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La disabilità è rivoluzionaria, parla la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli

Intervista alla ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli: dalle prossime riforme ‘rivoluzionarie’ al generale Vannacci fino al prossimo G7 in Umbria

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La disabilità è rivoluzionaria, parla la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli

Intervista alla ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli: dalle prossime riforme ‘rivoluzionarie’ al generale Vannacci fino al prossimo G7 in Umbria

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La disabilità è rivoluzionaria, parla la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli

Intervista alla ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli: dalle prossime riforme ‘rivoluzionarie’ al generale Vannacci fino al prossimo G7 in Umbria

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Intervista alla ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli: dalle prossime riforme ‘rivoluzionarie’ al generale Vannacci fino al prossimo G7 in Umbria

Classe 1976, una laurea in Sociologia e una moltitudine di esperienze nel campo dell’assistenza, della cura, dell’educazione e dell’accoglienza di persone adulte con disabilità, soprattutto intellettiva. Dal 22 ottobre 2022 Alessandra Locatelli ricopre il ruolo di Ministro per le Disabilità nel governo Meloni con passione e tenacia. Due settimane fa ha lanciato un lungo e accorato appello durante l’Assemblea Onu al Palazzo di Vetro, proponendo come “modello virtuoso” quello italiano sul tema disabilità. A cominciare dalla parola handicappato, eliminata da tutte le leggi e sostituita con ‘persona con disabilità’.

Le chiediamo quali sono le prossime mosse per apportare cambiamenti concreti oltre la dialettica: “In Italia è in corso una grande riforma sulla disabilità che mette al centro la persona, permette di sburocratizzare il percorso di riconoscimento dell’invalidità civile e soprattutto, attraverso l’introduzione del “Progetto di vita”, di superare le frammentazioni tra le prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali” spiega Locatelli, sottolineando la portata di una svolta epocale che non potrà essere, per questo, immediata.

“La presa in carico della persona richiederà tempo, ma darà quelle risposte attese da anni dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie. Parliamo di un approccio nuovo, che pone al centro la persona per promuovere un nuovo sguardo, per esaltare le potenzialità e non i limiti. Un cambio di prospettiva vero che ci consentirà di passare da un sistema non più solo di tipo assistenziale ma di valorizzazione della persona”.

Una dedizione alla rottura con il passato non sempre condivisa dagli altri attori politici: è il caso del generale Vannacci che ha fatto ancora parlare di sé dopo la proposta, poi chiarita, di dividere nelle scuole gli alunni con disabilità e alunni normodotati proposta dal Generale Vannacci. “Il generale Vannacci ha chiarito subito le sue dichiarazioni e mi sono espressa in quei giorni per dire che non è possibile parlare di disabilità solo quando c’è una tragedia o una polemica, come in questo caso. Ho ricevuto molte chiamate e messaggi da vari giornalisti che, però, normalmente non hanno la stessa solerzia nel parlare di inclusione e valorizzazione delle persone, di progetti, di Ets e innovazione. Questi temi non sono da relegare a rubriche e inserti“, spiega la ministra. “L’Italia è uno dei pochi Paesi che ha una legge sull’inclusione scolastica e questo è un esempio e un modello che suscita molto interesse in tutti i Paesi dell’Ue e del mondo. Possiamo sempre migliorarci ma la strada è quella giusta”.

Sempre all’Onu si è molto parlato di “cucina inclusiva” ovvero il massiccio aumento di aziende interessate ad assumere giovani con disabilità per accompagnarli nel mondo del lavoro. Un fenomeno per alcuni tacciato di spettacolarizzazione della malattia. “Per prima cosa” commenta Locatelli “nemmeno le spettacolarizzazioni su questo tema vengono portate all’attenzione mediatica, dunque sono convinta che non ci sia questo rischio. Quando le persone con disabilità esprimono il loro talento e la loro competenza nei diversi ambiti della vita quotidiana dal lavoro in ogni settore, allo sport, all’arte, non si tratta di spettacolarizzazione. Purtroppo la poca abitudine a vedere che ogni persona, pur vivendo una condizione complessa, è in grado di esprimere le proprie potenzialità, fa pensare che si tratti di un evento particolare ma non è così. Per ovviare a questa distorsione dobbiamo investire sempre di più e creare sinergie tra pubblico e privato”.

Infine, una data importante: dal 14 al 16 ottobre l’Umbria ospiterà il primo G7 dedicato proprio ai temi dell’inclusione e della disabilità. Cosa aspettarci? “L’Italia vuole promuovere il diritto di tutti alla piena partecipazione alla vita civile, sociale e politica dei nostri Paesi. Un concetto fondamentale che è stato ribadito anche nel paragrafo dedicato alla disabilità e all’inclusione presente per la prima volta nella storia di una dichiarazione dei leader del G7 e firmato in Puglia“.

“Per rendere più concreta l’esperienza di questo evento storico, ho voluto scardinare alcune prassi e deciso di svolgere l’accoglienza delle delegazioni ministeriali il 14 ottobre in piazza ad Assisi. Potranno partecipare tutti: persone con disabilità, famiglie, associazioni, cittadini e istituzioni a tutti i livelli. Da quella piazza lanceremo un messaggio di partecipazione, condivisione e Pace. Nel documento finale, la carta di Solfagnano, ci saranno otto priorità. Uno dei punti strategici riguarda l’impegno di considerare disabilità e inclusione come temi prioritari in tutte le agende. Un altro aspetto riguarda la valorizzazione delle persone declinata anche nella vita quotidiana e nell’inclusione lavorativa, e ancora intelligenza artificiale e nuove tecnologie, prevenzione e soccorso delle persone con disabilità in caso di catastrofi naturali“.

Un’agenda ricca di sfide da superare per arrivare ad una svolta definitiva. E L’Italia è in prima fila. “Il cambiamento è iniziato. L’Italia può fare da traino e accompagnare un percorso che veda su questi temi un impegno globale a tutti i livelli”.

di Raffaela Mercurio

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