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title: "Marco Ligabue racconta &#8220;M.A.P.S.&#8221;: &#8220;Un manuale per fermarsi ad ascoltare&#8221;"
description: A cinque anni dall’ultimo progetto discografico, Marco Ligabue torna con “M.A.P.S. – Manuale Alternativo Per Sentire”
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/12/Marco-Ligabue-1024x639.jpg
date: 2025-12-21
modified: 2025-12-22
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/invito-a-perdersi-per-ritrovarsi-parla-il-cantautore-marco-ligabue/
categories: [I personaggi]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Marco Ligabue racconta &#8220;M.A.P.S.&#8221;: &#8220;Un manuale per fermarsi ad ascoltare&#8221;

![Marco Ligabue](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/12/Marco-Ligabue-1024x639.jpg)

A cinque anni dall’ultimo progetto discografico, Marco Ligabue torna con un disco pensato come una mappa emotiva: “M.A.P.S. – Manuale Alternativo Per Sentire”

Ci sono dischi che nascono in studio e altri che prendono forma molto prima, lungo le strade, tra una telefonata e un palco, dentro conversazioni rimandate e canzoni che aspettano il momento giusto per essere dette. “[M.A.P.S. – Manuale Alternativo Per Sentire](https://open.spotify.com/intl-it/album/7cQCMOjMPemJPNikq8LoSk)”, **il nuovo *album* di Marco Ligabue** ([fratello](https://laragione.eu/life/spettacoli/marco-ligabue-e-le-canzoni-inglesi-la-musica-deve-nascere-da-un-battito-umano/) minore del più celebre [Luciano](https://laragione.eu/life/spettacoli/ligabue-inaugura-la-nuova-arena-milano-il-6-maggio-2026-la-prima-notte/)), appartiene decisamente a questa seconda categoria. È un lavoro che arriva da lontano, sedimentato nel tempo, cresciuto tra concerti, chilometri e riflessioni, lontano da qualsiasi urgenza produttiva.

**A cinque anni dall’ultimo progetto discografico, Ligabue torna con un disco pensato come una mappa emotiva: non un manuale che spiega ma uno strumento che suggerisce, accompagna, invita a perdersi per ritrovarsi**. Un’idea che parte già dal titolo, come racconta lui stesso: «Mi piaceva anche l’idea dell’acronimo, perché oggi ci sono istruzioni e *tutorial* per tutto. Questo invece è un manuale che non spiega cosa fare, ma ti dice: fermati e senti. Prenditi il tempo di ascoltare quello che succede dentro questo disco».

**Un lavoro che Marco Ligabue non nasconde di aver vissuto con un coinvolgimento profondo, soprattutto nel momento in cui ha potuto finalmente tenerlo fra le mani**: «In quei momenti mi sento ancora come un bambino davanti a un cesto di caramelle. Sono cresciuto andando nei negozi di dischi: aprire un vinile per me era entrare in un mondo nuovo. Quando ho preso in mano il mio “M.A.P.S.” mi sono emozionato come quando comprai “Born in the Usa” o “The Joshua Tree”. Oggi un disco deve avere un senso profondo per uscire. E questo per me ce l’ha».

**Diviso in lato A e lato B, esattamente come i dischi di una volta, “M.A.P.S.” si muove lungo due geografie ben definite**. Da una parte quella esterna, fatta di elementi primordiali e di mondo reale; dall’altra quella interiore, più fragile e nascosta, dove abitano ricordi, domande e nostalgie: «Se da un lato racconto la geografia che ci ha creati, dall’altro volevo scavare dentro di me. Nel lato B ho riunito cinque brani che fanno un percorso interiore, andando a rispolverare zone nascoste, corde che avevano bisogno di essere toccate di nuovo». Un viaggio che porta a galla anche le maschere che spesso indossiamo per evitare domande scomode, come accade in “Sempre tutto bene”: «Diciamo spesso che va “tutto bene” e poi di fatto non ci diciamo niente. Non ci confidiamo mai davvero. Con questa canzone ho voluto andare oltre quel velo che mettiamo davanti quando incontriamo gli altri».

**Dal punto di vista della scrittura è evidente quanto Ligabue si muova dentro una tradizione cantautorale solida, quella che ha formato intere generazioni di ascoltatori e musicisti**: «Io sono cresciuto con i cantautori italiani. Il mio primo ‘manuale’ non era un prontuario di accordi ma l’intera produzione di [Francesco De Gregori](https://laragione.eu/life/spettacoli/rimmel-francesco-de-gregori-ne-celebra-i-50-anni-tra-riedizione-cinema-e-tour/), [Ivano Fossati](https://laragione.eu/recensioni/i-treni-a-vapore-di-ivano-fossati/), [Antonello Venditti](https://laragione.eu/life/spettacoli/venditti-non-mi-aspettavo-un-successo-del-genere-per-notte-prima-degli-esami/), [Rino Gaetano](https://laragione.eu/life/spettacoli/rino-gaetano-un-ponte-tra-epoche-unuovo-videoclip-darte-dedicato-a-e-io-ci-sto/), [Lucio Dalla](https://laragione.eu/life/spettacoli/lapocalisse-secondo-lucio-dalla/). Lì ho capito la potenza della parola in una canzone. È un seme che mi porto ancora dentro».

**E per un artista che soltanto nell’ultimo anno ha calcato più di cento palchi, la dimensione della *band* e del *live* resta centrale anche nel processo creativo**: «Tutti i brani partono da voce e chitarra, poi vado in studio con il mio gruppo e voglio cogliere la prima scintilla, quella umana. Non mando mai i brani prima ai musicisti: voglio vivere l’urgenza del momento». “M.A.P.S.” nasce così: da un tempo lungo, da un ascolto paziente, da una musica che non corre per arrivare prima.

di *Federico Arduini*
