221;"
description: Per fermare Putin non basteranno la resistenza dell’Ucraina e il sostegno dell’Europa. Ne è convinto Andrej Pivovarov
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date: 2024-11-19
author: Giacomo Chiuchiolo
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/il-dissidente-russo-andrej-pivovarov-solo-la-societa-russa-puo-fermare-putin/
categories: [I personaggi]
tags: [esteri, Putin]
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# Il dissidente russo Andrej Pivovarov: &#8220;Solo la società russa può fermare Putin&#8221;

![Andrej Pivovarov](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/interviste-DEF-54.jpg)

Per fermare Putin non basteranno la resistenza dell’Ucraina e il sostegno dell’Europa. Ne è convinto Andrej Pivovarov

**Per fermare Putin non basteranno la resistenza dell’Ucraina e il sostegno dell’Europa. Ne è convinto Andrej Pivovarov,** dissidente russo di 43 anni, ex direttore del movimento Open Russia, arrestato nel 2021 e condannato nel luglio del 2022 a quattro anni di carcere con l’accusa di aver partecipato alle attività di un’organizzazione ‘indesiderata’. **È uno dei prigionieri liberati a inizio agosto nello scambio fra Russia e Occidente e ora, da dissidente in esilio, continua la sua lotta al regime russo**: «C’è una sola via per fermare Putin: **l’opposizione della società civile russa, che dovrà spingere dall’interno chiedendo la fine della guerra e un cambio alla guida del Paese**» spiega a “La Ragione”. «**La guerra va avanti da quasi tre anni, Putin è ancora al potere e l’economia non sembra crollare**. Sto lavorando per sviluppare una strategia affinché le persone possano dimostrare che la Russia non è Putin, **che molti ora lo vedono come colui che sta portando il Paese in un vicolo cieco e che i russi all’interno si oppongono a ciò che sta accadendo**».

Superata la soglia dei mille giorni dall’inizio della guerra in Ucraina, **l’elezione di Donald [Trump](https://laragione.eu/esteri/trump-e-biden-alla-casa-bianca-la-transizione-sara-la-piu-liscia-possibile/)getta una nuova coltre di incertezza sul futuro del conflitto**: «In precedenza sapevamo che c’era un approvvigionamento stabile di armi per l’Ucraina e che c’era unità fra gli occidentali.** Ora quell’unità non è più così sicura. Indubbiamente l’elezione di Trump potrebbe cambiare le cose**». Così le affermazioni del futuro presidente americano sulla sua capacità di «imporre la pace in 24 ore» rischiano di sgonfiarsi nel giro di poco tempo: «**L’idea che Trump sia un sostenitore di Putin è un mito**. **Credo che assisteremo a delle dure negoziazioni, che potrebbero portare a pressioni sull’Ucraina** affinché accetti accordi di pace svantaggiosi. Ma potrebbe anche succedere che, in caso di pretese eccessive di Putin, **possa arrivare una risposta ferma dagli Stati Uniti**».

**È dal 2004 che Pivovarov cerca di combattere Putin dall’interno.** Lo ha fatto prima da militante del movimento Strategia-31 e del Partito della Libertà del popolo, poi come componente e poi presidente della rinata Open Russia. **Nel 2021 è stato arrestato mentre era a bordo dell’aereo che avrebbe dovuto portarlo a Varsavia. Da allora ha vissuto tre anni in carcere, molti dei quali in isolamento: «È stato l’aspetto peggiore della detenzione. Ti lascia solo con i tuoi pensieri, sotto costante pressione e sorveglianza**. Non è tortura, ma è un modo potente di esercitare pressione. I prigionieri politici in Russia sono trattati molto peggio dei criminali e degli assassini». Nonostante questo, la prigione non lo ha cambiato: «Come Varlam Šalamov che la considerava inutile, credo che la prigione non offra nulla di positivo. **È semplicemente tempo perso.** Ora sono libero da tre mesi e mi sto immergendo di nuovo nella vita con gioia».

Lo scorso primo agosto Pivovarov è stato uno degli attivisti russi liberati nel grande scambio di prigionieri organizzato fra la Russia e l’Occidente: «**Non so sinceramente perché sono finito tra i prigionieri rilasciati. Ma credo che lo scambio fosse basato su questi fattori: persone che erano sostenute e che erano ben conosciute**». Se lo aspettava? «Per me è stata una sorpresa: tutto ciò che è accaduto è sembrato un miracolo. Questo è il primo scambio di prigionieri politici nella Russia moderna, il che mi pone in una certa posizione di responsabilità: sono doppiamente impegnato affinché più scambi di questo tipo possano avvenire».

di *Giacomo Chiuchiolo *
