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title: Il mio cinema pone domande, parla il regista Ruben Östlund
description: Provocatorio, pungente, fuori dagli schemi. Ruben Östlund è indiscutibilmente uno degli autori più importanti del cinema contemporaneo
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date: 2024-10-15
author: Massimo Balsamo
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/intervista-al-regista-ruben-ostlund/
categories: [I personaggi]
tags: [Cinema, il personaggio]
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# Il mio cinema pone domande, parla il regista Ruben Östlund

![Il mio cinema pone domande, parla il regista Ruben Östlund](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-23.jpg)

Provocatorio, pungente, fuori dagli schemi. Ruben Östlund è indiscutibilmente uno degli autori più importanti del cinema contemporaneo

Provocatorio, pungente, fuori dagli schemi. **Ruben Östlund è indiscutibilmente uno degli autori più importanti del cinema contemporaneo**, capace di stimolare discussioni attraverso la macchina da presa e di trattare temi complessi con un’originalità disarmante. **Grande protagonista della 20esima edizione del [Lucca Film Festival](https://www.luccafilmfestival.it/)** (dove ha ricevuto il Golden Panther Award), **il 50enne regista svedese ha già ottenuto due Palme d’oro al Festival di Cannes: nel 2017 con “The Square”**, puntuta quanto cinica riflessione sulla società e sull’arte contemporanea, **e nel 2022 con “Triangle of Sadness”,** che indaga le dinamiche di classe attraverso una lente deformante che raggela lo spettatore.

Destinato a competere alla prossima edizione di Cannes, **il nuovo film di Östlund si intitolerà “The Entertainment System is Down”**: un *cast* ricco di *star* (tra gli altri Daniel Bruhl, Kirsten Dunst, Keanu Reeves, Vincent Lindon e Joel Eggerton) per una storia destinata ancora una volta a dividere. **Tutto si svolge all’interno di un volo Londra-Sydney**: a un certo punto tutti i sistemi elettronici nell’aereo smettono di funzionare e le persone non possono più guardare film o giocare con *tablet* e cellulari. Subentra il panico, con risultati drammatici.

**Un’opera impegnata ma allo stesso tempo destinata a divertire**. Uno dei pregi del cinema di Östlund è saper dosare gli ingredienti: «Penso che sia legato al temperamento e all’atteggiamento che si ha come essere umano. **Se mantieni un minimo di distanza dalla vita, puoi ridere di quasi qualsiasi cosa**. L’aspetto politico di ciò è ovviamente qualcosa di serio, quindi è necessario prendere la vita giudiziosamente in un certo senso per raggiungere la serietà e l’aspetto politico dell’espressione nei film» ci racconta il cineasta di Göteborg.

Qualche tempo fa, in un’intervista al “The Guardian”, Östlund ha parlato del potere del cinema e del suo impatto sulla società, tanto da **chiedere fra il serio e il faceto la regolamentazione dell’utilizzo delle macchine da presa **– una sorta di ‘diploma’ – soprattutto da quando il rapporto delle persone con gli schermi è diventato quotidiano. Considerando tutto quello che sta accadendo nel mondo, gli chiediamo se è ancora d’accordo o meno con quella provocazione: «Non penso sarebbe difficile ottenere una licenza di questo tipo» ironizza il regista di “Forza Maggiore”. «**Quello su cui volevo richiamare l’attenzione è il fatto che la cinepresa ha un impatto molto più grande su di noi e sul nostro comportamento di quanto si sia effettivamente mai pensato**. Quindi sì, era sicuramente una provocazione, ma penso comunque che sarebbe una buona cosa insegnare nelle scuole di cinema, oltre alle tecniche, anche i metodi di manipolazione della ‘camera’ e il tipo di impatto che i film hanno su di noi. **E alla fine assegnare una sorta di licenza, proprio come accade alle scuole elementari**».

**Östlund non fa parte del *clan* dei registi del *politically correct***, questo è lapalissiano. Ma c’è un aspetto che va tenuto in considerazione: «Non penso che il politicamente corretto sia in sé un problema, che invece potrebbe esserci in caso di reazione al fatto che i nostri pensieri non sono politicamente corretti. **Al giorno d’oggi sembra difficile essere tolleranti verso un’opinione che non rientra nei canoni comuni, diversa dal sentire comune**. Almeno questa è la mia impressione, non sono sicuro che sia effettivamente così. Sia chiaro: non è un problema che il cinema possa essere politicamente corretto, sebbene non sia un aspetto di mio interesse, poiché** io sono interessato a un cinema che susciti una riflessione, che mi costringa a pormi delle domande**».

Da Federico Fellini a Pier Paolo Pasolini, sono molti i registi italiani che hanno lasciato il segno nel cuore di Östlund: «**Amo il cinema italiano, a volte penso che forse gli italiani non siano effettivamente consci dell’influenza di certi loro autori nella storia del cinema**. Anche nel mio caso ha avuto un grande impatto. **Mi è piaciuto molto “Ci eravamo tanto amati” di Ettore Scola**: l’ho riguardato un paio di settimane fa con le mie figlie che hanno 22 anni e stanno studiando cinema ed è piaciuto tantissimo anche a loro. **Nei film italiani c’è una sorta di giocosità ma fatta con intelligenza, basti pensare a “La Dolce Vita” di Fellini e oggi al cinema di Paolo Sorrentino**».

*di Massimo Balsamo*
