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title: In Venezuela il regime sopravvive a Maduro, parla il giurista José Ignacio Hernández
description: Da Caracas (Venezuela), José Ignacio Hernández ci offre una lettura lucida e dettagliata degli ultimi eventi che hanno scosso il suo Paese
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date: 2026-01-07
author: Anna Germoni
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/in-venezuela-il-regime-sopravvive-a-maduro-parla-il-giurista-jose-ignacio-hernandez/
categories: [I personaggi]
tags: [esteri, maduro, Trump, usa, venezuela]
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# In Venezuela il regime sopravvive a Maduro, parla il giurista José Ignacio Hernández

![José Ignacio Hernández](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/Jose-Ignacio-Hernandez-1024x639.jpg)

Da Caracas (Venezuela), José Ignacio Hernández ci offre una lettura lucida e dettagliata degli ultimi eventi che hanno scosso il suo Paese

**Da Caracas, José Ignacio Hernández ci offre una lettura lucida e dettagliata degli ultimi eventi che hanno scosso il suo Paese**. Giurista, professore presso la Universidad Central de Venezuela, già procuratore speciale della Repubblica, collaboratore al Center for Strategic and International Studies a Washington, descrive il sistema venezuelano come «un ordine solo in apparenza costituzionale, ma ormai modellato per garantire la sopravvivenza del potere».

**Con lui tocchiamo i temi delle implicazioni legali e costituzionali della** [cattura di Nicolás Maduro](https://laragione.eu/esteri/maduro-con-i-piedi-incatenati-in-tribunale-a-new-york-si-dichiara-innocente-sono-io-il-presidente-del-venezuela-mi-hanno-rapito/) **da parte degli** [Usa](https://www.visittheusa.com/). A suo giudizio «non apre alcun vuoto di potere reale, perché il sistema non dipende più dalle regole costituzionali ma dalla concentrazione delle decisioni in un nucleo ristretto. A dimostrarlo è la sentenza della Sala Costituzionale del 3 gennaio 2026 che autorizza Delcy Rodríguez ad assumere la presidenza *ad interim*». Quella pronuncia, sottolinea, «non interpreta la Costituzione: la sostituisce. Mostra che il tribunale supremo è parte integrante della struttura di potere e non un arbitro indipendente».

**Sui passi necessari per garantire stabilità e governabilità, Hernández rileva che la legittimità del governo non può prescindere dal voto popolare del 2024, in cui Edmundo González Urrutia ha ottenuto un mandato chiaro**. «La sovranità popolare è il pilastro di ogni ordine politico. Senza questo fondamento il potere si regge soltanto sulla repressione, sulla corruzione e sul controllo militare». Per ricostruire un minimo di fiducia istituzionale «sono imprescindibili la cessazione immediata delle violazioni dei diritti umani e la liberazione dei prigionieri politici».

**Il chavismo non è un blocco monolitico** ma «un equilibrio di fazioni che si compensano continuamente» e le prime decisioni del gruppo che oggi sostiene Rodríguez «non segnalano alcuna apertura ma la volontà di continuare lungo la strada dell’autoritarismo». Quanto al ruolo dell’opposizione e della società civile, Hernández osserva che «nessuna transizione avviene per inerzia. Serve coordinazione tra forze democratiche, pressione interna e incentivi esterni credibili». Esperienze latinoamericane simili dimostrano che il cambiamento si verifica soltanto quando «la pressione combinata supera la capacità del regime di assorbire i costi del potere». Proprio per questo il monitoraggio internazionale è importante. «Gli osservatori esterni devono essere presenti, non per imporre soluzioni ma per verificare il rispetto dei diritti e per dare credibilità a ogni passo verso la normalità istituzionale». Soltanto così «il popolo potrà misurare se le promesse di apertura hanno sostanza o restano dichiarazioni formali».

**L’uscita di scena di Maduro** «non modifica automaticamente la logica del sistema. Senza cambiamenti nei comportamenti delle *élite* e senza il rispetto della Costituzione, il meccanismo autoritario continuerà a funzionare come prima. Il [Venezuela](https://laragione.eu/esteri/che-lincursione-in-venezuela-sia-da-monito-ai-potenziali-nemici-degli-usa-il-video/) tornerà alla normalità costituzionale solo quando il potere sarà limitato da istituzioni autonome e da un mandato popolare incontestabile». Hernández invita a guardare oltre le persone e a misurare i fatti: «Il problema non è chi siede sulla poltrona presidenziale ma l’assenza di limiti effettivi al potere. Finché questa condizione persiste ogni promessa di stabilità resta fragile e illusoria».

**Il futuro del Paese** «dipenderà dalla capacità delle forze democratiche di trasformare la pressione sociale in iniziativa politica concreta, senza la quale il ciclo autoritario continuerà a riprodursi. Anche piccole aperture possono essere rischiose se non accompagnate da controlli reali e verificabili. Occorre insomma un approccio capace di costruire gradualmente fiducia e legalità in un contesto che rimane altamente fragile».

di *Anna Germoni*
