---
title: Jazz e algoritmo, parla Maria Chiara Argirò
description: Maria Chiara Argirò è una delle artiste più̀ promettenti del panorama nu jazz. Parliamo con lei di algoritmo e salute mentale tra gli artisti
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Evidenza-sito-5.jpg
date: 2024-04-03
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/jazz-e-algoritmo-parla-maria-chiara-argiro/
categories: [I personaggi]
tags: [il personaggio, musica]
---

# Jazz e algoritmo, parla Maria Chiara Argirò

![Intervista a Maria Chiara Argirò](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Evidenza-sito-5.jpg)

Maria Chiara Argirò è una delle artiste più̀ promettenti del panorama *nu jazz*. Parliamo con lei di algoritmo e salute mentale tra gli artisti

**Maria Chiara Argirò è una delle artiste più̀ promettenti del panorama *nu jazz***, tra le poche donne di un genere considerato fino a non molto tempo fa “la musica della vecchia generazione”. **È in uscita il suo quinto album “Closer”, che verrà presentato con un *tour *tra Milano (domani all’Apollo Club)**, Bologna e Roma. «Scrivere questo lavoro è stata un’esperienza abbastanza surreale: è un album che ha avuto proprio l’esigenza di essere scritto, una di quelle situazioni che capitano davvero di rado a un’artista» ci racconta.

**Romana di nascita e londinese d’azione**, grazie alla madre insegnante di danza inizia a suonare il pianoforte classico all’età̀ di nove anni. Poi lo *shock*: **durante l’adolescenza scopre il *jazz *«ed è diventata un’ossessione»** – spiega lei stessa – capace di mettere in crisi i suoi rigidi canoni classici, che iniziano così a fondersi con le note di Miles Davis e Herbie Hancock. **Argirò inizia a sviluppare una sua personalità musicale che la porta a Londra**, la città dove la musica trova il suo spazio naturale. «**L’apertura con l’Italia è avvenuta con “Forest City”**, il precedente album del 2022. Ed è accaduta in modo molto puro, **senza che facessi nessuna operazione di *marketing***. Questo mi ha colpito profondamente perché, per quanto viva a Londra ormai da tantissimi anni, le mie radici sono e saranno sempre nel Paese dove sono nata» sottolinea. Ricorda i suoi ultimi anni romani in cui ha avuto troppo spesso la sensazione di essere «una mosca bianca nel panorama *jazz*» e di essersi sentita «sempre accerchiata da uomini».

Ma **la sua non è una tipica storia di ‘cervello in fuga’**: «**Non sono scappata dall’Italia**. Sono partita per studiare (prima una laurea alla Middlesex University e poi il London Centre of Contemporary Music) e **sono rimasta a Londra per la musica, che qui è come una bomba atomica**». Anche oltreconfine sono presenti però le stesse dinamiche che stanno scuotendo il mercato musicale: u**n algoritmo impietoso nei confronti dei nuovi artisti e generi**, la corsa alla visualizzazione sfrenata, una scarsa attenzione alla salute mentale degli artisti (in Italia abbiamo avuto i casi di Sangiovanni e Mr. Rain): «**Sì, l’algoritmo ha rovinato un po’ tutti gli artisti**. I tempi che viviamo sono veramente ostici, tra *streaming *e giochi dell’industria musicale. Sono meccanismi a cui penso sempre quando li subisco. Però **sono anche convinta che si è arrivati a un punto di rottura e il fatto che gli artisti ne parlino non può̀ che essere un bene**» confessa Argirò.

È importante coinvolgere nel processo di cambiamento tutti, dagli addetti ai lavori agli ascoltatori finali: «**Nel mio piccolo sono un’attivista: anche con le persone che non fanno musica parlo tanto dell’importanza di acquistare i dischi e andare ai *live show***, piuttosto che limitarsi a un ascolto passivo sulle piattaforme di *streaming*». Un cambiamento che può coinvolgere anche i giornalisti: «**Ad esempio tutti mi chiedono: “Quale sarà il tuo prossimo progetto?”. Si pensa sempre al futuro e mai al presente** e questo pesa sulla salute mentale di un artista. Io invece voglio concentrarmi sul ‘qui e ora’ e godermelo. È l’unico modo per fare musica che conosco».

*di Raffaela Mercurio*
